Ranieri, fra campo e cuore: “Dopo 35 anni voglio vedere cosa c’è oltre il calcio”

Ranieri, fra campo e cuore: “Dopo 35 anni voglio vedere cosa c’è oltre il calcio”

di 7 Aprile 2025

Un vero Signore, in campo e fuori

“A una certa età si deve vivere. Sono più di 35 anni che sto girando il mondo e non lo conosco”.

Così Claudio Ranieri ha parlato ai microfoni di DAZN, dopo il pareggio intenso contro la nuova Juventus targata Tudor. Una sfida tirata, giocata con grinta, che ancora una volta ha messo in mostra il carattere e l’equilibrio di una squadra ritrovata.

Ma oggi, più che il risultato, a emozionare sono state le parole dell’uomo Claudio, prima ancora che del tecnico.

“Dopo 35 anni di calcio, uno vuole anche fermarsi. Prima di morire voglio vedere cosa c’è oltre il calcio”, ha aggiunto.

Un momento sincero, toccante, che ha il sapore di un vero e proprio saluto, anche se resta ancora avvolto nel mistero il futuro del tecnico giallorosso (presente e futuro, a dirla tutta).


“Lasciatelo andare”: un arrivederci, non un addio

Ma lasciate stare il povero Ranieri. Lasciate andare Claudio dove vuole lui, che ogni volta torna a casa, perché sotto sotto è vero che si torna sempre dove si è stati bene. E Claudio fa stare bene noi tifosi: sicuri, fiduciosi, coccolati dalle sue parole e dalla sua saggezza.

Col suo carisma ha convinto una squadra che stava più in Serie B che in Serie A a lottare per la zona Champions. Follia pura, anche solo a pensarla prima del suo arrivo.

E ora chissà come si deve sentire, mentre, passati i 70, si accorge che lo vogliono a tutti i costi. Una via di mezzo tra il lusingato e lo spaventato. O almeno… io lo sarei.


Il cuore che resta, anche se si allontana

Lo so che gli addii sono duri, Mister. E forse, forse anche tu piangi nel tuo cuore, come ti abbiamo visto piangere per noi e per il Cagliari.

Ma per la Roma, la tua onestà d’addio è proprio il cuore da cui ripartire per il futuro. Assieme ma lontano, lontano ma vicini.

BIG BEN HA DETTO STOP, ma il tuo tempo qui da noi, Mister, non sarà mai davvero finito.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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About the Author: Alessandro Tassinari

Alessandro nasce a Forlì il 21 settembre del 1998. Ha partecipato a diversi Concorsi Letterari ottenendo più di cento premi e riconoscimenti (tra primi posti e menzioni di merito); suoi componimenti sono presenti in diverse antologie e siti d’impronta culturale. Nel 2015 un suo testo viene premiato con una borsa di studio dal Comune di Forlì, in occasione dell’anniversario della Liberazione. Nello stesso anno partecipa a una mostra forlivese dedicata alla creatività adolescenziale. Partecipa come comparsa alla docu-fiction “Morgagni oggi; sua maestà anatomica” (di Cristiano Barbarossa). Realizza le illustrazioni per il fantasy “L’ombra di Lyamnay” (Annarita Faggioni), per poi firmare le introduzioni alla raccolta poetica “Respiro di vita” (Melissa Storchi) e a “Dieci Dodici” (Umberto Pasqui). Nel 2016 riceve il premio “Naim Araidi” per la poesia giovane. L’anno seguente partecipa come giurato al concorso “Aspettando il Natale”. Vince una borsa di studio per merito presso l'Università di Bologna e un’altra istituita dal Comune di Cervia in memoria di Gino Pilandri, storico sindaco della città romagnola. Presso l’Università di Bologna consegue in tutto tre lauree: in Lettere, Italianistica e Geografia. Dal 2024 partecipa alla rassegna “Radici e Futuro” organizzata dalla Biblioteca Maria Goia di Cervia. Nel 2025 vince nuovamente la borsa di studio “Gino Pilandri” e pubblica il suo primo libro, il fumetto “Super Babbo – A Tom Tacchino Story”. Nel 2026 avvia ufficialmente la saga a fumetti di Tom Tacchino ed esce in libreria con la raccolta di poesie "Il rumore del sale - Nel punto in cui l'onda si ferma" (edito da RP Libri).

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