Mai privare il detenuto della sua dignità umana: il messaggio del convegno del 16 maggio

Mai privare il detenuto della sua dignità umana: il messaggio del convegno del 16 maggio

di 17 Maggio 2025

Di fronte a circa 150 persone l’Associazione Amici di Don Dario  ha posto l’attenzione sul carcere e sulle sue funzioni rieducative dei detenuti: l’occasione è stato il convegno dello scorso 16 maggio sul tema “L’utopia di don Dario: il carcere, un’opportunità per rinascere alla vita”, prima iniziativa tramite la quale intendiamo celebrare i nostri 30 anni di attività e il decennale della scomparsa di don Dario Ciani, per per 22 anni fu cappellano della casa circondariale di Forlì.


L’evento, moderato da Gigi Mattarelli, ha visto in apertura i saluti del sindaco di Forlì Gian Luca Zattini, del vescovo mons. Livio Corazza e dell’on. Rosaria Tassinari, a cui è seguito l’intervento del nostro presidente Alberto Bravi, che ha introdotto il tema del carcere, sottolineando che nel pensiero di don Dario il periodo che i detenuti trascorrono in carcere non è un tempo vuoto e sospeso, ma attraverso il loro coinvolgimento, deve diventare un tempo di crescita, di preparazione al loro reinserimento nella società, anche attraverso il lavoro, un’opportunità perseguita con forza dallo stesso don Dario, che fu il primo a creare lavoro in Carcere, tramite lavori di assemblaggio, commissionati da aziende del territorio.


Sono seguite tre testimonianze di valore sui processi reiducativi nei contesti carcerari, proposte da don Daniele Simonazzi, sanguigno cappellano del carcere di Reggio Emilia, Giorgio Pieri, referente delle Comunità Educanti con i carcerati (CEC) dell’associazione Papa Giovanni XXIII e Daniele Versari, presidente dell’impresa sociale Altremani, attiva con progetti lavorativi all’interno della casa circondariale di Forlì.
Dalle loro testimonianze è emerso con forza il bisogno di non lasciare soli i detenuti, ma favorire con loro un incontro, una relazione di fiducia, indispensabile per curare le loro ferite e riaprire il loro cuore verso una nuova speranza di vita, che possa essere il seme per rigenerarsi e specialmente non cadere nella recidiva a fine pena. Inteeressante, a questo proposito, quanto incide il lavoro in questo progetto di rinascita: i dati affermano che il ritorno a delinquere riguarda appena il 5% dei detenuti che hanno svolto attività lavorative, contro il 70% di quelli che hanno vissuto l’esperienza detentiva sensa stimoli di questo tipo.


Maurizio Gardini, presidente nazionale di Confcooperative e della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, ha posto la sua attenzione sulla figura di don Dario, insieme al quale ha condiviso esperienze in età giovanile: lo ha definito un architetto innovatore in qualità di cooperatore sociale, ripercorrendo quanto il compianto sacerdote ha costruito tramite la cooperativa sociale San Giuseppe, una delle prime esperienze in Italia, in grado di coniugare la solidarietà verso le persone con fragilità e il lavoro, in questo caso basato sule coltivazioni agricole, gli allevamenti e la realizzazione di prodotti derivati da tali attività.


L’evento è stato concluso dal sen. Paolo Francesco Sisto, vice-ministro alla Giustizia, che ha posto la sua attenzione sul rapporto fra detenzione e rinascita alla vita:
“La privazione delle libertà – ha affermato il vice-ministro – è giusta perchè si interviene nei confronti di qualcuno che ha commesso reati, ma non bisogna mai privare il detenuto della sua dignità. E’ poi importante lavorare anche nella direzione delle giustizia riparativa, ovvero di un processo per cercare una possibile conciliazione fra il colpevole e le sue vittime. Il sen. Sisto, in conclusione, ha ribadito anche quanto sia strategico che il mondo politico si confronti con il volontariato e l’associazionismo e le altre realtà sociali attive in carcere: una relazione che può essere utile e preziosa per chi poi dovrà legiferare in questa delicata materia.

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About the Author: Alessandro Tassinari

Alessandro nasce a Forlì il 21 settembre del 1998. Ha partecipato a diversi Concorsi Letterari ottenendo più di cento premi e riconoscimenti (tra primi posti e menzioni di merito); suoi componimenti sono presenti in diverse antologie e siti d’impronta culturale. Nel 2015 un suo testo viene premiato con una borsa di studio dal Comune di Forlì, in occasione dell’anniversario della Liberazione. Nello stesso anno partecipa a una mostra forlivese dedicata alla creatività adolescenziale. Partecipa come comparsa alla docu-fiction “Morgagni oggi; sua maestà anatomica” (di Cristiano Barbarossa). Realizza le illustrazioni per il fantasy “L’ombra di Lyamnay” (Annarita Faggioni), per poi firmare le introduzioni alla raccolta poetica “Respiro di vita” (Melissa Storchi) e a “Dieci Dodici” (Umberto Pasqui). Nel 2016 riceve il premio “Naim Araidi” per la poesia giovane. L’anno seguente partecipa come giurato al concorso “Aspettando il Natale”. Vince una borsa di studio per merito presso l'Università di Bologna e un’altra istituita dal Comune di Cervia in memoria di Gino Pilandri, storico sindaco della città romagnola. Presso l’Università di Bologna consegue in tutto tre lauree: in Lettere, Italianistica e Geografia. Dal 2024 partecipa alla rassegna “Radici e Futuro” organizzata dalla Biblioteca Maria Goia di Cervia. Nel 2025 vince nuovamente la borsa di studio “Gino Pilandri” e pubblica il suo primo libro, il fumetto “Super Babbo – A Tom Tacchino Story”.

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