Monete al tempo di Santarelli: un mosaico di storia e valore

Monete al tempo di Santarelli: un mosaico di storia e valore

di16 Maggio 2025

Un’Italia in tasca… divisa

Nel 1800 l’Italianon era ancora unita, e non lo erano nemmeno le sue monete. A seconda della regione, città o stato, si potevano trovare in circolazione monete completamente diverse tra loro: per forma, nome, valore, metallo e simboli.

Mentre oggi l’euro ci fa sentire parte di un unico sistema, allora si parlava di:

  • Scudiebaiocchinello Stato Pontificio

  • Liresarde e toscane

  • Ducati,tornesi,crazie,quattrini

  • E anche delle primelire italianeintrodotte da Napoleone al Nord

Un veromosaico monetario, fatto di argento, rame e oro.


Forlì e il fascino delle monete pontificie

Fino al 1860,Forlì faceva parte dello Stato Pontificio. Le monete quotidiane erano ibaiocchi(rame), iquattrini(spiccioli ancora più piccoli) e gliscudi(argento), spesso con l’effigie del papa in carica, comePio IX.

Nel 1861 arriva l’unità d’Italia, e con essa una nuova moneta ufficiale: lalira italiana, coniata con il volto del re Vittorio Emanuele II e basata sulsistema decimale francese(1 lira = 100 centesimi).

Ma il passaggio non fu immediato: anche nel1866, come attestato daltestamento del benefattore forlivese Giovanni Santarelli, troviamo riferimenti apiù monete diverse, usate contemporaneamente.

Un documento che parla di:

  • Lireitaliane

  • Baiocchipontifici

  • Forse anchescudi, usati per indicare somme più grandi

Unaconvivenza monetariaunica, che riflette la realtà quotidiana: un paese che stava cambiando, ma che portava ancora addosso la memoria e il valore delle monete “di prima”.

Monete al tempo di Santarelli: un mosaico di storia e valore


Il conio: monete tra arte e potere

Le monete pontificie

🪙 In rame:1 baiocco,2 baiocchi,quattrini

🪙 In argento:mezzo scudo,1 scudo

👉 Decorate con lostemma papale, scritte in latino, bordi zigrinati. Oggi sono vere e proprieopere d’arte da collezione.

Le monete italiane

🪙 In rame:1, 2, 5 centesimi
🪙 In argento:10, 20, 50 centesimi – 1, 2, 5 lire
🪙 In oro (rari):10 e 20 lire

👉 Sul fronte, ilre Vittorio Emanuele II. Sul retro, lostemma sabaudocon la scritta “REGNO D’ITALIA”.


Simboli monetari: quando la “L” sembrava una nota

Se hai trovato in vecchi documentisimboli straniaccanto ai numeri, sappi che:

  • Laliraera abbreviata conL.o con il simbolo, spesso scritto in corsivo e facilmente confondibile con una “d” o una nota musicale.

  • Ilbaiocconon aveva un simbolo ufficiale, ma si scrivevab.obai.

  • Loscudosi trovava comesc.

  • Ilducatoveniva segnato comed.oduc.

👉 In una stessa pagina potevano convivere5 ₤, 10 b., e 2 sc., ognuna con il suo valore, la sua storia e il suo peso nel borsellino di un cittadino forlivese.


Il fascino della varietà

Questaricchezza monetaria, lontana dalla semplificazione moderna, ci restituisce un’Italia vivace, stratificata, e profondamente legata alle sue realtà locali.

Anche nel testamento di Santarelli, che lasciava ai poveri e ai benefattori somme precise per opere benefiche, è evidenteil valore storico delle monete, che diventano non solo strumenti economici, matestimoni della trasformazione di un popolo e di una città.


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About the Author:Alessandro Tassinari

Alessandro nasce a Forlì il 21 settembre del 1998. Ha partecipato a diversi Concorsi Letterari ottenendo più di cento premi e riconoscimenti (tra primi posti e menzioni di merito); suoi componimenti sono presenti in diverse antologie e siti d’impronta culturale. Nel 2015 un suo testo viene premiato con una borsa di studio dal Comune di Forlì, in occasione dell’anniversario della Liberazione. Nello stesso anno partecipa a una mostra forlivese dedicata alla creatività adolescenziale. Partecipa come comparsa alla docu-fiction “Morgagni oggi; sua maestà anatomica” (di Cristiano Barbarossa). Realizza le illustrazioni per il fantasy “L’ombra di Lyamnay” (Annarita Faggioni), per poi firmare le introduzioni alla raccolta poetica “Respiro di vita” (Melissa Storchi) e a “Dieci Dodici” (Umberto Pasqui). Nel 2016 riceve il premio “Naim Araidi” per la poesia giovane. L’anno seguente partecipa come giurato al concorso “Aspettando il Natale”. Vince una borsa di studio per merito presso l'Università di Bologna e un’altra istituita dal Comune di Cervia in memoria di Gino Pilandri, storico sindaco della città romagnola. Presso l’Università di Bologna consegue in tutto tre lauree: in Lettere, Italianistica e Geografia. Dal 2024 partecipa alla rassegna “Radici e Futuro” organizzata dalla Biblioteca Maria Goia di Cervia. Nel 2025 vince nuovamente la borsa di studio “Gino Pilandri” e pubblica il suo primo libro, il fumetto “Super Babbo – A Tom Tacchino Story”.

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