Claudio Ranieri: l’ultimo abbraccio all’Olimpico. Grazie, Mister.

Claudio Ranieri: l’ultimo abbraccio all’Olimpico. Grazie, Mister.

di 19 Maggio 2025

Lo abbiamo già detto altre volte. Certe storie non finiscono, fanno solo un giro immenso e poi ritornano. Quella tra Claudio Ranieri e la Roma è una di quelle storie.

All’Olimpico è andata in scena l’ultima passerella casalinga del tecnico romano, classe 1951, nel tempio che ha amato e lo ha amato, nella sua città, con la sua gente. È stato un saluto commosso, sentito, vero. Di quelli che fanno tremare la voce e brillare gli occhi.


Sempre presente. Sempre al servizio.

Nel momento del bisogno, Ranieri ha sempre detto sì. Sempre. Anche quando avrebbe potuto dire di no, quando avrebbe potuto rifiutare. A 73 anni avrebbe potuto godersi la pensione, il sole di Trigoria, le partite in TV e i ricordi da rivivere con la famiglia, coi nipoti. Invece è tornato. Di nuovo. E ha messo a disposizione tutto se stesso per rialzare una squadra che sembrava spacciata, a due punti dalla retrocessione.

L’ha presa per mano, come un padre che ritrova un figlio smarrito. E l’ha portata in zona Europa, più in alto possibile, malgrado le sciagurate gestioni precedenti. Alla fine non sarà Champions, almeno secondo lui. Ma non è questo che conta. Conta la dignità, la passione, il cuore. Tutte cose che lui ha riportato nella Roma.


Maestro, uomo, leggenda.

All’Olimpico, dopo il fischio finale con il Milan, lo speaker ha detto una verità semplice:
“Claudio Ranieri è conosciuto in tutto il mondo.”
E come dargli torto?

Hai sfiorato uno scudetto con la Roma nel 2010.
Hai scritto la pagina più bella nella storia del calcio inglese col Leicester.
Hai salvato il Cagliari, hai riportato a galla tantissime squadre.
Hai costruito, insegnato, corretto. Ovunque.

E lo hai fatto anche qui, ancora una volta, con una serenità disarmante e con la solita eleganza. Hai dato lezioni di calcio a colleghi che avevano la metà dei tuoi anni e spesso anche delle tue idee.


Non sei solo passato. Sei parte del presente e del futuro.

La tua Roma non ha mollato, mai.
Nemmeno a Bergamo, dove si è interrotta una striscia di 19 risultati utili consecutivi. Nemmeno lì, dove è sfumato (forse) il sogno Champions.
Ma tu ci avevi già salvato prima. Dall’anonimato. Dal buio.
Hai reso orgogliosi i romanisti, e non solo per i punti: per lo spirito.

Chi verrà dopo di te troverà una Roma più viva. Ma non troverà te. E questo è un problema.
Perché non si può clonare la tua competenza. Non si può replicare l’amore con cui hai vestito questa maglia dalla panchina.


Ci mancherai.

Non dimenticheremo mai il 2010, ma nemmeno questo 2025 in cui ci hai regalato una favola moderna.
Non dimenticheremo il tuo sorriso, il tuo stile, la tua Roma.

Claudio Ranieri è storia romanista. È storia del calcio.
Grazie per ogni ritorno. Grazie per esserci sempre stato. Grazie per averci insegnato a non smettere mai di crederci.

Goditi la pensione, Mister.
Ma resta con noi, almeno nel cuore, almeno nell’eredità di orgoglio e passione che, siamo sicuri, lascerai al tuo successore.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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About the Author: Alessandro Tassinari

Alessandro nasce a Forlì il 21 settembre del 1998. Ha partecipato a diversi Concorsi Letterari ottenendo più di cento premi e riconoscimenti (tra primi posti e menzioni di merito); suoi componimenti sono presenti in diverse antologie e siti d’impronta culturale. Nel 2015 un suo testo viene premiato con una borsa di studio dal Comune di Forlì, in occasione dell’anniversario della Liberazione. Nello stesso anno partecipa a una mostra forlivese dedicata alla creatività adolescenziale. Partecipa come comparsa alla docu-fiction “Morgagni oggi; sua maestà anatomica” (di Cristiano Barbarossa). Realizza le illustrazioni per il fantasy “L’ombra di Lyamnay” (Annarita Faggioni), per poi firmare le introduzioni alla raccolta poetica “Respiro di vita” (Melissa Storchi) e a “Dieci Dodici” (Umberto Pasqui). Nel 2016 riceve il premio “Naim Araidi” per la poesia giovane. L’anno seguente partecipa come giurato al concorso “Aspettando il Natale”. Vince una borsa di studio per merito presso l'Università di Bologna e un’altra istituita dal Comune di Cervia in memoria di Gino Pilandri, storico sindaco della città romagnola. Presso l’Università di Bologna consegue in tutto tre lauree: in Lettere, Italianistica e Geografia. Dal 2024 partecipa alla rassegna “Radici e Futuro” organizzata dalla Biblioteca Maria Goia di Cervia. Nel 2025 vince nuovamente la borsa di studio “Gino Pilandri” e pubblica il suo primo libro, il fumetto “Super Babbo – A Tom Tacchino Story”. Nel 2026 avvia ufficialmente la saga a fumetti di Tom Tacchino ed esce in libreria con la raccolta di poesie "Il rumore del sale - Nel punto in cui l'onda si ferma" (edito da RP Libri).

One Comment

  1. Fabio 20 Maggio 2025 at 20:52 - Reply

    Messaggio ai tifosi che definire commovente è davvero poco. Persona splendida, competenze infinite, scuola di vita. Non averlo più in panchina è una grossa perdita per tutti noi tifosi del gioco del calcio… una tristezza infinita…

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