Fra presente e passato: il Consorzio nelle storie di chi lo ha vissuto
Fra presente e passato: il Consorzio nelle storie di chi lo ha vissuto
Dai corridoi di via Torelli alla crescita del Consorzio: la testimonianza di Lorena
Ci sono storie che non finiscono nei bilanci, né nei documenti ufficiali, ma che si sedimentano nei corridoi, nelle stanze condivise, nei legami costruiti giorno dopo giorno. Lorena, storica responsabile amministrativa e dell’ufficio paghe del Consorzio Solidarietà Sociale Forlì-Cesena, ha voluto condividere un ricordo personale, intenso e pieno di significato. Una testimonianza che ci riporta agli inizi degli anni ’90, quando tutto era ancora in divenire.
“I pezzetti di storia dei tempi del CSS, prima che ci foste voi nuovi giovani, e che mi diedero – a partire da settembre 1990 – la spinta, o meglio l’imprinting, a sentirmi parte integrante di un processo in corso al quale potevo anche io dare il mio contributo, iniziarono nella prima sede in via Torelli.”
È lì che Lorena muove i primi passi all’interno del Consorzio, negli stessi locali in cui si trovavano anche gli uffici del CGM. Insieme a Marzocchi si occupava dei bilanci, ma ciò che ricorda con più forza è l’atmosfera carica di energia, il senso di costruzione collettiva.
“In quei corridoi abbiamo visto nascere la legge 381/91, che abbiamo vissuto come un avvenimento storico. Anche per noi amministrativi significava avere un ‘canovaccio’ su cui improntare il nostro lavoro e tutto lo studio successivo.”
I ricordi si intrecciano con le immagini vivide delle prime attività: le stanze dedicate all’accoglienza dei primi albanesi arrivati a Bari, quelle dedicate alla formazione, già allora elemento fondamentale per ogni progresso.
“La formazione dirigenti di CGM coinvolgeva un po’ tutti. Ricordo che la prima volta che misi piede al CSS fu durante una formazione pomeridiana, su invito di Marzocchi. Lì per la prima volta conobbi Gilberta, Fabio, Patrizia Casamenti, Claudio, Flavia Zampighi e altri. Per me era tutto nuovo, non avevo mai nemmeno sentito parlare di ‘statuto’.”
Lorena ripercorre con affetto quel periodo di fermento e crescita. Nei corridoi di via Torelli si ragionava, si discuteva, si progettava insieme. Lì prendevano forma le nuove cooperative: Tangram, L’Accoglienza, Ecosphera, Spazi Mediani…
“Spero di non dimenticare qualcuno,” scrive, con una punta di nostalgia.
Il servizio di supporto amministrativo e paghe alle cooperative non era soltanto un compito tecnico. Era un modo per accompagnare le cooperative nella loro crescita, offrendo un aiuto concreto, sentendosi parte di un progetto più ampio.
“Quanto lavoro… e soprattutto quanto siamo cresciuti! Tutti!!”
Lorena chiude il suo messaggio con un abbraccio, lasciandoci un’immagine chiara di quello che il Consorzio è stato e continua a essere: una comunità in cammino, fatta di persone, relazioni e storie che meritano di essere custodite e tramandate.
1985-2025: Quaranta anni di Consorzio Solidarietà Sociale nelle parole di Fabio
Difficile dire cose senza finire nella retorica. Non ci riuscirò.
Penso con convinzione che senza il Consorzio, luogo di incontro e lavoro comune di tante persone e organizzazioni, la nostra città sarebbe più povera e non avremmo un territorio abitato da tante cooperative sociali impegnate quotidianamente nella “solidarietà sociale” verso chi ha più bisogno.
Per me è stata una fortuna e un privilegio esserci stato fin dall’inizio e aver avuto l’opportunità di crescerci dentro, professionalmente, ma anche come persona, e come socio di cooperativa, imparando ogni giorno che da soli non si va da nessuna parte.
Dentro il Consorzio ho fatto tante cose, ho rivestito ruoli diversi, facendo insieme ad altri cose buone e cose meno buone, come credo accada a tutti; ma certamente ho avuto la possibilità di incontrare (nei primi anni, ma anche negli ultimi anni) tantissime belle persone.
E di lavorarci anche insieme. Che culo che ho avuto.
Il Consorzio ha vissuto due sedi. Via Torelli prima e ora Via Dandolo. Non sedi anonime. Ma palazzi storici che avevano un’anima e una vocazione. Il Consorzio è riuscito a rispettare queste vocazioni, attualizzandole nei tempi. Passando dalle “Pericolanti” alle “Cooperative sociali”… Ed è questo che deve continuare a fare.
I tanti giovani che ci lavorano adesso mi fanno ben sperare.
Fabio Magnani
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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