F1 – Pagelle ignoranti GP Olanda 2025: trofei rotti, ferraristi rotti e noi pure

F1 – Pagelle ignoranti GP Olanda 2025: trofei rotti, ferraristi rotti e noi pure

di 2 Settembre 2025

Introduzione ignorante 🍻

Il GP d’Olanda 2025 è stato un cocktail micidiale di genialate e disastri, roba che manco in un torneo di calcetto tra scapoli e ammogliati.
Abbiamo visto Norris partire con un “carrello della spesa” sotto la macchina e poi ritirarsi (se era della Conad #noncelodicono), Russell che prova a murare Alonso come fosse in NBA, e soprattutto la solita tragedia Ferrari: entrambe ritirate, Leclerc e Hamilton out con la disperazione dei tifosi che già googlano “nuovo hobby senza dolore”.
In mezzo a tutto questo, Piastri che sembra giocare a un altro sport: lui fa Formula 1, gli altri fanno autoscontri.

E poi il meglio del meglio: Hadjar sul podio e che rompe pure il trofeo, Alonso che ci regala radio da Oscar, e Tsunoda che mette punti a referto come se fosse un evento raro tipo eclissi totale.
Insomma: caos, risate e bestemmie a raffica in una gara che per i primi 20 giri abbondanti non ci aveva regalato nulla di straordinario.


Russell

Che schiaccia quasi Alonso a muro nelle FP3. Ma oh? Ma siamo matti? Che fai George, sei in pista o stai provando a parcheggiare al supermercato? Voto: zero spaccato e ti regalo anche un clacson inceppato.

Norris

Che parte col carrello sollevatore ancora sotto la macchina. Formula 1 o trasloco in corso? Voto: wow callo, con menzione speciale a Ikea per il supporto logistico.

Hamilton

Che finisce a muro. Gli avevano detto di “mettere insieme i pezzi della stagione”, lui ha capito Lego Technic. Voto: 4, perché almeno i pezzi li ha raccolti tutti.

La sfiga di Leclerc e Alonso

Che avevano appena cambiato gomme prima della Safety Car. Un grande classico, tipo film di Natale ma in versione maledetta. Sfiga assoluta per i soliti due. Voto: bestemmia altissima, purissima, levissima.

I sorpassi di Leclerc

Penalizzateli o meno, sono sempre al top. Lui sorpassa anche in coda al casello dell’autostrada. Voto: 10 e via di multa.

Sainz

Che attacca Lawson in radio con la voce da capobanda, e poi 10 secondi di penalità se li becca lui. Karma che fa l’applauso. Voto: 9, perché l’autogol resta sempre spettacolare.

Hadjar

Podio assoluto. Lo aveva detto a inizio anno che ci sarebbe arrivato, e l’ha fatto. Profeta, leggenda, fenomeno. Voto: 10 e lode, con bonus Santone del Fantamantra.

I team radio di Alonso

L’unico vero motivo per cui ancora guardiamo la Formula 1. Filosofia, comicità, psicodramma e radio verità in una sola voce. Voto: 30 e lode, con laurea honoris causa in Spettacolo.

La rimonta di Kimi

Fino alla botta con Leclerc. Un’epopea con finale in tragedia greca. Voto: 9, perché ci ha fatto sognare un po’.

La Ferrari

Che forza Leclerc a fare un cambio gomme che non voleva. Risultato: tragedia annessa. Voto: 2 alla Ferrari, ma solo perché il regolamento non ammette voti negativi.

Hadjar (parte 2)

Che rompe il trofeo nel post gara. Il miglior tributo possibile a Lando Norris. Voto: Lando Norris, ovvero 10 in distruzione creativa.

Bearman, Albon, Russell

Gara solida, tutti bene senza strafare. I tre moschettieri dell’anonimato efficace. Voto: 8, perché non li puoi criticare, ma non ti ricordi comunque cosa hanno fatto.

Piastri e Max

Sempre glaciali. Sembrano giocare a curling invece che a Formula 1. Voto: 10.

Tsunoda

A punti. Mai visto questo, come se avessero annunciato l’uscita di un cinepanettone diretto da Scorsese. Voto: evento epocale, catalogato dall’UNESCO.

Il Fato

Sempre sia lodato. Il grande gioco dell’imponderabile è l’unica “variabile costante” (perdonate l’ossimoro) su cui possiamo sempre contare per accendere gare talvolta noiose. A fin dei conti, ci sforziamo di commentare una gara in cui hanno fatto un sorpasso Verstappen (al via), uno Norris (di ritorno su Max), un paio nobilissimi Leclerc (che infatti qualcuno voleva pure penalizzare) e forse qualcuno Alonso con gomme più fresche di una ventina di giri. Poco più. Poca roba.

Non fosse stato per la botta di Lewis o per quella di Charles, non fosse stato per il rischio pioggia o i problemi di affidabilità, beh, staremmo parlando probabilmente di un’altra gara… E se è vero che “con i se o i ma non si scrive la storia”, noi allora dovremmo dare 10 pieno a tutti quelli che sono andati a muro, hanno fatto danni o hanno semplicemente sbagliato strategia. Ma dovremmo dare soprattutto un ENORME 110 E LODE al Fato (al caso, chiamatelo come volete), con tanto di Laurea ad Honorem in “rendere la Formula 1 un posto -leggermente- migliore”.


Conclusione ignorante 🎤

Alla fine il GP d’Olanda ci ha lasciato una certezza: le Ferrari si rompono sempre (in qualche modo), Norris qualche volta torna alle vecchie abitudini, mentre Piastri è in un campionato a parte, come Max quando ha la macchina dalla sua.
Russell continua a fare il fenomeno al contrario, Alonso regala più spettacolo col microfono di chiunque altro, mentre Hadjar ci fa godere come se fosse il cugino pazzo che spacca i bicchieri al matrimonio della parente antipatica che nemmeno ti ricordavi di avere.

Riassunto breve:

  • Ferrari: KO tecnico, KO morale, KO esistenziale.

  • Norris: ritirato con il carrello.

  • Piastri: alieno.

  • Alonso: leggenda radiofonica.

  • Noi: ridotti a guardare la F1 solo per ridere dei team radio spagnoli.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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About the Author: Alessandro Tassinari

Alessandro nasce a Forlì il 21 settembre del 1998. Ha partecipato a diversi Concorsi Letterari ottenendo più di cento premi e riconoscimenti (tra primi posti e menzioni di merito); suoi componimenti sono presenti in diverse antologie e siti d’impronta culturale. Nel 2015 un suo testo viene premiato con una borsa di studio dal Comune di Forlì, in occasione dell’anniversario della Liberazione. Nello stesso anno partecipa a una mostra forlivese dedicata alla creatività adolescenziale. Partecipa come comparsa alla docu-fiction “Morgagni oggi; sua maestà anatomica” (di Cristiano Barbarossa). Realizza le illustrazioni per il fantasy “L’ombra di Lyamnay” (Annarita Faggioni), per poi firmare le introduzioni alla raccolta poetica “Respiro di vita” (Melissa Storchi) e a “Dieci Dodici” (Umberto Pasqui). Nel 2016 riceve il premio “Naim Araidi” per la poesia giovane. L’anno seguente partecipa come giurato al concorso “Aspettando il Natale”. Vince una borsa di studio per merito presso l'Università di Bologna e un’altra istituita dal Comune di Cervia in memoria di Gino Pilandri, storico sindaco della città romagnola. Presso l’Università di Bologna consegue in tutto tre lauree: in Lettere, Italianistica e Geografia. Dal 2024 partecipa alla rassegna “Radici e Futuro” organizzata dalla Biblioteca Maria Goia di Cervia. Nel 2025 vince nuovamente la borsa di studio “Gino Pilandri” e pubblica il suo primo libro, il fumetto “Super Babbo – A Tom Tacchino Story”.

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