La triste parabola di Ivan “Il Terribile”: dal vincere al non essere il peggiore
La triste parabola di Ivan “Il Terribile”: dal vincere al non essere il peggiore
L’inizio di un sogno (o forse di un incubo)
Sembra ieri quando un giovanissimo Ivan Juric faceva il suo esordio da allenatore nella leggendaria Premier League, il campionato di calcio per eccellenza. In realtà, non è passato poi così tanto tempo, e Juric non era nemmeno così giovane. A questo punto, però, tanto vale fare un passo indietro.
Era il 18 settembre 2024, quando Ivan “Il Quasi Terribile” Juric veniva annunciato come nuovo allenatore della Roma. Era stato appena esonerato Daniele De Rossi, e il croato rappresentava il terzo allenatore diverso nell’anno solare per i giallorossi. Il club lo presentava come la svolta, l’uomo giusto per rialzarsi. Ma si sa, il famoso “Padre Tempo” non perdona. Non lo fa mai.
Juric, fra follia e mediocrità
Le parole di un allenatore possono essere un’arma a doppio taglio: servono a motivare, a giustificare, a prendere tempo. Ma nel caso di Ivan Juric, hanno tracciato una parabola discendente quasi grottesca.
Se all’inizio della sua esperienza le dichiarazioni sembravano ancora cariche di ambizione, con il passare dei mesi hanno subito una trasformazione costante, passando dal tentativo di rassicurare alla presa di coscienza, fino a sfociare in una sorta di rassegnazione pubblica.
Un crescendo al contrario, un climax che non porta all’apice, ma al punto più basso. Mentre Claudio Ranieri, con lo stesso materiale umano, portava la Roma a ritmo Champions, il tecnico croato non sapeva davvero da che parte farsi—né tatticamente, né davanti ai microfoni.
Le sue dichiarazioni spaziano dal surreale all’autolesionismo, ma uno dei suoi capolavori arriva dopo una sconfitta con l’Inter:
“Un peccato perdere, era da tempo che la Roma non giocava così bene contro l’Inter.”
Ah beh, basta questo per festeggiare!

Ma il vero highlight arriva al suo esonero, quando sbarca in Premier League al Southampton e si presenta con un’autocertificazione che ha dell’incredibile:
“Se mi dai un giocatore da cinque, dopo un anno te lo porto a otto.”
Spoiler: sono rimasti tutti a tre.
E ancora, perle di saggezza come:
-
“Cristante ha un’intelligenza fuori dal normale.”
-
“Ho lavorato molto con Gasperini, il mio gioco sembra quello dell’Atalanta.”
Ah, sì? Peccato che nessuno l’abbia mai notato.
L’asticella inizia a scendere
Appena arrivato in Premier, Juric sembra già abbassare le aspettative.
Dopo una serie di risultati disastrosi, arriva una dichiarazione che sembra un discorso motivazionale di chi ha già alzato bandiera bianca:
“Retrocediamo, ma vogliamo farlo con più grinta, più dignità e più tutto. Oggi è stata un’altra partita che ha fatto vedere che non siamo pronti a raccogliere punti. C’è sempre qualcosa che manca.”
E ancora, sempre più rassegnato:
“La volontà di giocare bene e di attaccare c’è. I ragazzi vogliono vincere e fare del loro meglio. Ci sono momenti in cui non siamo abbastanza bravi, e questo è tutto.”
Questo è tutto. Fine. Chiusura sipario.
L’obiettivo minimo: evitare il peggio
E così arriviamo al culmine del suo climax discendente. Da “Vincere con la Roma” a… beh, questo:
“L’obiettivo è non essere la peggior squadra nella storia della Premier League.”
Di questo passo, il prossimo obiettivo sarà avere di nuovo un qualunque obiettivo.
E pensare che lo avevano preso per vincere.
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About the Author: Alessandro Tassinari
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