F1 – Pagelline Ignoranti GP USA 2026: Antonelli vince ma il Mondiale aspetta, Leclerc risorge e Russell cerca ancora il traguardo

F1 – Pagelline Ignoranti GP USA 2026: Antonelli vince ma il Mondiale aspetta, Leclerc risorge e Russell cerca ancora il traguardo

di 26 Ottobre 2026

Austin, Texas. Terra di cowboy, barbecue, cappelli improbabili e persone convinte che qualunque problema possa essere risolto con un motore sufficientemente rumoroso. Insomma, il posto perfetto per la Formula 1. O almeno per quella che ricordavamo prima che qualcuno decidesse di trasformare i sorpassi in esercizi di amministrazione dell’energia elettrica.

Ma questa volta c’è qualcosa di diverso. Andrea Kimi Antonelli arriva negli Stati Uniti con il suo primo match point mondiale. Un italiano che potrebbe diventare campione del mondo di Formula 1. Non una simulazione su F1 Manager, non un sogno dopo aver mangiato troppo pesante, ma una possibilità concreta.

E invece Austin ci regala una domenica nella quale Kimi vince, Leclerc torna a fare Leclerc, Verstappen rimane Verstappen e Russell, pur guidando la stessa Mercedes del vincitore, arriva quando in Italia stanno già apparecchiando per cena.

Il Mondiale non si chiude. Non ancora. Ma ci siamo davvero vicini.


Antonelli in pole e primo match point mondiale – Voto: 10, NON SVEGLIATEMI

KIMI ANTONELLI IN POLE POSITION AD AUSTIN. E fin qui, considerando la stagione che sta facendo, potremmo anche non sorprenderci più di tanto. Il piccolo dettaglio è che questa volta la pole arriva nel weekend del suo PRIMO MATCH POINT MONDIALE. Un italiano, vent’anni, al volante di una Mercedes, con la possibilità di diventare il più giovane campione del mondo della storia. E noi che fino a qualche anno fa festeggiavamo quando un italiano riusciva a passare la Q1. A questo punto non so più se guardare la gara, accendere un cero o spegnere direttamente il televisore per evitare di gufare. Kimi, fai quello che devi fare. Noi nel frattempo cerchiamo di respirare.

Alonso in Q2 – Voto: MIRACOLO ORDINARIO

FERNANDO ALONSO SI QUALIFICA IN Q2. E ormai siamo arrivati al punto in cui questa notizia merita una Pagellina. Perché con quell’Aston Martin, superare il primo taglio delle qualifiche equivale più o meno a scalare l’Everest con le infradito. Fernando continua a provarci, continua a tirare fuori qualcosa da una macchina che sembra progettata per mettere alla prova la sua salute mentale e soprattutto continua a darci motivi per seguirlo. Quarantacinque anni, due titoli mondiali e una pazienza che neanche un santo. Io al suo posto avrei già chiesto di montare il motore della Safety Car.

Hadjar terzo in qualifica – Voto: 9

ISACK HADJAR TERZO IN QUALIFICA. Dietro Antonelli e Verstappen, davanti a gente che di Mondiali e vittorie ne ha collezionati parecchi. Il ragazzo continua a dimostrare che quel sedile Red Bull non è arrivato per caso. Dopo il podio di Baku, eccolo di nuovo nelle posizioni che contano, con una qualifica di quelle che fanno venire voglia di alzarsi in piedi. E pensare che qualche settimana fa gli chiedevano se potesse andare più forte di Max e lui rispondeva tranquillamente: «No no, va bene così». Evidentemente aveva deciso che partire subito dietro fosse un compromesso accettabile.

Matteo Bobbi e la penalità di Russell – Voto: TEMPESTIVITÀ

«PER ME NON CI SONO GLI ESTREMI PER UNA PENALITÀ». Matteo Bobbi, analizzando l’episodio che coinvolge George Russell. Passano pochi istanti e arriva la comunicazione ufficiale: CINQUE SECONDI DI PENALITÀ A RUSSELL. Meraviglioso. Neanche il tempo di finire la frase che la direzione gara decide di smentirlo in mondovisione. A questo punto propongo di usare Matteo come sistema di previsione delle decisioni FIA: lui dice una cosa e noi puntiamo immediatamente sul contrario. Un po’ come quando Marc Gené dice che la Ferrari ha una strategia molto interessante. Ecco, preparatevi al peggio.

Leclerc sorpassa Max nello Snake – Voto: SERPENTE A SONAGLI

CHARLES LECLERC SUPERA MAX VERSTAPPEN NELLO SNAKE DI AUSTIN. E scusate se è poco. In uno dei tratti più belli del Circuit of the Americas, quella successione di curve che sembra disegnata da qualcuno che aveva appena visto Suzuka e voleva esagerare, Charles si inventa un sorpasso da applausi. La Ferrari che attacca la Red Bull, Leclerc che passa Verstappen e per qualche istante torniamo a vedere una Formula 1 nella quale il coraggio conta ancora qualcosa. Poi Max restituisce il favore, perché evidentemente non aveva gradito il sorpasso. Ma intanto Charles ci ha regalato uno di quei momenti che ti fanno ricordare perché continui a guardare questo sport.

Le mille bandiere gialle misteriose – Voto: CHI L’HA VISTO?

A un certo punto iniziano a comparire BANDIERE GIALLE OVUNQUE. Un settore. Poi un altro. Poi di nuovo il primo. Il problema? Non si capisce perché. Nessuna spiegazione chiara, nessuna immagine che aiuti davvero a capire cosa stia succedendo. A un certo punto ho pensato che qualcuno avesse lasciato aperto il programma delle bandiere gialle e ci fosse un gatto seduto sulla tastiera. Possibile che nel 2026, con telecamere ovunque e sensori capaci di misurare persino quanto suda un pilota, non si riesca a spiegare perché viene esposta una bandiera? Mistero. Probabilmente neanche la FIA lo sa. Ma nel dubbio, giallo.

Leclerc si risveglia nel finale – Voto: 9,5, LA FERRARI CHE NON TI ASPETTI

Per buona parte della gara Charles sembra destinato a raccogliere quello che riesce, senza poter davvero impensierire chi sta davanti. Poi, improvvisamente, LA FERRARI SI ACCENDE. Gomme fresche, ritmo impressionante e Leclerc che inizia a recuperare terreno come se qualcuno avesse finalmente trovato il pulsante nascosto sotto il volante. Supera Norris, raggiunge Verstappen e si prende il SECONDO POSTO. Una rimonta bellissima, costruita con sorpassi veri e una velocità che nelle ultime gare sembrava essersi persa da qualche parte tra Maranello e il reparto strategie. Per una volta possiamo dirlo: BRAVA FERRARI. E soprattutto bravo Charles, che ci ricorda quanto possa essere spettacolare quando ha una macchina che gli permette di attaccare.

Bottas sulla gru e la Virtual Safety Car – Voto: SICUREZZA… VIRTUALE

VALTTERI BOTTAS SI RITIRA. Arriva la Virtual Safety Car, intervengono i commissari e una gru inizia a recuperare la Cadillac. Tutto normale, finché non succede una cosa piuttosto curiosa: LA VIRTUAL SAFETY CAR TERMINA MENTRE LA MACCHINA DI BOTTAS È ANCORA SOLLEVATA DALLA GRU SOPRA IL CIRCUITO. Ora, io non sarò un esperto di sicurezza automobilistica, ma forse, e dico forse, sarebbe stato il caso di aspettare che una monoposto da centinaia di chili fosse completamente fuori dalla zona di pericolo prima di far ripartire tutti a velocità di gara. Soprattutto dopo anni di discussioni sulla sicurezza, le procedure e i rischi per piloti e commissari. Ma evidentemente la parola virtual si applica anche al concetto di prudenza. Tutto molto tecnologico, tutto molto moderno. Speriamo almeno che il gruista avesse finito il caffè.

Russell a cinquanta secondi da Antonelli – Voto: STESSA MACCHINA, ALTRO SPORT

GEORGE RUSSELL OTTAVO, A 54 SECONDI DA KIMI ANTONELLI. Cinquantaquattro. Con la stessa Mercedes. Ora, per carità, c’è stata la penalità, ci sono state le strategie, il traffico, le gomme e tutto quello che volete. Ma vedere due piloti con la stessa macchina separati da quasi un minuto fa comunque una certa impressione. Uno vince dominando, l’altro arriva quando probabilmente stanno già smontando il podio. E pensare che all’inizio della stagione Russell sembrava il punto di riferimento della Mercedes, mentre Kimi era ancora quello che doveva dimostrare di poter stare lì. A questo punto George potrebbe chiedere ad Antonelli di prestargli gli appunti. Oppure direttamente la macchina. Anche se, a quanto pare, è già la stessa.

Antonelli vince, ma il Mondiale aspetta – Voto: 10 E LODE, QUASI CAMPIONE

KIMI ANTONELLI VINCE IL GRAN PREMIO DEGLI STATI UNITI 2026. Nona vittoria stagionale. Pole position trasformata in successo. Una gara gestita con la freddezza di un veterano, senza errori, senza sbavature e con un ritmo che nessuno riesce davvero a sostenere. Il problema, se così possiamo chiamarlo, è che IL MONDIALE NON È ANCORA MATEMATICAMENTE SUO. Russell chiude ottavo, ma Hamilton arriva quarto e tiene aperta una piccolissima possibilità matematica. Bastava davvero pochissimo. Un’altra posizione persa da Lewis, un risultato leggermente diverso, e avremmo potuto festeggiare già ad Austin.

E invece no. Tocca aspettare il Messico. Ma siamo lì. Kimi ha 123 punti di vantaggio su Russell e 124 su Hamilton, e ormai gli basta davvero poco per completare un’impresa che fino a pochi anni fa sembrava fantascienza. Un italiano campione del mondo di Formula 1. Il più giovane della storia. E soprattutto un ragazzo che non sta vincendo per caso, ma dominando un campionato contro alcuni dei migliori piloti del pianeta. Io continuo a non voler gufare. Però, Kimi, CI SIAMO QUASI. E scusate se mi emoziono.

Il podio di Austin – Voto: 10

ANTONELLI, LECLERC, VERSTAPPEN. Un italiano, un ferrarista e uno dei piloti più forti di sempre. Difficile chiedere un podio più bello, soprattutto per chi, come noi, continua a seguire la Formula 1 anche quando ci regala regolamenti incomprensibili, sorpassi elettrici e strategie che sembrano suggerite da ammiocuggino.

Kimi vince, Charles rimonta fino al secondo posto e Max completa il podio. Tre piloti che, per motivi diversi, hanno regalato qualcosa di importante a questa domenica texana. E soprattutto una fotografia che racconta benissimo il momento della Formula 1: il presente di Verstappen, il talento di Leclerc e un futuro che ormai ha un nome italiano.


Austin 2026 – Voto: 10 A KIMI, 9 A CHARLES, 0 ALLA MIA TRANQUILLITÀ

E così finisce il Gran Premio degli Stati Uniti. Antonelli vince e sfiora il titolo mondiale, Leclerc regala alla Ferrari un secondo posto costruito con una rimonta bellissima, Verstappen sale ancora sul podio e Russell conclude a oltre cinquanta secondi dal compagno di squadra.

Abbiamo visto Hadjar terzo in qualifica, Alonso che riesce ancora a portare l’Aston Martin in Q2, Matteo Bobbi smentito in tempo reale dalla direzione gara, bandiere gialle misteriose e una Virtual Safety Car che sembra terminare con Bottas ancora appeso a una gru. Insomma, la Formula 1 del 2026 continua a trovare nuovi modi per farci discutere.

Ma soprattutto abbiamo visto un ragazzo italiano di vent’anni vincere ancora, dominare ancora e avvicinarsi come mai nessuno prima di lui a un titolo mondiale che manca all’Italia dal 1953 di Alberto Ascari.

Settantatré anni. SETTANTATRÉ. Non so voi, ma io faccio ancora fatica a crederci. E adesso arriva il Messico. Il prossimo appuntamento con una storia che aspettiamo da una vita. Kimi, non ti chiedo niente. Non voglio metterti pressione. Non voglio gufare. Però, se proprio dovessi…

PORTACI QUESTO MONDIALE A CASA.

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About the Author: Alessandro Tassinari

Alessandro nasce a Forlì il 21 settembre del 1998. Ha partecipato a diversi Concorsi Letterari ottenendo più di cento premi e riconoscimenti (tra primi posti e menzioni di merito); suoi componimenti sono presenti in diverse antologie e siti d’impronta culturale. Nel 2015 un suo testo viene premiato con una borsa di studio dal Comune di Forlì, in occasione dell’anniversario della Liberazione. Nello stesso anno partecipa a una mostra forlivese dedicata alla creatività adolescenziale. Partecipa come comparsa alla docu-fiction “Morgagni oggi; sua maestà anatomica” (di Cristiano Barbarossa). Realizza le illustrazioni per il fantasy “L’ombra di Lyamnay” (Annarita Faggioni), per poi firmare le introduzioni alla raccolta poetica “Respiro di vita” (Melissa Storchi) e a “Dieci Dodici” (Umberto Pasqui). Nel 2016 riceve il premio “Naim Araidi” per la poesia giovane. L’anno seguente partecipa come giurato al concorso “Aspettando il Natale”. Vince una borsa di studio per merito presso l'Università di Bologna e un’altra istituita dal Comune di Cervia in memoria di Gino Pilandri, storico sindaco della città romagnola. Presso l’Università di Bologna consegue in tutto tre lauree: in Lettere, Italianistica e Geografia. Dal 2024 partecipa alla rassegna “Radici e Futuro” organizzata dalla Biblioteca Maria Goia di Cervia. Nel 2025 vince nuovamente la borsa di studio “Gino Pilandri” e pubblica il suo primo libro, il fumetto “Super Babbo – A Tom Tacchino Story”. Nel 2026 avvia ufficialmente la saga a fumetti di Tom Tacchino ed esce in libreria con la raccolta di poesie "Il rumore del sale - Nel punto in cui l'onda si ferma" (edito da RP Libri).

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