Tasso Spoiler – T&T al cinema: La Fine di Oak Street (2026)

Tasso Spoiler – T&T al cinema: La Fine di Oak Street (2026)

di 12 Agosto 2026

🎬 Dinosauri, tensione e qualche viaggio nel tempo: finalmente un film del genere che riesce semplicemente a divertirci.

Tasso & Tappo tornano al cinema con La Fine di Oak Street, pellicola che prova a riportare i dinosauri al centro dello schermo senza per forza trasformarli nell’ennesimo punto di partenza per una saga infinita. E forse proprio qui sta una delle sue qualità migliori: raccontare una storia, farlo bene e arrivare ai titoli di coda senza promettere altre diciassette pellicole.


Il commento di Tasso

Partiamo da una considerazione piuttosto semplice: finalmente abbiamo di nuovo un film sui dinosauri guardabile.

Che detta così sembra quasi una provocazione, soprattutto pensando a quanto il genere abbia costruito buona parte della propria fortuna sull’ombra gigantesca di Jurassic Park. Il problema è che, negli anni, quella stessa ombra è diventata talmente grande da rendere quasi impossibile raccontare qualcosa che avesse dinosauri, tensione e avventura senza sembrare automaticamente un tentativo di costruire “il nuovo Jurassic Qualcosa”.

La Fine di Oak Street, per fortuna, non sembra avere questa ossessione.

Non vuole necessariamente aprire una nuova saga, non sembra preoccuparsi troppo di costruire universi narrativi, spin-off, trilogie, prequel e sequel del sequel. Anche se potrebbe. Vuole soprattutto raccontare la propria storia. E nel complesso ci riesce bene.

Il film è ben costruito, alterna con intelligenza momenti di tensione a situazioni più leggere e riesce soprattutto a mantenere un ritmo abbastanza costante per buona parte della durata. Non reinventa certamente il genere, ma neppure ne ha bisogno: sa cosa vuole essere e raramente perde completamente la propria direzione. E già questo, oggi, non è poco.

Il cast è probabilmente uno dei punti di forza principali della pellicola. Gli interpreti funzionano, i rapporti fra i personaggi risultano credibili e anche nei momenti più assurdi della storia riescono quasi sempre a mantenere quel minimo di realismo necessario per non trasformare tutto in una gigantesca baracconata preistorica. Che, considerando la presenza dei dinosauri, sarebbe stato anche piuttosto facile.

La storia regge bene e riesce a costruire progressivamente la tensione senza affidarsi soltanto all’apparizione del “mostro di turno”. C’è spazio per i personaggi, per il mistero e soprattutto per quella sensazione continua che qualcosa possa andare storto da un momento all’altro.

Poi arriva il finale. E lì qualche dubbio rimane.

Quando si parla di viaggi nel tempo, del resto, entrare completamente indenni nei titoli di coda è quasi impossibile. Prima o poi arriva sempre quel momento in cui qualcuno in sala inizia mentalmente a disegnare linee temporali, paradossi e frecce immaginarie cercando di capire se tutto quello che ha appena visto abbia davvero senso. La Fine di Oak Street non fa eccezione.

La sensazione è che nelle battute finali si sia voluto cercare un po’ troppo il colpo di scena, quasi come se una storia fino a quel momento solida e piacevole avesse improvvisamente bisogno di sorprendere lo spettatore a tutti i costi.

Funziona? In parte. Per qualcuno potrebbe essere esattamente il finale necessario. Per altri, invece, potrebbe rappresentare quel piccolo elemento capace di far storcere il naso proprio quando il film sembrava ormai avere completato perfettamente il proprio percorso.

Ma è un difetto che non cancella quanto visto prima. Perché La Fine di Oak Street, alla fine, è soprattutto questo: un buon film d’intrattenimento. Almeno fino a quando resterà un film fine a se stesso (in caso di secondi capitoli, ne riparleremo).

Ha tensione, avventura, dinosauri, momenti più leggeri e una storia sufficientemente interessante da accompagnare lo spettatore fino alla conclusione senza trasformare la visione in una prova di resistenza.

È probabilmente il classico film perfetto per una sera sul divano. Ma, con uno schermo gigantesco davanti e qualche ruggito sparato dalle casse del cinema, funziona ancora meglio. Non cambierà la storia del genere e difficilmente diventerà il nuovo Jurassic Park.

Per fortuna, forse, non vuole nemmeno esserlo. Promosso.


Voti T&T:
Cast – Tasso: 8 | Tappo: 7
Storia – Tasso: 8 | Tappo: 8
Personaggi – Tasso: 7,5 | Tappo: 7,5
Cuore – Tasso: 8 | Tappo: 8,5

Voto Finale T&T: 7,8 / 10


Foto dal Web

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi questa storia, scegli tu dove!

About the Author: Alessandro Tassinari

Alessandro nasce a Forlì il 21 settembre del 1998. Ha partecipato a diversi Concorsi Letterari ottenendo più di cento premi e riconoscimenti (tra primi posti e menzioni di merito); suoi componimenti sono presenti in diverse antologie e siti d’impronta culturale. Nel 2015 un suo testo viene premiato con una borsa di studio dal Comune di Forlì, in occasione dell’anniversario della Liberazione. Nello stesso anno partecipa a una mostra forlivese dedicata alla creatività adolescenziale. Partecipa come comparsa alla docu-fiction “Morgagni oggi; sua maestà anatomica” (di Cristiano Barbarossa). Realizza le illustrazioni per il fantasy “L’ombra di Lyamnay” (Annarita Faggioni), per poi firmare le introduzioni alla raccolta poetica “Respiro di vita” (Melissa Storchi) e a “Dieci Dodici” (Umberto Pasqui). Nel 2016 riceve il premio “Naim Araidi” per la poesia giovane. L’anno seguente partecipa come giurato al concorso “Aspettando il Natale”. Vince una borsa di studio per merito presso l'Università di Bologna e un’altra istituita dal Comune di Cervia in memoria di Gino Pilandri, storico sindaco della città romagnola. Presso l’Università di Bologna consegue in tutto tre lauree: in Lettere, Italianistica e Geografia. Dal 2024 partecipa alla rassegna “Radici e Futuro” organizzata dalla Biblioteca Maria Goia di Cervia. Nel 2025 vince nuovamente la borsa di studio “Gino Pilandri” e pubblica il suo primo libro, il fumetto “Super Babbo – A Tom Tacchino Story”. Nel 2026 avvia ufficialmente la saga a fumetti di Tom Tacchino ed esce in libreria con la raccolta di poesie "Il rumore del sale - Nel punto in cui l'onda si ferma" (edito da RP Libri).

Leave A Comment

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Post recenti

  • F1 – Pagelline Ignoranti GP Monza 2026: KIMI nella storia, da 22º alla vittoria 60 anni dopo Scarfiotti
    11 Settembre 2026
  • Fanta Champions 26/27: l’Europa è tornata, l’ultimo ostacolo prima della Champions
    10 Settembre 2026
  • Fanta – L’anno dell’Abu: perché ogni stagione ha bisogno del suo anti-eroe
    10 Settembre 2026
  • Fanta – Supercoppa Italiana 26/27: il primo super incrocio della nuova stagione
    10 Settembre 2026
  • Fanta – EuroLega 26/27: cade il regno di Tappo. Dopo quattro anni la vetta cambia padrone
    8 Settembre 2026
  • Fanta – Super League 26/27: ne restano tre. Arquebuse, Tartaruga e T-Rex ancora perfette
    8 Settembre 2026

Post correlati