Mercurio, Venere e Terra: un viaggio nello spazio… con i piedi per terra!

Mercurio, Venere e Terra: un viaggio nello spazio… con i piedi per terra!

di 19 Ottobre 2026

Due ore tra pianeti, misteri, collisioni cosmiche e meraviglie dell’Universo. A Forlì, il Gruppo Astrofili Forlivesi inaugura il nuovo ciclo di conferenze “Alla scoperta del Sistema Solare”. E la prima serata è già un bellissimo viaggio.

Ci sono argomenti che, almeno all’apparenza, sembrano facili, quasi scontati. Mercurio, Venere e Terra: tre pianeti che abbiamo studiato sui libri di scuola, nomi familiari che conosciamo fin da bambini. Che cosa ci sarà mai ancora da scoprire?

Beh, parecchio. Anzi, moltissimo!

Venerdì 16 ottobre 2026, alla Sala Campostrino di Forlì, è iniziato il nuovo ciclo composto da quattro conferenze autunnali organizzato dal Gruppo Astrofili Forlivesi APS “J. Hevelius”, con il patrocinio del Comune di Forlì.

Il primo appuntamento, dedicato ai pianeti interni del Sistema Solare, ha visto protagonista Giovanni Succi, capace di accompagnarci per quasi due ore in un viaggio affascinante tra astronomia, geologia, esplorazione spaziale e grandi interrogativi scientifici.

Due ore intense, ricche di immagini, informazioni e curiosità, durante le quali abbiamo viaggiato idealmente per milioni di chilometri, rimanendo però comodamente seduti in sala.

Insomma, siamo andati nello spazio… ma sempre con i piedi per Terra!


Tre pianeti, tre mondi completamente diversi

La cosa sorprendente è proprio questa: Mercurio, Venere e Terra appartengono alla stessa famiglia dei pianeti rocciosi, eppure raccontano tre storie profondamente differenti.

Mercurio, il più vicino al Sole, è un piccolo mondo segnato da crateri, temperature estreme e da una storia geologica che gli scienziati continuano a tentare di ricostruire ancora oggi. Il suo anno dura appena 88 giorni terrestri. E, nonostante la vicinanza alla nostra stella, non è nemmeno il pianeta più caldo del Sistema Solare.

Questo primato spetta infatti a Venere, che a prima vista potrebbe quasi sembrare una sorella della Terra, per dimensioni e struttura. Ma sotto la sua spessa atmosfera si nasconde un ambiente decisamente poco ospitale: temperature intorno ai 460 gradi, pressioni elevatissime e un effetto serra capace di trasformare la superficie in un autentico inferno.

Le esplorazioni spaziali hanno contribuito a svelare gradualmente questo mondo nascosto. Dalle prime sonde Mariner alle missioni sovietiche Venera, fino alle osservazioni radar della sonda Magellan, ogni missione ha aggiunto un tassello alla conoscenza di un pianeta che continua a incuriosire gli astronomi.

E poi c’è la Terra. La nostra casa. Quella che pensiamo di conoscere meglio e che, invece, nasconde ancora domande inaspettate.


La Terra, la Luna e un passato decisamente movimentato

Uno degli aspetti più affascinanti dell’astronomia è scoprire quanto sia stata movimentata la storia del nostro pianeta.

Oggi vediamo oceani, continenti, montagne e paesaggi familiari. Ma miliardi di anni fa la Terra era un mondo sicuramente diverso, caratterizzato probabilmente da temperature elevatissime, intensa attività vulcanica e probabili, frequenti, impatti con altri corpi celesti. E proprio uno di questi giganteschi impatti potrebbe aver dato origine alla Luna.

È la celebre ipotesi del Big Splash, o grande impatto: secondo il modello oggi maggiormente accreditato, un corpo celeste di grandi dimensioni avrebbe colpito la giovane Terra, proiettando nello spazio materiale dal quale si sarebbe successivamente formato il nostro satellite.

Un’ipotesi spettacolare, che sembra uscita da un film di fantascienza, ma che trova importanti indizi scientifici nell’analisi delle rocce lunari riportate sulla Terra dalle missioni Apollo. La loro composizione, le somiglianze con le rocce terrestri e la scarsità di alcuni elementi volatili hanno contribuito a rivoluzionare le conoscenze sull’origine della Luna. Pensare che una parte così importante del nostro cielo possa essere nata da un evento tanto violento è qualcosa che lascia davvero senza parole.

E non è tutto. Anche il campo magnetico terrestre, spesso dimenticato quando pensiamo al nostro pianeta, racconta una storia straordinaria. La sua interazione con il vento solare è all’origine di fenomeni meravigliosi come le aurore polari, quelle incredibili “tende” luminose che colorano il cielo e che ci ricordano quanto il Sole e la Terra siano continuamente collegati.


Dalle collisioni cosmiche agli incontri gentili

Tra le curiosità che emergono dalle immagini della serata c’è anche la storia di Arrokoth, un piccolo corpo celeste situato oltre Nettuno, nella fascia di Kuiper.

Nel 2019 la sonda New Horizons della NASA lo ha osservato da vicino, rivelando una forma davvero particolare, simile a quella di un pupazzo di neve formato da due parti unite.

Secondo gli studi, queste due componenti si sarebbero avvicinate lentamente fino a fondersi in un unico oggetto. È affascinante pensare che, mentre alcuni mondi possono essere stati modellati da collisioni violentissime, altri piccoli corpi celesti conservino la testimonianza di incontri molto più delicati.

Anche questo è il bello dell’astronomia: ogni nuova scoperta può cambiare il nostro modo di immaginare il passato del Sistema Solare.


Giovanni Succi, la passione di raccontare la scienza

Un grande applauso va naturalmente a Giovanni Succi, protagonista di questa prima serata.

Una bella capacità di divulgazione, quella di affrontare argomenti anche complessi rendendoli interessanti e accessibili, senza perdere di vista la sostanza scientifica. E dietro questa passione c’è anche una storia interessante.

Giovanni Succi, laureato in ingegneria energetica e nucleare all’Università di Bologna, ha svolto attività di ricerca al CERN di Ginevra e intrapreso un percorso di dottorato in collaborazione con l’Università di Southampton. Il suo legame con il Gruppo Astrofili Forlivesi risale a molti anni fa: nel 2010, appena sedicenne, affrontava già una platea di oltre cento persone parlando di Galileo Galilei.

Un percorso di passione e studio che continua ancora oggi. E devo dire che ascoltare qualcuno capace di trasmettere entusiasmo per la conoscenza rende tutto ancora più piacevole. Perché non serve essere astronomi o esperti di fisica per lasciarsi incuriosire dalle meraviglie del cielo. Basta avere voglia di scoprire.


Il Gruppo Astrofili Forlivesi: oltre quarant’anni con gli occhi rivolti al cielo

Dietro questa iniziativa c’è una realtà che merita di essere conosciuta e valorizzata. Il Gruppo Astrofili Forlivesi “J. Hevelius” nasce nel 1983 grazie all’iniziativa di Umberto Boaga, appassionato di astronomia che desiderava riunire gli astrofili presenti sul territorio forlivese.

Dai primi incontri presso il Cineclub di Forlì alle osservazioni astronomiche, dalle iniziative dedicate alle scuole alle conferenze pubbliche, il gruppo ha costruito negli anni una bella tradizione di divulgazione scientifica.

Oggi l’associazione continua a promuovere la conoscenza dell’astronomia attraverso incontri, attività osservative e iniziative aperte alla cittadinanza. Pubblica inoltre il proprio notiziario, Pegasus, dedicato alle attività del gruppo e alle curiosità astronomiche.

Un impegno portato avanti da oltre quarant’anni, che dimostra come la passione per il cielo possa trasformarsi in un prezioso patrimonio culturale per tutta la comunità.

Per conoscere meglio l’associazione, la sua storia e le iniziative, potete visitare il sito ufficiale: www.gruppoastrofiliforlivesi.it.


I prossimi appuntamenti: il viaggio continua!

La bella notizia è che il nostro viaggio nel Sistema Solare non finisce qui.

Il ciclo autunnale proseguirà con altri tre incontri, sempre alle ore 20:45, presso la Sala Campostrino, in Piazzetta Campostrino 4 a Forlì, con ingresso libero.

Venerdì 23 ottobre 2026

Marte e la fascia interna degli asteroidi — relatore Giovanni Succi.

Venerdì 30 ottobre 2026

I giganti gassosi: Giove e Saturno — relatore Giancarlo Cortini.

Venerdì 6 novembre 2026

Urano, Nettuno e i corpi minori esterni — relatore Giancarlo Cortini.

Tre nuove occasioni per continuare a esplorare il nostro vicinato cosmico, passando dai pianeti rocciosi ai giganti gassosi, fino agli angoli più lontani del Sistema Solare.


Con gli occhi al cielo e i piedi per terra

Sono uscito da questa prima conferenza (come sempre in questi anni) con una sensazione piacevole: quella di aver imparato tante cose, ma soprattutto di avere ancora moltissimo da scoprire. Perché quando si parla di “Universo”, ogni risposta sembra portare con sé nuove domande.

Mercurio, Venere e Terra forse non avranno il fascino esotico dei pianeti più lontani, ma custodiscono storie incredibili, misteri ancora aperti e indizi preziosi sulle nostre origini. Ed è proprio questo che rende serate come quella organizzata dal Gruppo Astrofili Forlivesi così interessanti: la possibilità di avvicinarsi alla scienza con curiosità, senza necessariamente essere degli esperti.

Un grazie quindi agli organizzatori e a Giovanni Succi per queste due ore di viaggio tra i pianeti. Appuntamento al prossimo venerdì, pronti per una nuova esplorazione. Perché, in fondo, per viaggiare nello spazio non serve sempre un’astronave.

A volte bastano una sala, un bravo divulgatore e tanta voglia di guardare… oltre.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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About the Author: Alessandro Tassinari

Alessandro nasce a Forlì il 21 settembre del 1998. Ha partecipato a diversi Concorsi Letterari ottenendo più di cento premi e riconoscimenti (tra primi posti e menzioni di merito); suoi componimenti sono presenti in diverse antologie e siti d’impronta culturale. Nel 2015 un suo testo viene premiato con una borsa di studio dal Comune di Forlì, in occasione dell’anniversario della Liberazione. Nello stesso anno partecipa a una mostra forlivese dedicata alla creatività adolescenziale. Partecipa come comparsa alla docu-fiction “Morgagni oggi; sua maestà anatomica” (di Cristiano Barbarossa). Realizza le illustrazioni per il fantasy “L’ombra di Lyamnay” (Annarita Faggioni), per poi firmare le introduzioni alla raccolta poetica “Respiro di vita” (Melissa Storchi) e a “Dieci Dodici” (Umberto Pasqui). Nel 2016 riceve il premio “Naim Araidi” per la poesia giovane. L’anno seguente partecipa come giurato al concorso “Aspettando il Natale”. Vince una borsa di studio per merito presso l'Università di Bologna e un’altra istituita dal Comune di Cervia in memoria di Gino Pilandri, storico sindaco della città romagnola. Presso l’Università di Bologna consegue in tutto tre lauree: in Lettere, Italianistica e Geografia. Dal 2024 partecipa alla rassegna “Radici e Futuro” organizzata dalla Biblioteca Maria Goia di Cervia. Nel 2025 vince nuovamente la borsa di studio “Gino Pilandri” e pubblica il suo primo libro, il fumetto “Super Babbo – A Tom Tacchino Story”. Nel 2026 avvia ufficialmente la saga a fumetti di Tom Tacchino ed esce in libreria con la raccolta di poesie "Il rumore del sale - Nel punto in cui l'onda si ferma" (edito da RP Libri).

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