Eternamente ora – Francesco Gabbani in concerto a Cervia: estate, amore e poesia sul mare della Romagna

Eternamente ora – Francesco Gabbani in concerto a Cervia: estate, amore e poesia sul mare della Romagna

di 13 Luglio 2026

“Questo racconto comincia con te”, comincia con Francesco Gabbani che sale sul palco di Cervia per trasportare l’intera riviera indietro di almeno dieci anni, quando “Il Gabba” saliva su un altro palco, quello di Sanremo. Era il 2017 e l’artista di Carrara avrebbe vinto la kermesse musicale più famosa d’Italia, presentandosi al grande pubblico come un polistrumentista capace di dare il meglio di sé attraversando epoche, generi e generazioni. Il percorso di Gabbani, infatti, comincia ben prima di “Amen” e “Occidentali’s Karma”: percorre tutto il tempo del destino “clandestino” ricordandoci cos’è davvero la musica (perché “i dischi non si suonano”), fino ad arrivare al qui, all’oggi, nell’epoca in cui il vero è falso e “viceversa”.


Oltre il tempo e lo spazio

Gabbani, insomma, stupisce e rasserena sempre col suo immancabile sorriso e con quella musica che, mettila dove vuoi, starà bene in qualsiasi contesto, a prescindere dallo “spazio tempo”. Ma attenzione a chi crede che le canzoni di Francesco siano semplici hit estive (la “scimmia nuda” su tutte), perché dietro alla sua musicalità, al suo dinamismo e alla sua orecchiabilità ogni brano nasconde molto di più. E anche la serata di domenica 12 luglio 2026 a Cervia lo conferma. In un Comune che quest’anno è riuscito ad accogliere una serie di artisti davvero di spessore (pensiamo a Marco Masini, Arisa e Luca Carboni, oltre lo stesso Gabbani), la risposta di pubblico è stata ancora una volta eccezionale, con tante persone dentro e fuori una Piazza Garibaldi pronta a commuoversi e ballare al tempo stesso.


Fra commozione ed euforia

In questo, diciamolo pure, non c’è niente di cui vergognarsi ed anzi dimostrare di sapersi ancora emozionare, di saper ancora essere umani conta più di mille parole e, per essere in tema, di mille testi di canzoni. Ed ecco allora che lo stesso Gabbani va oltre la semplice musica, come quando si dice emozionato e timido, mentre improvvisa qualche strofa cantata qua e là facendo sorridere il pubblico con la sua proverbiale auto-ironia e i suoi giochi di parole (nelle diatribe con Jake La Furia noi sappiamo sempre da che parte stare). Il ragazzo dell’origano che “prima è liscio e poi… lo rigano” ci parla di attualità, amore e complicità in “questa notte che semina stelle/ Preziosa come non lo è stato mai”.


Summer Funk

Ma l’energia di Gabbani è graffiante anche quando si parla del mondo in ogni suo aspetto, col ritmo e il significato di “Tra le granite e le granate”, che rende ancora più evidente il paradosso della hit estiva al servizio della collettività, che questa se ne renda conto o meno. La folla apprezza, canta, applaude e accende torce muovendo le mani a ritmo, mentre un’onda umana si riversa direttamente verso il palco al grido di “Summer Funk” e l’artista porta sul palcoscenico una bimba che voleva salutarlo. Nel frattempo qualche ragazza dalla platea gli ha già urlato “sei bono” e lui si prende su anche quell’ennesimo attestato di stima.


Essere o dover essere

Chiaramente, la serata gabbaniana in Romagna non si esaurisce certo qui (l’autore si esibisce per circa due ore attraversando buona parte del suo repertorio più acclamato), ma proprio qui, proprio in questo eterno girovagare fra ciò che vuole essere raccontato e ciò che vuole essere mostrato, si racchiude il significato più profondo della musica di Gabbani. Un ragazzo semplice e complesso assieme, legato alla sua band (una seconda famiglia, specie se si considera anche la presenza del fratello nel gruppo) e ad un modo di fare arte che non cerca il compromesso per parlare di sé. Un ragazzo che (in un’epoca di falsi profeti e ciarlatani vale la pena ricordarlo) ha studiato (anche all’università), ha aspettato e si è formato su tanti strumenti diversi (lo ha dimostrato proprio a Cervia muovendosi fra piano, basso, chitarra e batteria).

Quindi, caro Francesco, in quest’epoca in cui “l’intelligenza è démodé” e sempre più spesso si ricorre a risposte facili piuttosto che reali, tu ci fai ancora riflettere sull’essere “o dover essere”, con quell’ironia contagiosa che trasforma il ritmo in ballo e quella dolce frenesia che trasforma la poesia in canzone. E allora grazie per queste serate, per questi brani e per questi momenti che, messi assieme con pazienza e attenzione, contribuiscono ogni giorno a disegnare le colonne sonore delle nostre vite.

 

“Ma non lo vedi?

E non conta se non ci credi

Che siamo un momento

Tra sempre e mai più”

 

Alla presentazione di Viceversa, Bologna, febbraio 2020

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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About the Author: Alessandro Tassinari

Alessandro nasce a Forlì il 21 settembre del 1998. Ha partecipato a diversi Concorsi Letterari ottenendo più di cento premi e riconoscimenti (tra primi posti e menzioni di merito); suoi componimenti sono presenti in diverse antologie e siti d’impronta culturale. Nel 2015 un suo testo viene premiato con una borsa di studio dal Comune di Forlì, in occasione dell’anniversario della Liberazione. Nello stesso anno partecipa a una mostra forlivese dedicata alla creatività adolescenziale. Partecipa come comparsa alla docu-fiction “Morgagni oggi; sua maestà anatomica” (di Cristiano Barbarossa). Realizza le illustrazioni per il fantasy “L’ombra di Lyamnay” (Annarita Faggioni), per poi firmare le introduzioni alla raccolta poetica “Respiro di vita” (Melissa Storchi) e a “Dieci Dodici” (Umberto Pasqui). Nel 2016 riceve il premio “Naim Araidi” per la poesia giovane. L’anno seguente partecipa come giurato al concorso “Aspettando il Natale”. Vince una borsa di studio per merito presso l'Università di Bologna e un’altra istituita dal Comune di Cervia in memoria di Gino Pilandri, storico sindaco della città romagnola. Presso l’Università di Bologna consegue in tutto tre lauree: in Lettere, Italianistica e Geografia. Dal 2024 partecipa alla rassegna “Radici e Futuro” organizzata dalla Biblioteca Maria Goia di Cervia. Nel 2025 vince nuovamente la borsa di studio “Gino Pilandri” e pubblica il suo primo libro, il fumetto “Super Babbo – A Tom Tacchino Story”. Nel 2026 avvia ufficialmente la saga a fumetti di Tom Tacchino ed esce in libreria con la raccolta di poesie "Il rumore del sale - Nel punto in cui l'onda si ferma" (edito da RP Libri).

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