Pali, tragedia e ironia: quando il destino è scritto nel fuorigioco
Pali, tragedia e ironia: quando il destino è scritto nel fuorigioco
Milan-Inter vs. Al Ain-Al Rayyan, due battaglie, un’unica morale
Se il calcio fosse una sceneggiatura hollywoodiana, allora Milan-Inter e Al Ain-Al Rayyan sarebbero due versioni alternative dello stesso film, dirette però da registi con visioni diametralmente opposte. Da una parte, il Derby della Madonnina, teatro di una battaglia tattica con due gol annullati nel solo primo tempo, equilibrio precario e un primo tempo, appunto, in cui l’Inter attacca ma è il Milan a colpire. Dall’altra, un settimo turno di Champions League Asiatica che sembra un thriller calcistico in piena regola: l’Al Ain colpisce, segna, spreca, prende pali, domina… e perde.
In fondo, è la dura legge del gol, come cantava Max Pezzali: “Se non hai difesa, gli altri segnano e poi vincono”.
Primo tempo: dominio sterile e il fantasma del VAR
A San Siro, due gol annullati per fuorigioco danno l’illusione di una partita a senso unico sin dai primi minuti, almeno finché il Milan non decide che il tabellino dovrà raccontare un’altra storia. L’Inter costruisce, ma è il Milan a trovare il gol con Reijnders, punendo i nerazzurri per una difesa che lascia giusto la crepa che fa saltare il banco.
Nel caldo mediorientale, la sceneggiatura sembra la stessa: l’Al Ain vede due gol annullati e colpisce persino un palo. Sembrano segnali divini, una scrittura del destino che preannuncia l’inevitabile beffa.
Nel derby di Milano il tabellino recitava 6 tiri a 6 appena nei primi 45 minuti, col possesso leggermente a favore dell’Inter (59% contro 41%), ma il Milan domina fisicamente: contrasti vinti al 75%, duelli aerei 71% a 29%.
Dall’altra parte del mondo, però, i numeri dell’Al Ain sono ancora più roboanti: 10 calci d’angolo a 6, 29 cross in area, 67% di duelli aerei vinti… ma il destino è già scritto.
Gol capolavoro e il fascino dell’illusione
Quando Rahimi, bomber delle ultime Olimpiadi, serve Kaku per un eurogol all’incrocio, la regia del film asiatico sembra cambiare tono. Un assist degno di Ronaldo per Benzema, una magia che merita di essere raccontata. Ma il calcio, si sa, è un gioco crudele: l’Al Ain si fa recuperare nel finale, cosa accaduta tra l’altro anche al Milan, che nel secondo tempo si fa trovare impreparato sull’1-1 dell’Inter con De Vrij su assist dell’ultimo acquisto, Zalewski.
Entrambe le squadre apparentemente in controllo hanno avuto tutto per vincere, ma chi non chiude le partite spesso ne paga il prezzo.
Possesso, statistiche e la solita morale
I numeri finali sono impietosi, o quantomeno tragicomici, per entrambe le squadre sconfitte.
L’Inter chiude il primo tempo con 286 passaggi riusciti contro i 199 del Milan, ma il possesso sterile non basta. L’Al Ain addirittura domina con 415 passaggi a 317, controlla la palla, detta il ritmo… eppure la sua avventura continentale sta rapidamente estinguendosi.
Due squadre con statistiche da vincitrici, ma con il risultato che racconta tutt’altra storia. Perché nel calcio conta chi segna e non chi gioca meglio.
Ancora una volta, è la dura legge del gol. E questa volta, nessuno può dire che non fosse scritta nel destino.
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About the Author: Alessandro Tassinari
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