Lo SPID diventa a pagamento: tutte le risposte che devi sapere per non restare bloccato

Lo SPID diventa a pagamento: tutte le risposte che devi sapere per non restare bloccato

di 5 Gennaio 2026

Da quest’anno lo SPID non è più completamente gratuito e migliaia di utenti rischiano di scoprirlo nel modo peggiore: quando provano ad accedere a INPS, Agenzia delle Entrate o al Fascicolo Sanitario e qualcosa non funziona.

Qui trovi una guida semplice, aggiornata e senza giri di parole, sotto forma di domande e risposte, per capire cosa sta succedendo davvero e cosa conviene fare.


Lo SPID è davvero diventato a pagamento?

Sì.
Dal 2026 alcuni provider SPID hanno introdotto un canone annuale per continuare a utilizzare il servizio. Il caso più rilevante riguarda Poste Italiane, che gestisce lo SPID più diffuso in Italia.

Il servizio non viene disattivato subito, ma alla scadenza annuale viene richiesto il pagamento per mantenerlo attivo.


Quanto costa lo SPID oggi?

Il costo è contenuto, ma non più nullo:

  • Circa 6 euro all’anno

  • Il primo anno resta gratuito per chi attiva una nuova identità

  • Il pagamento viene richiesto al rinnovo

Se non si paga, lo SPID viene sospeso e non può essere usato per accedere ai servizi online.


Cosa succede se non pago lo SPID?

Se non effettui il pagamento:

  1. Lo SPID resta formalmente esistente

  2. Ma non puoi più usarlo per accedere ai servizi

  3. Dopo un lungo periodo di inattività, l’identità digitale può essere disattivata definitivamente

In quel caso dovrai richiederne una nuova oppure usare un sistema alternativo.


Chi è obbligato a pagare e chi no?

Non tutti devono pagare il canone. Sono esentati:

  • Minorenni

  • Persone con almeno 75 anni

  • Residenti all’estero

  • Utenti con SPID a uso professionale

Tutti gli altri utenti devono invece pagare per continuare a usare SPID senza interruzioni.


Perché lo SPID non è più gratuito?

Il motivo è economico e strutturale.

Negli anni:

  • I costi di sicurezza e gestione del sistema sono aumentati

  • I finanziamenti pubblici ai provider non sono stati sufficienti

  • I gestori privati hanno iniziato a scaricare i costi sugli utenti

Il risultato è il passaggio da servizio gratuito a servizio a pagamento, come già accaduto per molti altri strumenti digitali.


Solo Poste fa pagare lo SPID?

No.
Anche altri provider SPID hanno già introdotto o stanno introducendo canoni annuali simili, generalmente compresi tra 5 e 6 euro.

Questo significa che cambiare provider potrebbe non evitare il costo nel medio periodo.


Esistono alternative gratuite allo SPID?

Sì, ed è il punto più importante.

L’alternativa principale è la Carta d’Identità Elettronica (CIE), che permette di accedere agli stessi servizi online dello SPID senza costi annuali.

Con la CIE puoi accedere a:

  • INPS

  • Agenzia delle Entrate

  • Fascicolo Sanitario

  • Portali della Pubblica Amministrazione

Se possiedi già la CIE, potresti non aver più bisogno dello SPID.


Meglio SPID o CIE oggi?

Dipende dall’uso che fai dei servizi digitali:

  • SPID: più semplice da usare, accesso rapido, ma ora a pagamento

  • CIE: gratuita, più sicura, ma richiede lettore NFC o app dedicata

Molti utenti stanno scegliendo di tenere solo la CIE per evitare costi futuri.


Cosa conviene fare subito?

Per evitare problemi:

  1. Controlla quando scade il tuo SPID

  2. Verifica se rientri tra gli esentati

  3. Valuta se passare alla CIE

  4. Decidi se pagare il canone o cambiare sistema prima del rinnovo

Ignorare il problema significa rischiare di restare senza accesso ai servizi essenziali.


E adesso?

Lo SPID non sparisce, ma cambia natura.
Da servizio gratuito e “scontato” diventa uno strumento a pagamento, con alternative concrete per chi vuole risparmiare.

Il consiglio è uno solo: informarsi prima, scegliere consapevolmente e non aspettare l’ultimo accesso bloccato per accorgersene.

Foto dal Web

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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About the Author: Alessandro Tassinari

Alessandro nasce a Forlì il 21 settembre del 1998. Ha partecipato a diversi Concorsi Letterari ottenendo più di cento premi e riconoscimenti (tra primi posti e menzioni di merito); suoi componimenti sono presenti in diverse antologie e siti d’impronta culturale. Nel 2015 un suo testo viene premiato con una borsa di studio dal Comune di Forlì, in occasione dell’anniversario della Liberazione. Nello stesso anno partecipa a una mostra forlivese dedicata alla creatività adolescenziale. Partecipa come comparsa alla docu-fiction “Morgagni oggi; sua maestà anatomica” (di Cristiano Barbarossa). Realizza le illustrazioni per il fantasy “L’ombra di Lyamnay” (Annarita Faggioni), per poi firmare le introduzioni alla raccolta poetica “Respiro di vita” (Melissa Storchi) e a “Dieci Dodici” (Umberto Pasqui). Nel 2016 riceve il premio “Naim Araidi” per la poesia giovane. L’anno seguente partecipa come giurato al concorso “Aspettando il Natale”. Vince una borsa di studio per merito presso l'Università di Bologna e un’altra istituita dal Comune di Cervia in memoria di Gino Pilandri, storico sindaco della città romagnola. Presso l’Università di Bologna consegue in tutto tre lauree: in Lettere, Italianistica e Geografia. Dal 2024 partecipa alla rassegna “Radici e Futuro” organizzata dalla Biblioteca Maria Goia di Cervia. Nel 2025 vince nuovamente la borsa di studio “Gino Pilandri” e pubblica il suo primo libro, il fumetto “Super Babbo – A Tom Tacchino Story”.

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