Jurassic World – The Experience a Milano, la nostra esperienza: per un’ora siamo tornati su Isla Nublar

Jurassic World – The Experience a Milano, la nostra esperienza: per un’ora siamo tornati su Isla Nublar

di 6 Settembre 2026

Quando ho saputo che avrebbe fatto tappa in Italia un’esperienza ufficiale dell’universo di Jurassic Park e Jurassic World, ho subito pensato che né io né mio fratello Tappo potessimo perdercela.

Ecco, sebbene alla nostra “guida sull’isola” abbia evitato di ammetterlo, siamo di quelle persone capaci di ripetere a memoria le battute del primo film (o dei primi tre), per poi giudicarci, insultarci e persino comunicare (senza secondi fini) riempiendoci reciprocamente di meme e citazioni dei film di Spielberg.

Ecco, con queste premesse capite che una tappa a Sesto San Giovanni fosse pressoché inevitabile.


Non sapevamo bene cosa aspettarci

La verità è che non sapevo bene cosa aspettarmi. Anzi, non lo sapevamo entrambi.

Non avevamo voluto farci spoiler prima di partire e siamo arrivati ricchi di aspettative, ma senza troppe illusioni. Tante volte in passato avevamo assistito a mostre dedicate ai dinosauri che si erano poi rivelate molto più deludenti del previsto, sebbene all’epoca fossimo ancora piccoli.

Ecco, con queste esperienze alle spalle, un minimo di prudenza era inevitabile. Quello che abbiamo trovato a MilanoSesto, però, è qualcosa di abbastanza diverso dal concetto tradizionale di mostra sui dinosauri.

Perché Jurassic World: The Experience non è un semplice museo. E il termine “Experience”, per una volta, non è stato messo lì soltanto perché suonava bene.


Non una mostra, ma una vera esperienza dentro Jurassic World

È davvero una esperienza, come promette il titolo dell’evento. Le guide ti accompagnano attraverso le diverse sale seguendo una sorta di percorso narrativo che ti porta direttamente all’interno dell’universo cinematografico di Jurassic World.

Si comincia dal battello con cui si raggiunge Isla Nublar e, da quel momento, si entra progressivamente nel parco. Si passa attraverso lo storico portone d’ingresso, si entra nel laboratorio, si attraversano ambientazioni che richiamano quelle viste al cinema e soprattutto ci si trova finalmente davanti a loro.

I dinosauri. Enormi. A grandezza naturale. In movimento. “Anima… erotix?” (cit)

Citazione per pochi (?), ma quei pochi hanno già capito tutto.


I dinosauri sono ovviamente il pezzo forte

E proprio i dinosauri rappresentano inevitabilmente il pezzo forte dell’esperienza.

Non sono semplicemente statue piazzate in una stanza con un cartello davanti. Il modo in cui si muovono, i suoni, le dimensioni e soprattutto il contesto costruito intorno contribuiscono a creare quell’illusione che, almeno per qualche momento, ti permette di dimenticarti di essere a Sesto San Giovanni.

E qui bisogna fare anche un grande complimento alle guide. Bravissime e davvero coinvolgenti, soprattutto con i bambini, che vengono continuamente chiamati a partecipare, rispondere e interagire con quello che sta succedendo.

Ma funzionano anche con quelli un po’ più cresciuti. Compresi quelli che conoscono le battute di Jurassic Park a memoria e cercano disperatamente di comportarsi da adulti responsabili davanti agli altri visitatori. Ogni riferimento è puramente casuale.


Blue, il laboratorio e l’universo dei film

Durante il percorso si attraversano diverse ambientazioni ispirate alla saga e ci si avvicina progressivamente ai suoi abitanti. Tra gli incontri più belli c’è sicuramente Blue, il Velociraptor addestrato da Owen, che ci mostra dal vivo alcune delle sue capacità.

Ed è proprio in questi momenti che l’esperienza riesce meglio nel suo intento: non stai semplicemente osservando qualcosa dall’esterno, ma vieni coinvolto in una piccola storia. Le guide parlano con il pubblico, spiegano cosa sta succedendo e preparano quello che arriverà nella stanza successiva. E per chi è cresciuto con questi film, riconoscere determinati luoghi, suoni e personaggi inevitabilmente fa scattare qualcosa. Poi però arriva lui.


Il T-Rex: probabilmente il momento più bello

Il momento più bello per me resta inevitabilmente quello dedicato al Tyrannosaurus Rex. Non voglio raccontare troppo perché credo che una parte importante del divertimento sia proprio arrivarci senza sapere esattamente cosa accadrà.

Posso però dire che viene costruita una vera e propria situazione di fuga dal recinto, con il pubblico coinvolto direttamente in quello che sta succedendo. E quando davanti a te compare un T-Rex di quelle dimensioni, per qualche secondo la parte razionale del cervello può anche ricordarti tranquillamente che non sei su Isla Nublar.

L’altra parte risponde più o meno: “Sì, va bene, però magari spostiamoci lo stesso”. Ed è probabilmente questo il complimento più grande che posso fare all’esperienza.


Jurassic World: The Experience vale la pena?

Per noi, decisamente sì.

Naturalmente bisogna andarci sapendo cosa si sta acquistando. Non è un parco divertimenti nel quale trascorrere un’intera giornata e non è nemmeno una gigantesca esposizione scientifica sui dinosauri.

È un’esperienza immersiva dedicata soprattutto all’universo cinematografico di Jurassic World, costruita per farti attraversare per circa un’ora alcuni dei suoi luoghi e incontrare dal vivo i dinosauri più famosi. E secondo me funziona particolarmente bene per due categorie di persone.

La prima sono ovviamente i bambini, che possono vivere tutto con quella meraviglia che noi adulti ormai dobbiamo andare disperatamente a cercare.

La seconda? Quelli come noi. Quelli che magari bambini non lo sono più da parecchio tempo, ma quando sentono determinate musiche, vedono un Velociraptor o compare un enorme T-Rex davanti ai loro occhi tornano improvvisamente ad avere dieci anni.


Jurassic World: The Experience a Milano: prezzi, durata e fino a quando resta

Jurassic World: The Experience si trova nell’area MilanoSesto, in Viale Italia 576 a Sesto San Giovanni, ed è la prima tappa italiana dell’esperienza immersiva ufficiale.

L’evento resterà aperto fino al 10 gennaio 2027, quindi c’è ancora tempo per visitarlo.

La durata indicativa dell’esperienza è di circa 45-60 minuti.

Per quanto riguarda i prezzi, questi possono cambiare in base alla giornata scelta: sul sito ufficiale gli adulti partono da 26 euro, mentre i biglietti ridotti partono da 20,70 euro. Sono previste riduzioni per bambini, famiglie, gruppi e persone con disabilità.

Il consiglio è quindi quello di verificare direttamente prezzi, disponibilità e fasce orarie prima della visita.


Per un’ora siamo tornati bambini

Alla fine, uscendo, la sensazione più bella non è stata semplicemente quella di aver visto dei dinosauri molto ben realizzati. È stato aver condiviso ancora una volta qualcosa che accompagna me e mio fratello praticamente da sempre. Ci siamo entrati continuando a prenderci in giro con citazioni incomprensibili agli altri e ne siamo usciti facendo esattamente la stessa cosa.

Forse è proprio questo il potere di certi film. Passano gli anni, cambiano le persone, arrivano nuovi capitoli, nuovi protagonisti e nuovi dinosauri, ma alcune immagini rimangono esattamente dove le avevi lasciate. E basta attraversare un portone, sentire un verso in lontananza e vedere un enorme dinosauro muoversi davanti a te per ritrovarle tutte.

Perché magari sappiamo perfettamente che i dinosauri si sono estinti 65 milioni di anni fa. Sappiamo che siamo a Sesto San Giovanni. Sappiamo che quello davanti a noi non è veramente un T-Rex. Però quando apre la bocca e ruggisce… magari facciamo comunque un passo indietro. Per sicurezza.

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About the Author: Alessandro Tassinari

Alessandro nasce a Forlì il 21 settembre del 1998. Ha partecipato a diversi Concorsi Letterari ottenendo più di cento premi e riconoscimenti (tra primi posti e menzioni di merito); suoi componimenti sono presenti in diverse antologie e siti d’impronta culturale. Nel 2015 un suo testo viene premiato con una borsa di studio dal Comune di Forlì, in occasione dell’anniversario della Liberazione. Nello stesso anno partecipa a una mostra forlivese dedicata alla creatività adolescenziale. Partecipa come comparsa alla docu-fiction “Morgagni oggi; sua maestà anatomica” (di Cristiano Barbarossa). Realizza le illustrazioni per il fantasy “L’ombra di Lyamnay” (Annarita Faggioni), per poi firmare le introduzioni alla raccolta poetica “Respiro di vita” (Melissa Storchi) e a “Dieci Dodici” (Umberto Pasqui). Nel 2016 riceve il premio “Naim Araidi” per la poesia giovane. L’anno seguente partecipa come giurato al concorso “Aspettando il Natale”. Vince una borsa di studio per merito presso l'Università di Bologna e un’altra istituita dal Comune di Cervia in memoria di Gino Pilandri, storico sindaco della città romagnola. Presso l’Università di Bologna consegue in tutto tre lauree: in Lettere, Italianistica e Geografia. Dal 2024 partecipa alla rassegna “Radici e Futuro” organizzata dalla Biblioteca Maria Goia di Cervia. Nel 2025 vince nuovamente la borsa di studio “Gino Pilandri” e pubblica il suo primo libro, il fumetto “Super Babbo – A Tom Tacchino Story”. Nel 2026 avvia ufficialmente la saga a fumetti di Tom Tacchino ed esce in libreria con la raccolta di poesie "Il rumore del sale - Nel punto in cui l'onda si ferma" (edito da RP Libri).

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