Mani invisibili, errori visibili: i rigori che spaccano il calcio (e penalizzano la Roma)

Mani invisibili, errori visibili: i rigori che spaccano il calcio (e penalizzano la Roma)

di 29 Luglio 2025

📌 Introduzione

Il caos arbitrale sui falli di mano sta sfociando in una vera e propria confusione regolamentare. C’è chi viene fischiato nonostante il tocco fosse involontario, anzi di spalle al pallone. E chi, invece, subisce mancate segnalazioni anche in casi lampanti. Ma perché le regole non sono mai chiare? Eppure il rigore… c’era. O forse no. Boh…


🧤 Il caso Smalling (Roma–Torino): rigore assurdo o assurdità arbitrale?

Uno dei casi che mi pare più assurdi riguarda, in realtà, un paio di stagioni fa. Chris Smalling subisce un rigore contestato contro il Torino: tocca la palla con la mano di spalle, girandosi di scatto, senza mai vederla, senza nessuno in agguato. Non c’è intenzione, non c’è volontarietà, ma il direttore di gara concede penalty. Una decisione che sembra contro ogni buon senso e che alimenta il malumore tra i tifosi. Un episodio emblematico di come certe interpretazioni più penalizzino la logica che salvino la regolarità. Poi certo, per carità, il pallone lo prende in pieno e il rigore ci sta, ma mi aspetto anche uniformità per tutti gli altri casi. Questo, secondo me, è il caso più lampante in assoluto. Non parlatemi di volontarietà però.


🟥 Finale Europa League – Roma vs Siviglia: Taylor e il VAR tra polemiche e scuse ufficiali

Nella finale arbitrata da Anthony Taylor, non è stato concesso un altro rigore solare: Mano del difensore spagnolo su cross di Matic, braccio attaccato al corpo secondo l’arbitro ma manifestamente staccato nelle immagini. Il VAR conferma, Taylor non cambia idea. Mou esplode, la Roma chiede rigori ed espulsioni e ottiene… nulla. Non venitemi a dire che quel braccio era involontario, giusto nell’esempio prima il finale è stato ben diverso…


🧾 Coerenza zero: opinioni a confronto

L’inconsistenza delle decisioni è evidente: quello che per un difensore in Serie A può essere considerato fallo “di confusione”,  per un altro diventa rigore netto. E così ne paghiamo il prezzo noi tifosi, con decisioni arbitrali che sembrano legate al nome del giocatore o alla squadra coinvolta. Lo stesso rigore negato alla Roma nella finale certifica una logica arbitrale che lascia più domande che risposte. Parola di Mou (rendiamo grazie a Mou).


⚖️ Chi difetta di cultura arbitrale? Le chiarificazioni servono

Il problema non è solo l’episodio Smalling, che rappresenta soltanto un esempio fra mille, è tutto il sistema: interpretazioni soggettive, criteri inconsistenti, e una VAR che per alcuni casi è il salvatore e per altri resta muto. Serve coerenza nei criteri, formazione continua agli arbitri e un applicazione uniforme del regolamento. Il calcio non può vivere così. E non parliamo soltanto della Roma, parliamo di tantissimi casi di squadre diverse, trattati in modo diverso a seconda dell’arbitro e delle circostanze del caso. Ma una regola unica e chiara, applicata ugualmente per tutti, non sarebbe molto meglio? Su un fuorigioco di mezza unghia si può discutere giorni, ma se almeno è fuorigioco… C’è poco da opinare.


🛑 Conclusione

In sostanza: la mano non vede, ma il rigore sì. Basta con i rigori assegnati per tocchi involontari mentre altre volte si sorvola su evidenze clamorose. La coerenza dovrebbe essere la base, ma in campo spesso resta la variabilità. E noi che paghiamo per guardare, restiamo sempre più increduli.

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About the Author: Alessandro Tassinari

Alessandro nasce a Forlì il 21 settembre del 1998. Ha partecipato a diversi Concorsi Letterari ottenendo più di cento premi e riconoscimenti (tra primi posti e menzioni di merito); suoi componimenti sono presenti in diverse antologie e siti d’impronta culturale. Nel 2015 un suo testo viene premiato con una borsa di studio dal Comune di Forlì, in occasione dell’anniversario della Liberazione. Nello stesso anno partecipa a una mostra forlivese dedicata alla creatività adolescenziale. Partecipa come comparsa alla docu-fiction “Morgagni oggi; sua maestà anatomica” (di Cristiano Barbarossa). Realizza le illustrazioni per il fantasy “L’ombra di Lyamnay” (Annarita Faggioni), per poi firmare le introduzioni alla raccolta poetica “Respiro di vita” (Melissa Storchi) e a “Dieci Dodici” (Umberto Pasqui). Nel 2016 riceve il premio “Naim Araidi” per la poesia giovane. L’anno seguente partecipa come giurato al concorso “Aspettando il Natale”. Vince una borsa di studio per merito presso l'Università di Bologna e un’altra istituita dal Comune di Cervia in memoria di Gino Pilandri, storico sindaco della città romagnola. Presso l’Università di Bologna consegue in tutto tre lauree: in Lettere, Italianistica e Geografia. Dal 2024 partecipa alla rassegna “Radici e Futuro” organizzata dalla Biblioteca Maria Goia di Cervia. Nel 2025 vince nuovamente la borsa di studio “Gino Pilandri” e pubblica il suo primo libro, il fumetto “Super Babbo – A Tom Tacchino Story”.

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