SPID diventa a pagamento: tutto quello che devi sapere (novità 2026)

SPID diventa a pagamento: tutto quello che devi sapere (novità 2026)

di 3 Gennaio 2026

Se pensavi che SPID fosse per sempre gratis… preparati a ricrederti. Dal 1° gennaio 2026 è entrata in vigore una svolta storica per il Sistema Pubblico di Identità Digitale: il provider più diffuso in Italia, Poste Italiane con PosteID, ha deciso di far pagare il servizio con un canone annuale. Una mossa che cambia radicalmente l’accesso ai servizi digitali pubblici e privati per milioni di italiani.


💸 Quanto costa lo SPID ora?

A differenza del passato, lo SPID rilasciato da Poste Italiane prevede:

  • 💶 Canone di 6 € all’anno (IVA inclusa) a partire dal secondo anno di utilizzo.

  • 📅 Primo anno gratuito per chi attiva una nuova identità digitale.

  • 📧 Il pagamento viene richiesto alla scadenza naturale del servizio: riceverai una notifica via email con l’invito a saldare entro la data indicata.

Se non paghi, il tuo SPID resta formalmente attivo ma non utilizzabile fino a quando non regolarizzi la posizione. Dopo 24 mesi di sospensione, invece, perderai l’identità digitale e dovrai richiederne una nuova per accedere ai servizi online.


🧓 Chi non paga niente? Le esenzioni

Poste Italiane non applica il canone a tutti. Restano esentati dal pagamento:

  • 👶 Minorenni

  • 👵 Cittadini con almeno 75 anni

  • 🌍 Residenti all’estero

  • 💼 Utenti con SPID a uso professionale

Quindi non tutti devono sborsare obbligatoriamente i 6 € ogni anno, almeno non subito.


🧠 Perché questa svolta?

Fino ad ora lo SPID era gratuito per l’utente. Il motivo principale della svolta è economico. I provider privati che gestiscono SPID (come PosteID, Aruba, InfoCert, ecc.) hanno visto aumentare i costi di gestione tecnologica, mentre i finanziamenti pubblici stanziati per sostenere il sistema sono stati insufficienti o in ritardo.

Il risultato? Dopo anni di gratuità, anche il provider più grande del Paese ha deciso di introdurre un canone minimo, allineandosi alle tariffe già adottate da altri operatori come Aruba e InfoCert (circa 5,98 € all’anno).


🌐 Altre aziende SPID? Anche loro chiedono soldi

Non è solo Poste a cambiare modello. Anche altri provider importanti hanno già introdotto — o stanno introducendo — costi per mantenere lo SPID:

  • 🔹 InfoCert – circa 5,98 € all’anno, primo anno gratuito

  • 🔹 Aruba – circa 5,98 € all’anno con rinnovo pagato alla scadenza

  • 🔹 Register.it – piani a pagamento con prezzi variabili secondo il tipo di servizio

Questo significa che il concetto di SPID completamente gratuito per sempre potrebbe non esistere più se il mercato si allinea su questa direzione.


🆓 Alternative gratuite esistono?

Sì, e sono una soluzione concreta per chi non vuole pagare ogni anno:

  • 📇 CIE (Carta d’Identità Elettronica) — la carta d’identità digitale è gratuita e permette di accedere a tutti i servizi online come lo SPID.

  • 👥 Alcuni provider minori potrebbero offrire SPID gratuito o con piani “lite”, ma spesso limitati o con costi aggiuntivi per servizi avanzati.

Se hai già la CIE, in molti casi puoi usarla senza bisogno di SPID e risparmiare.


📊 Cosa cambia per gli italiani

Il cambiamento riguarda milioni di cittadini: oltre 40 milioni di italiani utilizzano lo SPID per accedere a servizi pubblici e privati come INPS, Agenzia delle Entrate, Fascicolo Sanitario, bonus online e molto altro.

Con l’introduzione dei canoni, molti ora si chiedono:
👉 conviene continuare a pagare?
👉 è meglio passare alla CIE?
👉 cambiare provider?

Le opinioni sono divise, ma una cosa è certa: lo SPID non è più gratis come prima.


E adesso?

Il 2026 segna una svolta epocale per l’identità digitale in Italia. SPID non sarà più sinonimo di gratuità eterna: con un canone annuale di circa 6 € e un mercato in evoluzione, gli utenti devono prepararsi a scegliere con attenzione come gestire il loro accesso ai servizi digitali. Fortunatamente esistono alternative gratuite come la CIE, ma resta da vedere come si evolverà il mercato nei prossimi anni.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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About the Author: Alessandro Tassinari

Alessandro nasce a Forlì il 21 settembre del 1998. Ha partecipato a diversi Concorsi Letterari ottenendo più di cento premi e riconoscimenti (tra primi posti e menzioni di merito); suoi componimenti sono presenti in diverse antologie e siti d’impronta culturale. Nel 2015 un suo testo viene premiato con una borsa di studio dal Comune di Forlì, in occasione dell’anniversario della Liberazione. Nello stesso anno partecipa a una mostra forlivese dedicata alla creatività adolescenziale. Partecipa come comparsa alla docu-fiction “Morgagni oggi; sua maestà anatomica” (di Cristiano Barbarossa). Realizza le illustrazioni per il fantasy “L’ombra di Lyamnay” (Annarita Faggioni), per poi firmare le introduzioni alla raccolta poetica “Respiro di vita” (Melissa Storchi) e a “Dieci Dodici” (Umberto Pasqui). Nel 2016 riceve il premio “Naim Araidi” per la poesia giovane. L’anno seguente partecipa come giurato al concorso “Aspettando il Natale”. Vince una borsa di studio per merito presso l'Università di Bologna e un’altra istituita dal Comune di Cervia in memoria di Gino Pilandri, storico sindaco della città romagnola. Presso l’Università di Bologna consegue in tutto tre lauree: in Lettere, Italianistica e Geografia. Dal 2024 partecipa alla rassegna “Radici e Futuro” organizzata dalla Biblioteca Maria Goia di Cervia. Nel 2025 vince nuovamente la borsa di studio “Gino Pilandri” e pubblica il suo primo libro, il fumetto “Super Babbo – A Tom Tacchino Story”.

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