Claudio Ranieri: l’ultimo abbraccio all’Olimpico. Grazie, Mister.
Claudio Ranieri: l’ultimo abbraccio all’Olimpico. Grazie, Mister.
Lo abbiamo già detto altre volte. Certe storie non finiscono, fanno solo un giro immenso e poi ritornano. Quella tra Claudio Ranieri e la Roma è una di quelle storie.
All’Olimpico è andata in scena l’ultima passerella casalinga del tecnico romano, classe 1951, nel tempio che ha amato e lo ha amato, nella sua città, con la sua gente. È stato un saluto commosso, sentito, vero. Di quelli che fanno tremare la voce e brillare gli occhi.
Sempre presente. Sempre al servizio.
Nel momento del bisogno, Ranieri ha sempre detto sì. Sempre. Anche quando avrebbe potuto dire di no, quando avrebbe potuto rifiutare. A 73 anni avrebbe potuto godersi la pensione, il sole di Trigoria, le partite in TV e i ricordi da rivivere con la famiglia, coi nipoti. Invece è tornato. Di nuovo. E ha messo a disposizione tutto se stesso per rialzare una squadra che sembrava spacciata, a due punti dalla retrocessione.
L’ha presa per mano, come un padre che ritrova un figlio smarrito. E l’ha portata in zona Europa, più in alto possibile, malgrado le sciagurate gestioni precedenti. Alla fine non sarà Champions, almeno secondo lui. Ma non è questo che conta. Conta la dignità, la passione, il cuore. Tutte cose che lui ha riportato nella Roma.
Maestro, uomo, leggenda.
All’Olimpico, dopo il fischio finale con il Milan, lo speaker ha detto una verità semplice:
“Claudio Ranieri è conosciuto in tutto il mondo.”
E come dargli torto?
Hai sfiorato uno scudetto con la Roma nel 2010.
Hai scritto la pagina più bella nella storia del calcio inglese col Leicester.
Hai salvato il Cagliari, hai riportato a galla tantissime squadre.
Hai costruito, insegnato, corretto. Ovunque.
E lo hai fatto anche qui, ancora una volta, con una serenità disarmante e con la solita eleganza. Hai dato lezioni di calcio a colleghi che avevano la metà dei tuoi anni e spesso anche delle tue idee.
Non sei solo passato. Sei parte del presente e del futuro.
La tua Roma non ha mollato, mai.
Nemmeno a Bergamo, dove si è interrotta una striscia di 19 risultati utili consecutivi. Nemmeno lì, dove è sfumato (forse) il sogno Champions.
Ma tu ci avevi già salvato prima. Dall’anonimato. Dal buio.
Hai reso orgogliosi i romanisti, e non solo per i punti: per lo spirito.
Chi verrà dopo di te troverà una Roma più viva. Ma non troverà te. E questo è un problema.
Perché non si può clonare la tua competenza. Non si può replicare l’amore con cui hai vestito questa maglia dalla panchina.
Ci mancherai.
Non dimenticheremo mai il 2010, ma nemmeno questo 2025 in cui ci hai regalato una favola moderna.
Non dimenticheremo il tuo sorriso, il tuo stile, la tua Roma.
Claudio Ranieri è storia romanista. È storia del calcio.
Grazie per ogni ritorno. Grazie per esserci sempre stato. Grazie per averci insegnato a non smettere mai di crederci.
Goditi la pensione, Mister.
Ma resta con noi, almeno nel cuore, almeno nell’eredità di orgoglio e passione che, siamo sicuri, lascerai al tuo successore.
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About the Author: Alessandro Tassinari
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Messaggio ai tifosi che definire commovente è davvero poco. Persona splendida, competenze infinite, scuola di vita. Non averlo più in panchina è una grossa perdita per tutti noi tifosi del gioco del calcio… una tristezza infinita…