Amedeo Minghi e la polemica social: «Venditti non meritava il premio a Sanremo, era una scelta forzata. L’ha sempre disprezzato»

Amedeo Minghi e la polemica social: «Venditti non meritava il premio a Sanremo, era una scelta forzata. L’ha sempre disprezzato»

di 5 Aprile 2025

Il silenzio, a volte, è d’oro

L’invidia è una brutta bestia, ma anche doversi inventare sempre qualcosa da dire per avere un po’ di pubblicità gratuita dev’essere un lavoraccio.
Infatti, a volte, quando non si ha nulla da dire, sarebbe certamente meglio rimanere in silenzio per evitare figuracce e scivoloni. Secondo qualcuno, le parole di Amedeo Minghi rientrano probabilmente proprio in queste categorie.


Il mancato riconoscimento e l’amarezza

Senza voler essere melodrammatici, e senza nulla togliere all’autore di La vita mia o I ricordi del cuore, c’è davvero chi evidenzia come le sue parole sembrino segnate proprio da un mancato riconoscimento alla sua carriera in tante apparizioni al Festival di Sanremo (otto come artista in gara, due come ospite e tre come autore).

Minghi sperava probabilmente di poter tornare protagonista già da quest’anno col passaggio di testimone fra Amadeus e Carlo Conti, desiderio che non si è però realizzato, lasciando un po’ di amaro in bocca a un artista che Sanremo lo vinse, a modo suo, nel 1989 come autore con una canzone interpretata da Mietta.


Una critica diretta ad Antonello Venditti

Minghi non ha quindi apprezzato il fatto che il premio alla carriera sia stato destinato a un artista che, col Festival, ha sempre voluto poco a che fare – almeno stando alle sue parole:

«Di premi lui ne meriterebbe dieci. Ma non a Sanremo. Antonello con il Festival non c’entra nulla. L’ha sempre disprezzato, peraltro. Mi è sembrata un po’ forzata, la scelta di consegnargli quel premio.»


Amedeo Minghi e la polemica social: «Venditti non meritava il premio a Sanremo, era una scelta forzata. L’ha sempre disprezzato»


Il pubblico si schiera: “Antonello è la musica italiana”

Le parole di Minghi hanno fatto storcere il naso ai tantissimi fan di Venditti, se non altro per il peso che lo stesso Antonello ha avuto, direttamente o indirettamente, sul Festival nel corso del tempo.

È infatti innegabile il legame strettissimo che Venditti ha con tanti artisti in gara nelle varie edizioni della kermesse. Se quest’anno ha avuto particolare rilievo la sua amicizia e i suoi duetti (più o meno improvvisati) con Achille Lauro, in passato si faceva spesso riferimento al rapporto con Ultimo o al legame con Ermal Meta, che ad Antonello ha sostanzialmente dedicato un’intera canzone.


Antonello, simbolo di Sanremo (che gli piaccia o no)

Inoltre, caro Amedeo (a cui comunque, da tifoso romanista, va un abbraccio), bisogna anche ricordare che il Festival di Sanremo è il festival della “musica italiana” per eccellenza.
E cosa rappresenta il nostro Antonello, se non la stessa musica italiana?

Venditti, con le sue parole e le sue canzoni, è diventato storia e poesia di un intero Paese. È musica della mente e del cuore.
Un riconoscimento durante una simile manifestazione artistica, allora, non appare certo così fuori luogo.


E sulla Roma…

Minghi ha parlato anche della Roma, con dichiarazioni che potete leggere  cliccando qui.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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About the Author: Alessandro Tassinari

Alessandro nasce a Forlì il 21 settembre del 1998. Ha partecipato a diversi Concorsi Letterari ottenendo più di cento premi e riconoscimenti (tra primi posti e menzioni di merito); suoi componimenti sono presenti in diverse antologie e siti d’impronta culturale. Nel 2015 un suo testo viene premiato con una borsa di studio dal Comune di Forlì, in occasione dell’anniversario della Liberazione. Nello stesso anno partecipa a una mostra forlivese dedicata alla creatività adolescenziale. Partecipa come comparsa alla docu-fiction “Morgagni oggi; sua maestà anatomica” (di Cristiano Barbarossa). Realizza le illustrazioni per il fantasy “L’ombra di Lyamnay” (Annarita Faggioni), per poi firmare le introduzioni alla raccolta poetica “Respiro di vita” (Melissa Storchi) e a “Dieci Dodici” (Umberto Pasqui). Nel 2016 riceve il premio “Naim Araidi” per la poesia giovane. L’anno seguente partecipa come giurato al concorso “Aspettando il Natale”. Vince una borsa di studio per merito presso l'Università di Bologna e un’altra istituita dal Comune di Cervia in memoria di Gino Pilandri, storico sindaco della città romagnola. Presso l’Università di Bologna consegue in tutto tre lauree: in Lettere, Italianistica e Geografia. Dal 2024 partecipa alla rassegna “Radici e Futuro” organizzata dalla Biblioteca Maria Goia di Cervia. Nel 2025 vince nuovamente la borsa di studio “Gino Pilandri” e pubblica il suo primo libro, il fumetto “Super Babbo – A Tom Tacchino Story”.

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