La Roma… al Mondiale per Club? Gli ex giallorossi pronti a brillare nel torneo FIFA
La Roma… al Mondiale per Club? Gli ex giallorossi pronti a brillare nel torneo FIFA
Tra rimpianti, meteore e riscatti: tutti i volti romanisti sparsi per il mondo
No, la Roma non parteciperà al prossimo Mondiale per Club, ma il suo spirito sì. Anzi, a guardare bene la lista dei convocati e delle squadre qualificate al torneo FIFA, sembra quasi che una parte di Trigoria sia volata in giro per il mondo, tra il lusso del PSG e la rivincita del Flamengo, passando per Real Madrid, Benfica, Inter, Porto e persino l’esotica Los Angeles FC.
E allora perché non divertirsi a immaginare una Roma alternativa, composta da ex giallorossi ora in giro per il globo, ma pronti a contendersi la coppa con le migliori del pianeta?
🔴 ROMA MONDIALE – FORMAZIONE TITOLARE (4-5-1)
Rui Patricio (Al Ain)
In Qatar forse per gli ultimi applausi, ma il portoghese è pronto a difendere i pali con la sua consueta calma glaciale. Più o meno.
Dahl (Benfica)
Un nome meno noto al grande pubblico, ma pronto a sorprendere. Cresciuto lontano dai riflettori, oggi parte da titolare nel club lusitano.
Marquinhos (PSG)
Uno dei rimpianti maggiori. Passato a Roma da giovanissimo, oggi è colonna portante del PSG e guida difensiva di esperienza mondiale.
Huijsen (Real Madrid)
Fresco di trasferimento ai Blancos, con un piccolo e curioso passato in giallorosso, pronto a mostrare il suo talento tra i giganti.
Rüdiger (Real Madrid)
Da difensore ruvido in Serie A a leader silenzioso al Bernabeu, Rüdiger ha fatto strada. E con lui… la Roma mondiale ha una vera roccia.
Zalewski (Inter)
Ancora giovanissimo, ma già protagonista di una Roma recente. All’Inter, in un ruolo più avanzato, sogna un Mondiale da protagonista.
Frattesi (Inter)
Romanista solido, anche se per poco tempo in prima squadra. Oggi è uno dei più brillanti centrocampisti italiani: forza, gol e inserimenti.
Mkhitaryan (Inter)
Il professore. Tecnica, visione, esperienza. Ha lasciato il segno a Roma e ora fa lo stesso all’Inter. Uomo ovunque, ancora determinante.
Gerson (Flamengo)
Sembrava perduto, ma in patria ha ritrovato se stesso. A Flamengo è un leader tecnico e spirituale. Una seconda vita calcistica.
Ünder (Los Angeles FC)
Passato alla storia per il suo sinistro telecomandato. Ora a Hollywood, il turco cerca gloria a stelle e strisce.
Belotti (Benfica)
Il Gallo non canta più in giallorosso, ma lo farà in Portogallo. A caccia del riscatto dopo l’ultima stagione opaca in Serie A.
🟡 PANCHINA E STAFF: VECCHI “AMORI”
Marcano (Porto) – Il centrale spagnolo, oggi veterano al Porto, è ancora lì, pronto a dare il suo contributo se chiamato in causa. Lento, sì, ma ancora presente.
Hector Moreno (Monterrey) – Tornato in patria, in pochi anni totalizza più di 80 presenze (con una rete in campionato) come difensore centrale, a braccetto con un certo Sergio Ramos. Uno score certamente migliore rispetto a quello nella stagione romana del 2017/18.
Matías Viña (Flamengo) – L’avventura brasiliana sembra avergli restituito gamba e fiducia. Con il Flamengo potremmo vedere il miglior Viña degli ultimi anni, anche se la costanza non è mai stata il suo forte. Ma attenzione: nelle notti sudamericane, sa diventare insospettabilmente decisivo.
Renato Sanches (Benfica) – Dopo l’ennesima parentesi fallimentare, è tornato nella sua comfort zone. Ma la domanda resta: sarà finalmente integro o rimarrà un “what if” perenne? In ogni caso, se scenderà in campo, può ancora cambiare le partite. Ma solo se si presenta.
Allenatori:
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Luis Enrique (PSG) – Non ha allenato la Roma molto a lungo, ma la sua filosofia ha lasciato un’impronta. Ora è uno dei top in Europa.
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Cristian Chivu (Inter) – Da terzino amatissimo dai romanisti a giovane tecnico promettente. E il suo nome continua a pesare.
- Renato Portaluppi (Fluminense) – Approdò a Roma nel 1988, pagato all’epoca 3 miliardi di lire. Giocò 23 gare in Serie A, segnò 3 volte in Coppa Italia e una in Coppa UEFA.
🏆 Una Roma ovunque, ma non dove dovrebbe essere
Paradossi del calcio globale: tanti protagonisti del prossimo Mondiale per Club hanno vestito la maglia della Roma, ma la Roma… no. Rimane a guardare, giusto o sbagliato che sia, dato che per i risultati europei degli ultimi anni sembra comunque assurdo non vedere là i nostri colori, mentre tanti suoi ex giocatori vanno a caccia della coppa (ricca di polemiche, ma pur sempre tale).
Un pizzico di nostalgia, molto rammarico, ma anche l’orgoglio di averli avuti, almeno per un po’. Perché alla fine, questa Roma mondiale vive nei dettagli. Anche se non è più casa loro, un pezzo di Roma è ancora là fuori.
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About the Author: Alessandro Tassinari
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È andata via una buona squadra, ma mister Ranieri ha saputo fare bene anche senza nomi brillanti…. nessun rimpianto per ciò che se ne va….