F1 – Pagelle ignoranti GP Ungheria 2025: fra depressione, ghiaia e sussurri alle gomme

F1 – Pagelle ignoranti GP Ungheria 2025: fra depressione, ghiaia e sussurri alle gomme

di 3 Agosto 2025

Introduzione:

L’Ungheria non è solo terme, paprika e zuppe bollenti in pieno agosto. È anche uno degli appuntamenti più imprevedibili della Formula 1. Da queste parti è successo di tutto: Hamilton che parte da solo in griglia, tipo karaoke senza pubblico; la molla assassina che colpisce in testa il povero Felipe Massa (che non era in un videogioco, purtroppo); la prima vittoria di un certo Fernando Alonso, giovane e incazzato; il duello furioso tra Nando e Ricciardo, roba da Netflix prima ancora che esistesse; o quella volta che lo stesso Alonso fece il leone vecchio ma feroce, tenendo dietro metà mondo per regalare la vittoria a Ocon ai tempi dell’Alpine (chissà se lo rifarebbe, col senno di poi).

Insomma, l’Hungaroring non delude mai. È stretto, è tortuoso, è tecnico… ma soprattutto è pazzo. E quest’anno (in qualche modo, non certo a quei folli livelli) non è stato da meno. Tra deliri rossi, Ferrari che “si spegne” senza preavviso, Norris che fa il bartender con lo champagne e Hamilton in crisi esistenziale tipo Leopardi col casco da F1, c’è materiale per scrivere pagine di poesia. Ignorante, ma pur sempre poesia.


Qualifiche

Aston Martin – Inaspettata come le zanzare a dicembre – Voto: 7

Che succede? Q1 e Q2 da urlo, e poi pure Q3. Non erano loro quelli della macchina che non si reggeva in piedi? Magari avevano solo sonno nei GP precedenti. Stupiscono già in qualifica con entrambe le macchine. Ok, non ci credevano neanche loro. Tipo quando ti svegli alle 6 di lunedì mattina e scopri che in realtà è sabato.


Bortoleto – Presente! – Voto: 8

Arriva in Q3 e ci entra col sorriso. Dategli una maglietta “Io c’ero”, che la Q3 non si vede tutti i giorni. Giovane e tosto, come il caffè dell’autogrill. Però, cara Sauber, ora evita i weekend alternati tipo la mensa a scuola: buona solo quando c’è la pizza.


Leclerc – Super pole, poi… auto “puff” – Voto: 9 in qualifica

Qui ci tocca uno spoiler della gara per l’assurdo… Parte davanti a tutti, come se fosse il 2019, ma poi la Ferrari decide che è troppo, e spegne tutto. Tipo blackout condominiale. Da primo a quarto nel tempo di un caffè freddo. Uomo contro le macchine, ma le macchine sono due. Ed è la McLaren. Dopo la “Pooooole position” da urlo, la Ferrari si spegne come il Wi-Fi quando serviva di più: blackout più rapido di quello di Sky Go.


Hamilton – “Sono inutile”, parole sue, non mie – Voto: Depressione agonistica

Intervista shock. “Ho guidato da schifo”, “sono inutile”, “cambiate pilota”. Nessuno l’ha mai detto con tanto stile. Dodicesimo in qualifica e con un’autostima in zona retrotreno Haas. Lewis, tutto bene? Ti vogliamo bene, eh, ma occhio al microfono la prossima volta. Leopardi ti fa un baffo.


Alonso – Schiena a pezzi, macchina idem, ma quinto – Voto: 11 (perché il 10 è troppo mainstream)

Non fa le FP1. Ha male alla schiena. La macchina è quella che è. Eppure… quinto. In qualifica (spoiler bis, pure in gara). Sempre. A 44 anni appena compiuti. Titanico. Gigante. Leone. Probabilmente anche chiropratico onorario. Dategli almeno un massaggio.


Fornaroli – La felicità mai vista – Voto: “Mai visto questo”

Marc non l’ha mai vista, nemmeno stavolta. Vince Fornaroli, ma per Marc è sempre lunedì mattina. Classico. Leonardo vince in F2 e Marc non aveva mai visto una felicità così. Anche perché ogni volta che Marc “non ha mai visto qualcosa”, succede poi tipo ogni tre gare. Ma vabbè, oggi brindiamo.


Gara

Hadjar – Ghiaia sulla mano – Voto: Che male!

Presa male, in tutti i sensi. Gli arriva la ghiaia sulla mano tipo meteorite. È il motorsport baby, ma anche: “che dolore, mamma mia”. Non era previsto nel contratto. A occhio e croce, il dolore è entrato nel multiverso Marvel.


George – “Russell è uno che sussurra alle gomme” – Voto: 10 al Vanz

Secondo Vanzini “parla con le gomme”, non ai cavalli. Speriamo che almeno rispondano. Intanto sale sul podio, lamentandosi sempre un po’, come se non gli andasse mai bene niente. Ma c’è, sempre. Russell concreto: lamentoso, ma solido come un termosifone in ghisa.


Leclerc (di nuovo) – L’omo contro le macchine – Voto: Inevitabile resa

Non bastava una, ce n’erano due. Le McLaren. Lotta, si difende, scivola, e alla fine finisce tra quelli che dicono “poteva andare peggio, poteva piovere”. Ma il punto è un altro, dopo l’ormai famoso “l’uomo contro la macchina”, ecco che “l’uomo contro le macchine” e, anche questa volta, non finisce bene.


Norris – Stratega (involontario) – Voto: 10 e Lode

Fa una partenza che neanche un parcheggio in salita col freno a mano tirato. Costringe il team a cambiare strategia e… funziona pure. Poi a fine gara, come da tradizione, si prende cura dei trofei: sposta tutto prima di fare saltare lo spumante. Trauma da “coppa rotta a Max”.


Antonelli – Rimontina in zona punti – Voto: 6 di incoraggiamento

Con calma, con stile. Alla sua età io mi perdevo al supermercato, lui si prende punti in F1. Rimonta fino alla zona punti. Lento ma inesorabile, come il debito studentesco. Ma molto più simpatico.


L’improvviso blackout della Ferrari – Un classico in rosso – Voto: 3

Quale sia la causa, poco importa; ormai a Maranello si cucinano soltanto film horror. Si dice che pure Steven Spielberg abbia preso spunto per pellicole future, qualcuno giura persino di aver visto Stephen King poco lontano dalla fabbrica…


Lawson – Tiene dietro Max (no, sul serio) – Voto: Breve ma intenso

Fa il colpo gobbo. Tiene dietro Verstappen, che fino a qualche mese fa li doppiava tutti con una mano sola. Cose che non ti aspetti, specialmente da una scuderia satellite. Fra 20 anni diremo “io c’ero”. Ok, Max era mezzo spaesato, ma intanto Liam lo ha tenuto lì come un cancello chiuso. Gli va bene solo perché a Max frega zero di un nono posto, altrimenti è un attimo passare da “mito” a “mitomane”.


Verstappen – Quasi doppiato – Voto: 8 a questa cosa strana

Ma che è successo? Si becca quasi un giro in faccia. Mesi fa non vedeva nessuno nello specchietto, ora si guarda dietro. Il mondo cambia. Anche se solo per una domenica. Sembra una fanfiction, ma è superiorità McLaren.


Alonso (ancora) – Perché sì – Voto: 30 e Lode

Merita un’altra menzione. A 44 anni fa quello che tanti 24enni nemmeno sognano. Lottare con una carretta e uscirne vincitore (morale). Gigante. Dategli almeno una statua. O un lettino ortopedico. Quinto con la schiena mezza rotta, una macchina che va come un panda 4×4 in salita, e (appunto) 44 anni appena compiuti. Se c’era da costruire le piramidi di Giza, chiamavano lui (e magari lo hanno fatto davvero, vai a capire). Immortale.


Conclusione:

In fondo, l’Ungheria ha colpito ancora. A volte con la ghiaia sulle mani di Hadjar, altre con i nervi di Leclerc o le coronarie dei tifosi Ferrari. Hamilton, disperato come uno studente al secondo appello, si dà dell’inutile davanti ai microfoni. Alonso invece no, lui va. Va sempre. E lo fa con mal di schiena, 44 anni, e una macchina che scivola più della ciabatta sul pavimento bagnato.

Norris sbaglia la partenza ma finisce con la bottiglia in mano e un sorriso da rockstar, mentre Verstappen si prende un giorno libero, che ogni tanto fa anche bene. E noi? Noi siamo sempre lì. A farci prendere per il giro, a guardare un mondiale che cambia umore più della nostra ex, a scrivere pagelle ignoranti come se ci fosse un senso in tutto questo. E forse non c’è davvero!

Ma poi ci ricordiamo che una volta Hamilton partì da solo in griglia, che Alonso sfiorò l’impresa in rosso con la tragicomica Ferrari del 2014. E non solo. E allora capiamo che sì, l’Ungheria è casa. Di follia, certo. Ma pur sempre casa.

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About the Author: Alessandro Tassinari

Alessandro nasce a Forlì il 21 settembre del 1998. Ha partecipato a diversi Concorsi Letterari ottenendo più di cento premi e riconoscimenti (tra primi posti e menzioni di merito); suoi componimenti sono presenti in diverse antologie e siti d’impronta culturale. Nel 2015 un suo testo viene premiato con una borsa di studio dal Comune di Forlì, in occasione dell’anniversario della Liberazione. Nello stesso anno partecipa a una mostra forlivese dedicata alla creatività adolescenziale. Partecipa come comparsa alla docu-fiction “Morgagni oggi; sua maestà anatomica” (di Cristiano Barbarossa). Realizza le illustrazioni per il fantasy “L’ombra di Lyamnay” (Annarita Faggioni), per poi firmare le introduzioni alla raccolta poetica “Respiro di vita” (Melissa Storchi) e a “Dieci Dodici” (Umberto Pasqui). Nel 2016 riceve il premio “Naim Araidi” per la poesia giovane. L’anno seguente partecipa come giurato al concorso “Aspettando il Natale”. Vince una borsa di studio per merito presso l'Università di Bologna e un’altra istituita dal Comune di Cervia in memoria di Gino Pilandri, storico sindaco della città romagnola. Presso l’Università di Bologna consegue in tutto tre lauree: in Lettere, Italianistica e Geografia. Dal 2024 partecipa alla rassegna “Radici e Futuro” organizzata dalla Biblioteca Maria Goia di Cervia. Nel 2025 vince nuovamente la borsa di studio “Gino Pilandri” e pubblica il suo primo libro, il fumetto “Super Babbo – A Tom Tacchino Story”.

One Comment

  1. Fabio 5 Agosto 2025 at 6:54 - Reply

    Ho letto subito e risposto molto in ritardo…. comunque…. come anticipato ho interrotto la visione della gara esattamente quando Norris ha superato di slancio Leclerc…. Macchina inguardabile dopo al pit stop. Gara assurda, niente sorpassi, niente azione…. se non lo spaventato Hamilton che si è visto arrivare l’auto di Verstsppen e si è subito scagliato fuori pista per farlo passare. Assurdo il regolamento della doppia mescola, non aiuta lo spettacolo…. Assurdo che non si sorpassi. Sta diventando un “non” sport…. credo che il curling abbia molta più azione…. grazie per le super pagelle ignoranti!!

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