Eternamente ora – Francesco Gabbani in concerto a Cervia: estate, amore e poesia sul mare della Romagna
Eternamente ora – Francesco Gabbani in concerto a Cervia: estate, amore e poesia sul mare della Romagna
“Questo racconto comincia con te”, comincia con Francesco Gabbani che sale sul palco di Cervia per trasportare l’intera riviera indietro di almeno dieci anni, quando “Il Gabba” saliva su un altro palco, quello di Sanremo. Era il 2017 e l’artista di Carrara avrebbe vinto la kermesse musicale più famosa d’Italia, presentandosi al grande pubblico come un polistrumentista capace di dare il meglio di sé attraversando epoche, generi e generazioni. Il percorso di Gabbani, infatti, comincia ben prima di “Amen” e “Occidentali’s Karma”: percorre tutto il tempo del destino “clandestino” ricordandoci cos’è davvero la musica (perché “i dischi non si suonano”), fino ad arrivare al qui, all’oggi, nell’epoca in cui il vero è falso e “viceversa”.
Oltre il tempo e lo spazio
Gabbani, insomma, stupisce e rasserena sempre col suo immancabile sorriso e con quella musica che, mettila dove vuoi, starà bene in qualsiasi contesto, a prescindere dallo “spazio tempo”. Ma attenzione a chi crede che le canzoni di Francesco siano semplici hit estive (la “scimmia nuda” su tutte), perché dietro alla sua musicalità, al suo dinamismo e alla sua orecchiabilità ogni brano nasconde molto di più. E anche la serata di domenica 12 luglio 2026 a Cervia lo conferma. In un Comune che quest’anno è riuscito ad accogliere una serie di artisti davvero di spessore (pensiamo a Marco Masini, Arisa e Luca Carboni, oltre lo stesso Gabbani), la risposta di pubblico è stata ancora una volta eccezionale, con tante persone dentro e fuori una Piazza Garibaldi pronta a commuoversi e ballare al tempo stesso.
Fra commozione ed euforia
In questo, diciamolo pure, non c’è niente di cui vergognarsi ed anzi dimostrare di sapersi ancora emozionare, di saper ancora essere umani conta più di mille parole e, per essere in tema, di mille testi di canzoni. Ed ecco allora che lo stesso Gabbani va oltre la semplice musica, come quando si dice emozionato e timido, mentre improvvisa qualche strofa cantata qua e là facendo sorridere il pubblico con la sua proverbiale auto-ironia e i suoi giochi di parole (nelle diatribe con Jake La Furia noi sappiamo sempre da che parte stare). Il ragazzo dell’origano che “prima è liscio e poi… lo rigano” ci parla di attualità, amore e complicità in “questa notte che semina stelle/ Preziosa come non lo è stato mai”.
Summer Funk
Ma l’energia di Gabbani è graffiante anche quando si parla del mondo in ogni suo aspetto, col ritmo e il significato di “Tra le granite e le granate”, che rende ancora più evidente il paradosso della hit estiva al servizio della collettività, che questa se ne renda conto o meno. La folla apprezza, canta, applaude e accende torce muovendo le mani a ritmo, mentre un’onda umana si riversa direttamente verso il palco al grido di “Summer Funk” e l’artista porta sul palcoscenico una bimba che voleva salutarlo. Nel frattempo qualche ragazza dalla platea gli ha già urlato “sei bono” e lui si prende su anche quell’ennesimo attestato di stima.
Essere o dover essere
Chiaramente, la serata gabbaniana in Romagna non si esaurisce certo qui (l’autore si esibisce per circa due ore attraversando buona parte del suo repertorio più acclamato), ma proprio qui, proprio in questo eterno girovagare fra ciò che vuole essere raccontato e ciò che vuole essere mostrato, si racchiude il significato più profondo della musica di Gabbani. Un ragazzo semplice e complesso assieme, legato alla sua band (una seconda famiglia, specie se si considera anche la presenza del fratello nel gruppo) e ad un modo di fare arte che non cerca il compromesso per parlare di sé. Un ragazzo che (in un’epoca di falsi profeti e ciarlatani vale la pena ricordarlo) ha studiato (anche all’università), ha aspettato e si è formato su tanti strumenti diversi (lo ha dimostrato proprio a Cervia muovendosi fra piano, basso, chitarra e batteria).
Quindi, caro Francesco, in quest’epoca in cui “l’intelligenza è démodé” e sempre più spesso si ricorre a risposte facili piuttosto che reali, tu ci fai ancora riflettere sull’essere “o dover essere”, con quell’ironia contagiosa che trasforma il ritmo in ballo e quella dolce frenesia che trasforma la poesia in canzone. E allora grazie per queste serate, per questi brani e per questi momenti che, messi assieme con pazienza e attenzione, contribuiscono ogni giorno a disegnare le colonne sonore delle nostre vite.
“Ma non lo vedi?
E non conta se non ci credi
Che siamo un momento
Tra sempre e mai più”

Alla presentazione di Viceversa, Bologna, febbraio 2020
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