Benvenuti a Skylhope: recensione di “L’ombra di Lyamnay”
Benvenuti a Skylhope: recensione di “L’ombra di Lyamnay”
L’autrice riesce, con comprovata maestria, a realizzare un sofisticato connubio tra fantascienza e thriller. La trama è il punto forte del romanzo, l’impatto della storia è grande quanto la genialità di chi l’ha pensata. Proseguendo con la lettura si entra infatti non solo nel mondo appositamente costruito dall’autrice, ma anche in una realtà nostra che ne è diretta conseguenza. Perennemente in bilico tra insospettabile follia e temuta rassegnazione ad un’esistenza priva d’ogni valore, il protagonista si scopre estraneo in quella città che era stato lui stesso ad ipotizzare. La psicologia dei personaggi si dimostra sottile ed incredibilmente profonda, anche nei momenti in cui la tentazione di chiudere il libro perché l’angoscia della scena descritta possa cessare è tanta. Avanzando nella lettura, ci si lascia rapire da una narrazione sempre più meticolosa e scorrevole. State certi che non usufruirete del vostro diritto di interrompere prematuramente l’avventura, perché di questo si tratta. Scoprirete poi vana ogni vostra speculazione sull’epilogo della vicenda e “il meglio deve ancora venire” … La citazione di un grande cantante non è certo casuale, poiché qui siamo di fronte ad una grande autrice.
Complimenti ad Annarita Faggioni!
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About the Author: Alessandro Tassinari
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