Forlì Capitale dell’Economia Civile: La Visione di Zamagni al Festival del Buon Vivere
Forlì Capitale dell’Economia Civile: La Visione di Zamagni al Festival del Buon Vivere
L’Auditorium della Chiesa di San Giacomo aForlìha fatto da prestigiosa cornice a uno degli eventi più stimolanti dell’ultimoFestival del Buon Vivere. La tavola rotonda, intitolata“Luoghi comuni, valore espanso. Uno sguardo nuovo sull’economia civile”, ha puntato i riflettori sul ruolo sociale dell’impresa e sulle prospettive future del nostro territorio.
L’incontro è stato promosso da due realtà storiche,Cepie ilConsorzio Solidarietà Sociale Forlì-Cesena, entrambe in festa per il loro 40° anniversario. A guidare il dibattito è stato un ospite d’eccezione: il professorStefano Zamagni, economista di fama mondiale e già presidente della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, affiancato daSandra Ceccarelli(AD di Cepi) eMarco Conti(presidente del Consorzio).
Forlì: Un Polo d’Eccellenza Lungo 28 Anni
Nel corso del suo intervento, il professor Zamagni ha ribadito un primato di cui la città può andare fiera: da ben 28 anni,Forlìè l’unico polo universitario in Italia a vantare un corso di laurea inEconomia sociale. Una particolarità che ha conferito alla città una solida reputazione internazionale e che ha posto le basi per eventi di spicco come le noteGiornate di Bertinoro.
Oltre lo Stato e il Mercato: Il Ruolo della Comunità
Zamagni ha poi offerto una profonda riflessione sulla figura dell’imprenditore moderno. Non un semplice industriale, ma un individuo dotato di propensione al rischio e spirito di innovazione, capace di esercitare l’ars combinatoria: l’arte di valorizzare i talenti altrui.“Bisogna distinguere tra competenze, che si possono acquisire, e talenti, che sono veri e propri doni naturali da coltivare per generare una crescita autentica”, ha spiegato l’economista.
Il paradigma classico sta cambiando. Secondo Zamagni, la dicotomia Stato-Mercato è ormai superata: è necessario passare a unsistema triadicoin cui laComunitàdiventi il terzo pilastro fondamentale per il “ben vivere” e la tutela dei beni comuni. L’invito è quello di evolvere dalla classica“responsabilità sociale d’impresa”a una più matura e profondaresponsabilità civile, in cui società, imprese e istituzioni cooperino attivamente.
Le Quattro Priorità per il Bene Comune
Per tradurre questa visione in realtà, il professore ha tracciato quattro ambiti di intervento prioritari:
Un’alleanza strategica tra mondo della scuola e impresa.
Servizi sociali fondati sulla cooperazionee volti a superare le logiche puramente assistenzialistiche.
Un sistema sanitario rinnovato, che metta al centro la cura della persona e non solo il trattamento della malattia.
La nascita di organismi deliberativi di quartiere, per dare nuovo vigore alla partecipazione democratica dei cittadini.
Il futuro, ha concluso Zamagni, è di chi sa esseregenerativo, poiché la vera felicità risiede nel far fiorire non solo se stessi, ma l’intera comunità.
Le Voci delle Imprese: Cepi e Consorzio Solidarietà Sociale
I concetti espressi dal professore hanno trovato immediata risonanza nelle testimonianze degli altri relatori.
Sandra Ceccarelliha sottolineato come inCepil’imprenditore sia chiamato proprio a essere un “soggetto generativo”, unendo innovazione e valorizzazione delle nuove generazioni per creare un valore condiviso.“La sostenibilità non è una comunicazione di facciata”– ha affermato Ceccarelli –“ma un principio integrato nella strategia aziendale che guida gli investimenti, il welfare e il dialogo con le istituzioni”.
A chiudere il cerchio è statoMarco Conti, che ha evidenziato come i 40 anni delConsorzio Solidarietà Sociale Forlì-Cesenadimostrino che l’economia civileè una realtà concreta.“Le cooperative sociali esistono proprio per fondere impresa e comunità. Oggi, più che mai, abbiamo il dovere di costruire un valore condiviso armati di responsabilità e coraggio”, ha concluso il presidente.
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