F1 – Pagelline Ignoranti GP Spagna 2026: Kimi inaugura il Madring, Alonso demolisce questa Formula 1
F1 – Pagelline Ignoranti GP Spagna 2026: Kimi inaugura il Madring, Alonso demolisce questa Formula 1
Prima volta della Formula 1 a Madrid. Bello il circuito? Boh. Onestamente credo sia quasi impossibile valutarlo davvero con queste macchine e questo regolamento osceno.
Puoi costruire la Monumental, inclinarla, allungarla, metterci le luci, le tribune e probabilmente anche un T-Rex in mezzo: se poi i piloti devono alzare il piede per conservare energia da utilizzare tre curve dopo, capire quanto sia bello veramente un circuito diventa piuttosto complicato.
Però una cosa va riconosciuta agli spagnoli: il Madring è stato costruito in tempi record. In Italia? Probabilmente eravamo ancora alla riunione per decidere chi dovesse occuparsi dei famosi marciapiedi. Ma soprattutto questa prima Madrid ci ha regalato una scoperta.
Cavolo, una volta che sei via e decidi di ascoltare una gara in diretta alla radio, scopri improvvisamente che esistono perle persino migliori di quelle di Sky. Ed è qui che comincia il nostro viaggio. Letteralmente.
Fernando Alonso contro questa Formula 1
Voto: 10
Fernando ormai non critica più la Formula 1. Fernando sta scrivendo il manifesto della rivoluzione. Il concetto espresso durante il weekend è stato piuttosto semplice: questa Formula 1 non può continuare così e non si può aspettare il 2031 per tornare ad avere uno sport nel quale il talento del pilota possa fare davvero la differenza. Poi prende come esempio proprio la grande attrazione del Madring. La Monumental. La curva da copertina. Quella che doveva diventare il simbolo del circuito.
Secondo Alonso potrebbe farla in pieno persino il suo addetto stampa, perché in quel punto i piloti non utilizzano energia per conservarla per il resto del giro. Praticamente hanno costruito una curva gigantesca per premiare chi consuma meno batteria. Fernando vorrebbe invece una Formula 1 nella quale venga premiato il coraggio. Sapete che c’è? Difficile dargli torto.
Il Madring
Voto: rimandato
Prima gara sul nuovo circuito di Madrid. Giudizio? Boh. Perché questo è esattamente il problema. La pista magari è bellissima. Magari è orrenda. Magari con altre monoposto potrebbe regalarci gare clamorose. Ma con queste F1 diventa difficilissimo capirlo. Persino la Monumental, il tratto più spettacolare del circuito, finisce inghiottita dalla gestione dell’energia. Quindi sospendiamo il giudizio. Ripassate quando avremo macchine che possono correre.
Costruire il Madring
Voto: Spagna 10 – Italia marciapiede
Circuito costruito praticamente da zero in tempi impressionanti. In circa un anno hanno tirato su 5,4 chilometri e 22 curve. Da noi dopo dodici mesi probabilmente: “Abbiamo finalmente approvato il progetto preliminare della rotonda d’accesso.” Poi ricorso. Controricorso. Commissione. Marciapiede. Anno 2047.
Lance Stroll e le 40 posizioni
Voto: Montmeló
QUARANTA POSIZIONI DI PENALITÀ. Lance Stroll, signori. In una griglia da ventidue macchine. Applicando letteralmente il regolamento, Lance sarebbe dovuto partire più o meno dal Montmeló. “Cinque minuti al via.” Stroll: “Sì sì, sto arrivando, sono all’altezza di Saragozza.” Scherzi a parte, la stagione dell’Aston Martin numero 18 continua a essere surreale: tra ritiri e gare concluse da doppiato, completare un GP normalmente sembra ormai un’impresa. E infatti anche a Madrid? Ritirato. Fernando invece, naturalmente, resta lì. Ci torneremo.
“Il furetto bolognese”
Voto: 10
Rai Radio 1 su Antonelli: “Il furetto bolognese.” Kimi Antonelli. Leader del Mondiale. Vincitore a Monza. Futuro della Formula 1 italiana. IL FURETTO BOLOGNESE. A questo punto pretendo il merchandising ufficiale. Casco, maglietta, pelouche.
“Un fulmine sulla pista o un meteorite”
Voto: Michael Bay
Sempre Radio Rai. “Un fulmine sulla pista o un meteorite.” Non ricordo nemmeno più esattamente cosa stesse succedendo. Ma a un certo punto non stavamo più ascoltando il GP di Madrid. Stavamo ascoltando Armageddon. Bruce Willis ai box.
“O se si è trattato semplicemente di un bacetto”
Voto: Bacio da The Rock
Possibile contatto. Analisi tecnica? Telemetria? Replay? No. “O se si è trattato semplicemente di un bacetto.” Formula 1 2026. Due monoposto si sfiorano a centinaia di chilometri orari. Radio Rai: smack!
Lecce è praticamente Madrid
Voto: geografia creativa
Bisogna passare la linea a Lecce. Problema: trovare un collegamento tra Lecce e la Spagna. E allora parte la caccia. Giallo e rosso. Spagna. Lecce. Poi addirittura: “Completo bianco con bordini e numeri rossi.” Qualsiasi cosa pur di dimostrare che Lecce fosse praticamente una provincia di Madrid. Peccato che, tra l’altro, il collegamento con Lecce non funzionasse mai. Dopo aver trovato quindici collegamenti culturali tra Salento e penisola iberica, mancava quello telefonico. Meraviglioso.
Da Monteiro a Indianapolis
Voto: collegamento quantistico
A un certo punto compare Monteiro nel calcio. E naturalmente il cervello dell’appassionato di Formula 1 non può che andare a Tiago Monteiro. Indianapolis 2005. La famigerata gara con sei macchine. Podio Jordan. Ed eccoci improvvisamente passati dal calcio a uno dei Gran Premi più assurdi della storia della Formula 1. Il tutto mentre siamo in macchina verso Sassuolo per una delle partite più assurde di sempre. Questo viaggio comincia ad assumere contorni lisergici.
Antonelli rischia di diventare “il companato”
Voto: Treccani
“Date per fette di pane, Antonelli rischia di diventare il companato.”
Io non so esattamente cosa aggiungere. Ci sono frasi che vanno analizzate. Altre spiegate. Altre ancora semplicemente conservate per le generazioni future. Questa appartiene alla terza categoria.
La strategia
Voto: NON DITELO
Radio Rai: “Non per darci una pacca sulla spalla da soli…” Dopo aver azzeccato la strategia Ferrari. Fermi tutti. Prima regola del ferrarista: se stai pensando come il muretto Ferrari, NON vantartene. Statisticamente non è quasi mai una buona notizia. È come dire: “Ho preso la stessa decisione finanziaria di quello che ha appena perso la casa al casinò.” Aspettiamo almeno la bandiera a scacchi.
“La ragione non l’abbiamo ancora persa”
Voto: ancora
“La ragione non l’abbiamo ancora persa.” Quel “ancora” sottinteso è meraviglioso. Siamo a metà Gran Premio. C’è tempo.
“Che ringhia, il quale a sua volta viene ringhiato”
Voto: Bau
“Che ringhia, il quale a sua volta viene ringhiato.” Signori, oggi niente DRS. Abbiamo il GRS. Growl Reduction System. Il pilota davanti ringhia. Quello dietro viene ringhiato. Sorpasso completato.
Alonso contro Sainz
Voto: VIVO
Duello tra i due spagnoli. Sainz porta Alonso quasi contro il muro. Fernando dopo la gara riassume tutto con la solita delicatezza: preferisce essere vivo a fine gara piuttosto che avere un incidente a 340 km/h. Direi concetto abbastanza comprensibile. Carlos, la prossima volta magari lasciamogli quei venti centimetri. Non tanti. Giusto quelli necessari alla sopravvivenza.
Alonso che abbraccia José nel paddock
Voto: ❤️ (LOVE)
E poi Fernando. Tra critiche alla Formula 1, Aston Martin che sembra volerlo fare impazzire e battaglie a 340 all’ora (aspetta, ma l’Aston raggiunge davvero quella velocità?), trova comunque il momento per abbracciare José Mourinho nel paddock. Una di quelle immagini che valgono più di tante dichiarazioni, due monumenti dello sport che si abbracciano. Nando resta Nando. Mou resta Mou.
Fernando resta in pista
Voto: 10
E questa, invece, dice tantissimo. Fernando è nelle retrovie. Non lotta per i punti, non lotta praticamente per nulla. La sua Aston Martin non gli permette di fare quello che vorrebbe, anzi, non gli permette proprio di fare nulla. Potrebbe tranquillamente pensare che non ne valga più la pena. E invece resta in pista fino alla fine.
Perché è Madrid. Perché ci sono i suoi tifosi. Perché probabilmente sa che migliaia di persone sono lì anche soltanto per vedere passare la macchina numero 14. Nel frattempo Stroll? Già fuori beatamente. Due Aston Martin. Due filosofie di vita.
Colapinto settimo
Voto: 9
FRANCO COLAPINTO SETTIMO. Miglior risultato della sua carriera in Formula 1. Con l’Alpine. In mezzo a una stagione nella quale spesso raccogliere punti sembrava più complicato che spiegare il regolamento energetico a un bambino di quattro anni. Finalmente una domenica da ricordare.
Lindblad e Hülkenberg a punti
Voto: bravi
Arvid Lindblad nono. Nico Hülkenberg decimo. Zona punti completata da due nomi che continuano a raccogliere tutto quello che passa. Nico ormai quando vede un punto incustodito: “Scusate, è di qualcuno?” No? Preso.
Verstappen secondo
Voto: sempre lì
Può cambiare il regolamento, può cambiare il motore, può cambiare il circuito, può cambiare Madrid. Max Verstappen è comunque lì. Secondo. A quattro secondi da Antonelli. E mentre tutti discutono della pista, dell’energia e delle strategie, lui continua semplicemente a presentarsi sul podio.
Kimi Antonelli
Voto: 10
Primo Gran Premio della storia al Madring. Primo vincitore? ANDREA KIMI ANTONELLI. Dopo Monza, ancora lui. Questa volta non deve partire ventiduesimo e attraversare l’intera griglia: parte secondo, sfrutta perfettamente le circostanze della gara e quando arriva il momento decisivo si prende la leadership. E diventa il primo vincitore della storia del nuovo circuito di Madrid.
A vent’anni. Quando tra qualche decennio qualcuno aprirà Wikipedia e cercherà: “Chi ha vinto il primo GP di Formula 1 al Madring?” La risposta sarà sempre quella. Kimi Antonelli. Il furetto bolognese.
Manuel Codignoni
Voto: 10 e grazie
E arriviamo inevitabilmente al vero protagonista delle nostre Pagelline. Manuel Codignoni. Naturalmente si scherza. Anzi, dobbiamo ringraziarlo.
Perché questa volta non abbiamo potuto seguire la gara nel solito modo e la sua radiocronaca ci ha accompagnato durante tutto il lungo viaggio verso la meravigliosa Sassuolo-Juventus 3-2.
E quindi questa gara resterà inevitabilmente legata anche a quella macchina, a quella strada e a quelle perle che continuavano ad arrivare dalla radio.
Dal furetto bolognese al meteorite. Dal bacetto al companato. Dal collegamento Lecce-Spagna al pilota che ringhia mentre viene ringhiato. Probabilmente senza quella radiocronaca questo primo GP di Madrid lo avremmo dimenticato molto prima. Invece lo ricorderemo sempre con affetto.
Quindi grazie Manuel. Noi ridiamo, ma la ragione non l’abbiamo ancora persa. Forse.
Madrid 2026: Kimi vince, Alonso ha già detto tutto
Alla fine il primo Gran Premio di Madrid entra negli archivi con Antonelli davanti a Verstappen e Norris, Leclerc quarto, Russell quinto, Lawson sesto e uno splendido Colapinto settimo.
Ma sul circuito il giudizio resta sospeso. Perché torno esattamente al punto dal quale siamo partiti. Com’è il Madring? Boh.
Forse lo scopriremo quando avremo una Formula 1 nella quale una curva come la Monumental verrà affrontata pensando a quanto forte puoi passarci dentro e non a quanta energia devi conservare per il rettilineo successivo.
Alonso ha detto che in Formula 1 dovrebbe essere premiato il coraggio. Ha ragione. Perché puoi costruire circuiti nuovi, puoi costruirli in dodici mesi, puoi inventarti curve spettacolari, puoi riempire le tribune. Ma se poi un pilota guarda la curva simbolo del circuito e dice che potrebbe farla in pieno anche il suo addetto stampa, forse il problema non è Madrid.
E intanto Kimi? Monza e Madrid. Due vittorie consecutive. Primo italiano a vincere a Monza dopo sessant’anni e primo uomo della storia a vincere al Madring. O, come abbiamo imparato durante questo viaggio: il furetto bolognese rischia seriamente di diventare il companato. Qualunque cosa significhi.
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