Tasso Spoiler – T&T al cinema: La Fine di Oak Street (2026)
Tasso Spoiler – T&T al cinema: La Fine di Oak Street (2026)
🎬 Dinosauri, tensione e qualche viaggio nel tempo: finalmente un film del genere che riesce semplicemente a divertirci.
Tasso & Tappo tornano al cinema con La Fine di Oak Street, pellicola che prova a riportare i dinosauri al centro dello schermo senza per forza trasformarli nell’ennesimo punto di partenza per una saga infinita. E forse proprio qui sta una delle sue qualità migliori: raccontare una storia, farlo bene e arrivare ai titoli di coda senza promettere altre diciassette pellicole.
Il commento di Tasso
Partiamo da una considerazione piuttosto semplice: finalmente abbiamo di nuovo un film sui dinosauri guardabile.
Che detta così sembra quasi una provocazione, soprattutto pensando a quanto il genere abbia costruito buona parte della propria fortuna sull’ombra gigantesca di Jurassic Park. Il problema è che, negli anni, quella stessa ombra è diventata talmente grande da rendere quasi impossibile raccontare qualcosa che avesse dinosauri, tensione e avventura senza sembrare automaticamente un tentativo di costruire “il nuovo Jurassic Qualcosa”.
La Fine di Oak Street, per fortuna, non sembra avere questa ossessione.
Non vuole necessariamente aprire una nuova saga, non sembra preoccuparsi troppo di costruire universi narrativi, spin-off, trilogie, prequel e sequel del sequel. Anche se potrebbe. Vuole soprattutto raccontare la propria storia. E nel complesso ci riesce bene.
Il film è ben costruito, alterna con intelligenza momenti di tensione a situazioni più leggere e riesce soprattutto a mantenere un ritmo abbastanza costante per buona parte della durata. Non reinventa certamente il genere, ma neppure ne ha bisogno: sa cosa vuole essere e raramente perde completamente la propria direzione. E già questo, oggi, non è poco.
Il cast è probabilmente uno dei punti di forza principali della pellicola. Gli interpreti funzionano, i rapporti fra i personaggi risultano credibili e anche nei momenti più assurdi della storia riescono quasi sempre a mantenere quel minimo di realismo necessario per non trasformare tutto in una gigantesca baracconata preistorica. Che, considerando la presenza dei dinosauri, sarebbe stato anche piuttosto facile.
La storia regge bene e riesce a costruire progressivamente la tensione senza affidarsi soltanto all’apparizione del “mostro di turno”. C’è spazio per i personaggi, per il mistero e soprattutto per quella sensazione continua che qualcosa possa andare storto da un momento all’altro.
Poi arriva il finale. E lì qualche dubbio rimane.
Quando si parla di viaggi nel tempo, del resto, entrare completamente indenni nei titoli di coda è quasi impossibile. Prima o poi arriva sempre quel momento in cui qualcuno in sala inizia mentalmente a disegnare linee temporali, paradossi e frecce immaginarie cercando di capire se tutto quello che ha appena visto abbia davvero senso. La Fine di Oak Street non fa eccezione.
La sensazione è che nelle battute finali si sia voluto cercare un po’ troppo il colpo di scena, quasi come se una storia fino a quel momento solida e piacevole avesse improvvisamente bisogno di sorprendere lo spettatore a tutti i costi.
Funziona? In parte. Per qualcuno potrebbe essere esattamente il finale necessario. Per altri, invece, potrebbe rappresentare quel piccolo elemento capace di far storcere il naso proprio quando il film sembrava ormai avere completato perfettamente il proprio percorso.
Ma è un difetto che non cancella quanto visto prima. Perché La Fine di Oak Street, alla fine, è soprattutto questo: un buon film d’intrattenimento. Almeno fino a quando resterà un film fine a se stesso (in caso di secondi capitoli, ne riparleremo).
Ha tensione, avventura, dinosauri, momenti più leggeri e una storia sufficientemente interessante da accompagnare lo spettatore fino alla conclusione senza trasformare la visione in una prova di resistenza.
È probabilmente il classico film perfetto per una sera sul divano. Ma, con uno schermo gigantesco davanti e qualche ruggito sparato dalle casse del cinema, funziona ancora meglio. Non cambierà la storia del genere e difficilmente diventerà il nuovo Jurassic Park.
Per fortuna, forse, non vuole nemmeno esserlo. Promosso.
Voti T&T:
Cast – Tasso: 8 | Tappo: 7
Storia – Tasso: 8 | Tappo: 8
Personaggi – Tasso: 7,5 | Tappo: 7,5
Cuore – Tasso: 8 | Tappo: 8,5
Voto Finale T&T: 7,8 / 10
Foto dal Web
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About the Author: Alessandro Tassinari
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