C’è un Cuore che batte: nel Cuore di Roma – Eintracht
C’è un Cuore che batte: nel Cuore di Roma – Eintracht
Prima, dopo, durante: nel cuore della nostra (ennesima) folle notte europea.
“C’è un fiume di gente”, cantava il poeta, nel cuore di Roma si respira l’aria delle grandi occasioni. La situazione, però, è tutt’altro che “grande”, a meno che l’iperbole non venga interpretata con chiave di lettura inversamente proporzionale.
La stagione è negativa (a dir poco), la squadra barcolla, la dirigenza (pressoché inesistente quando non intenta a commettere errori di valutazione su errori di valutazione) non sa più dove sbattere la testa. La Roma ha cambiato tre allenatori in pochi mesi, quattro in un anno, siamo appena passati dal nome di “José Mourinho” alle perplessità attorno all’inadatto Ivan il (non) terribile.
La strada verso Bilbao (?)
Dopo le tante difficoltà lontano dall’Olimpico, per i giallo-rossi non sarà certo una notte facile contro un Eintracht senza nulla di perdere, ma con il club capitolino che si gioca l’all-in europeo proprio all’ultimo turno. Eppure, malgrado le difficoltà, malgrado tutto, “c’è un cuore che batte nel cuore di Roma”, un cuore “che vince e che perde” e un sostegno che non si smentisce mai. Che non delude mai.
Se la triste parabola di Fonseca (che verrà ricordata principalmente per i troppi cambi e le varie sconfitte a tavolino) aveva tolto entusiasmo ad una piazza amareggiata dalle solite giravolte societarie, l’approdo dello Special One aveva fatto capire che non esiste nulla di impossibile, se si decide di credere, appunto, che l’impossibile sia invece reale.
Forse, allora, è per questo che puoi (“puoi”) perdere con Como, Verona e (malamente) Fiorentina, che puoi (“puoi”) rischiare grosso guardando dal basso i cugini sbiaditi, che puoi gridare e soffrire, senza che, tuttavia, il Cuore di Roma non smetta di battere mai.
Il dodicesimo uomo: la Curva Sud
Oggi più che mai i tifosi della Roma, i nostri grandi tifosi, hanno dimostrato di essere il vero Cuore, la vera anima, di questa grandissima squadra. Mourinho lo aveva capito subito, De Rossi non lo ha mai messo in dubbio e così Ranieri, che ha voluto sottolineare il loro ruolo fin dal suo ennesimo ritorno sulla panchina.
Perché è importante sottolinearlo? Perché, come si dice, “una rondine non fa primavera” e non possiamo certo considerarci guariti dopo una vittoria fra mille sconfitte stagionali, soprattutto guardando al difficile sorteggio che ci aspetta ai play-off (col Porto i precedenti non sono esattamente positivi).
I nostri tifosi, però, sono sempre lì, sempre pronti a lottare per noi tutti, da ogni parte di Roma, d’Italia, del mondo. Perché, in mezzo a questo fiume di gente, come canta il poeta: “C’è un cuore che batte/ nel cuore di Roma/ che vive e che soffre/ ed io ti amo ancora”. Per sempre ti amerò.
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About the Author: Alessandro Tassinari
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