F1 – Pagelline Ignoranti GP Azerbaijan 2026: Russell vince, Kimi rimonta e Alonso ormai corre per le dichiarazioni
F1 – Pagelline Ignoranti GP Azerbaijan 2026: Russell vince, Kimi rimonta e Alonso ormai corre per le dichiarazioni
Baku è sempre Baku.
Puoi arrivarci aspettandoti una gara soporifera e ritrovarti improvvisamente con macchine contro i muri, compagni di squadra che si centrano a vicenda (no, non VicenZa), McLaren che decidono autonomamente di abbandonare la competizione e una volata finale nella quale praticamente nessuno sembra più sapere con certezza dove o cosa finirà.
In mezzo a tutto questo George Russell vince meritatamente – sì, l’ho scritto davvero –, Verstappen continua a fare Verstappen, Hadjar torna dall’infortunio e sale immediatamente sul podio, mentre Antonelli trasforma un sabato disastroso in una domenica decisamente più dignitosa.
L’Aston Martin? Lasciamo perdere. Fortunatamente esiste Fernando Alonso.
Antonelli contro il muro
Voto: 4
Il weekend di Kimi Antonelli praticamente finisce prima ancora di cominciare. Qualifica, bacino al Muro (per dirla alla Rai). Sedicesimo.
A Baku, dove partire in mezzo al traffico è sempre una meravigliosa opportunità per conoscere personalmente l’ala posteriore di quindici monoposto diverse.
Weekend immediatamente in salita. Ma Kimi evidentemente aveva voglia di complicarsi la vita. Ormai partire davanti gli sembra troppo semplice.
Alonso e la pole mancata
Voto: 14
Fernando Alonso dopo la qualifica:
“La mancata pole è stata colpa mia, ho spinto solo fino a curva 15.”
Meraviglioso. Ormai Fernando non guida più un’Aston Martin. Fa stand-up comedy a 300 km/h.
La macchina è quella che è, le prestazioni sono quelle che sono e lui ha deciso che, se proprio non può competere per le vittorie, almeno può competere per il mondiale delle dichiarazioni. E lì, signori miei, non ce n’è per nessuno.
Hadjar contro Leclerc
Voto: Ministero della Difesa
Hadjar attacca. Leclerc resiste.
Vanzini:
“IL MINISTRO DELLA DIFESA CHARLES LECLERC!”
A questo punto aspettiamo la formazione del prossimo governo. Leclerc alla Difesa e Alonso alle Infrastrutture, così magari sistema direttamente l’Aston Martin. Verstappen agli Interni. Tsunoda ai Parcheggi.
“Puoi andare più forte di Max?”
Voto: sincerità
Chiedono a Hadjar se può andare più forte di Verstappen.
Risposta:
“No no, va bene così.”
Finalmente qualcuno che conosce i propri limiti. O ha paura ad ammettere che potrebbe averne di più… Ma quando hai davanti Mad Max…
Niente:
“Vedremo.”
“Spingeremo.”
“Daremo tutto.”
No. Max è davanti? Benissimo così. Ci vediamo al traguardo.
Albon
Voto: BOTTO
Poi arriva Alexander Albon. Muro. Botto. Fine.
Baku non sarebbe veramente Baku senza almeno una monoposto che decide improvvisamente di verificare la resistenza delle barriere.
Test completato, barriere promosse, Williams un po’ meno.
Le due Alpine
Voto: DISASTRO
Una stagione complicata (l’ennesima). Una macchina complicata (di nuovo). Una gara complicata (aridaje).
Cosa potrebbe andare storto? INCIDENTE FRA LE DUE ALPINE.
Perfetto. Vanzini aveva anche sentenziato (nel corso della gara) che stavano andando via tutti “regolari”. Ma caro Vanz, lo sai meglio di me che citare il “Sommo” non potrà che portare a simili epiloghi…
Quando sei già in difficoltà e decidi che il modo migliore per reagire sia eliminarti direttamente da solo. Il famoso spirito di squadra. Nel senso che la squadra torna insieme ai box.
Le McLaren nella stessa curva
Voto: CTRL+C, CTRL+V
Una McLaren finisce fuori. Passa un po’ di tempo. Arriva l’altra. Stessa curva. Fuori anche lei.
Probabilmente al muretto avevano lasciato attiva la funzione: “Copia strategia compagno.”
Solo che qualcuno deve aver selezionato anche l’incidente. Quando si dice avere due macchine perfettamente identiche.
Bottas accende il finale
Voto: 8
Quando sembra che la gara possa tranquillamente accompagnarci verso la conclusione, arriva Valtteri Bottas. Fuori nel finale. E improvvisamente cambia tutto.
Perché a Baku basta una macchina ferma nel momento giusto per trasformare gli ultimi giri in una partita a Mario Kart. Grazie Valtteri. Serviva.
Le volate finali
Voto: 9
Ed eccoci lì. Dopo una gara fatta di muri, incidenti e strategie, arrivano le volate finali. Macchine vicinissime. Posizioni ancora in discussione. Piloti che si attaccano fino all’ultimo metro.
Quella meravigliosa sensazione per cui improvvisamente smetti di guardare i distacchi e inizi semplicemente a urlare contro lo schermo. Baku riesce sempre a conservare almeno qualche minuto di follia per la fine. In una F1 finta, senz’anima e ricca di sold out pieni di noia. #ChiSiAccontentaGodeCosìCosì
Antonelli da sedicesimo a quinto
Voto: 9
Ed eccolo di nuovo. Partiva sedicesimo dopo il botto in qualifica. Arriva quinto. Undici posizioni recuperate.
Il weekend sembrava completamente compromesso e invece Antonelli riesce ancora una volta a tirare fuori qualcosa dal nulla. Non sarà Monza. Non sarà Madrid. Ma ci sono giornate nelle quali un quinto posto vale molto più di quanto racconti semplicemente il numero.
Sabato: muro. Domenica: quinto. Kimi ha ufficialmente scoperto che si può fare una rimonta anche senza partire ventiduesimo. Progresso.
George Russell
Voto: 10
Mi costa. Lo ammetto. Ma bisogna essere sportivi. George Russell ha meritato di vincere. Gara solida, veloce, gestita bene. Quando doveva spingere ha spinto. Quando doveva controllare ha controllato.
E alla fine si prende Baku. Nessuna battuta. Nessuna gufata. Nessuna postilla. Vittoria meritata.
George, fai uno screenshot perché non so quando ricapiterà.
Verstappen
Voto: WOW
Che cosa dobbiamo ancora dire? Max Verstappen. Sempre lì. Sempre veloce. Sempre capace di trasformare praticamente qualsiasi weekend in qualcosa di importante. Col motore Ford che nessuno al mondo ritiene il migliore in griglia, eccetto la FIA, che infatti regala bonus di sviluppo un po’ a tutti.
Può cambiare la macchina. Può cambiare il circuito. Può cambiare il regolamento. Lui resta Max. Wow. Anzi. Wowo.
Hadjar sul podio
Voto: 10
E poi Isack Hadjar. Terzo. Al ritorno dopo l’infortunio al polso. Già questo sarebbe abbastanza. Ma la parte migliore arriva fuori dalla pista.
Red Bull pubblica il video per il rinnovo. Gli chiedono: “Ce la fai a scrivere?”. Lui: sì. “Allora firma questo.” Contratto. Meraviglioso.
Un rinnovo annunciato con la stessa delicatezza con cui un genitore ti fa firmare l’autorizzazione per la gita scolastica.
E considerando il podio di Baku, direi che la mano funziona perfettamente.
Aston Martin
Voto: profondo rosso
Qui c’è poco da dire. Profondo rosso. La stagione dell’Aston Martin continua a essere un gigantesco esercizio di sofferenza per noi, per Nando, per tutti (anche il figliol prodigo canadese pare ormai stufo del suo presente).
Prestazioni insufficienti. Poche soddisfazioni (o nessuna). Weekend nei quali sembra quasi impossibile trovare qualcosa di positivo da raccontare. Fortunatamente c’è Fernando.
Perché senza le dichiarazioni di Alonso, dell’Aston Martin probabilmente ci dimenticheremmo persino l’esistenza durante alcuni Gran Premi. La macchina non produce punti. Fernando almeno produce contenuti.
Alonso
Voto: 33
A questo punto merita una Pagellina separata. Perché Alonso ha raggiunto quella fase della carriera nella quale sembra perfettamente consapevole di tutto. Sa che la macchina non può permettergli di fare quello che vorrebbe. Sa che ormai ogni weekend rischia di trasformarsi in una processione.
E quindi? Si diverte. Ironizza. Punzecchia. Dice quello che pensa.
“La pole? Colpa mia, ho spinto soltanto fino a curva 15.”
Probabilmente tra qualche gara:
“Potevo vincere, ma ho dimenticato di accendere il motore.”
Fernando, continua così. Almeno qualcuno ci salva.
Sainz decimo sul filo
Voto: 6,0001
Carlos Sainz decimo. Sul filo. Ultimo punticino disponibile. Preso praticamente mentre stavano già chiudendo la cassa. “Scusate, è rimasto qualcosa?”. Un punto. “Va bene, prendo quello.”
Non sarà una gara da raccontare ai nipoti, ma in certe domeniche raccogliere anche l’ultimo punto disponibile è meglio che tornare a casa con niente.
Leclerc e il segreto di Pulcinella
Voto: 10 e licenziamento dell’addetta stampa
Poi arriva Charles Leclerc in conferenza stampa e, con la naturalezza di uno che sta dicendo che fuori piove, spiffera quale specifica di motore stesse utilizzando la Ferrari. Piccolo problema: la Ferrari non voleva far sapere se fosse il motore pre o post aggiornamenti, argomento sul quale si stava discutendo da tutto il weekend. L’addetta stampa accanto a lui lo fulmina immediatamente con uno sguardo che significa più o meno: “Charles, magari questa non dovevamo dirla”. Troppo tardi. Leclerc ha appena contribuito involontariamente a chiarire il meraviglioso mistero: il motore nuovo va più piano di quello vecchio. Anni di ricerca, simulazioni, banchi prova, milioni investiti e alla fine abbiamo inventato l’aggiornamento al contrario. Chapeau Ferrari.
Baku 2026
Voto: caos controllato
Alla fine vince George Russell. Verstappen ancora davanti. Hadjar completa un podio bellissimo al ritorno dall’infortunio. Antonelli recupera undici posizioni, passando dal sedicesimo posto della griglia al quinto sotto la bandiera a scacchi.
Qualche colpetto di scena. Albon contro il muro. Le Alpine che riescono nell’impresa di litigare direttamente tra loro. Le McLaren che finiscono fuori nella stessa curva come se fosse una challenge TikTok. Bottas che accende il finale. Sainz che si prende l’ultimo punto disponibile. E Aston Martin che continua a esistere soprattutto grazie alle interviste di Fernando Alonso.
Insomma: Baku. Magari non sempre bellissima. Magari non sempre spettacolare. Ma abbastanza folle da regalarci materiale per queste Pagelline.
E alla fine è tutto quello che chiediamo. Anzi, quasi tutto. Fernando, a te la chiusura: la pole era lì. Bastava spingere anche dopo curva 15.
© RIPRODUZIONE RISERVATA







