Pena di morte in diretta streaming negli USA: la giustizia diventa spettacolo e l’umanità perde ancora
Pena di morte in diretta streaming negli USA: la giustizia diventa spettacolo e l’umanità perde ancora
Il paradosso di un Occidente che dimentica la propria storia
Non sarà la cosa più grave mai pensata dall’umanità, ma certamente è la più disumana. Estremo paradosso di un mondo cosiddetto OCCIDENTALE che ha fatto interi processi al nazismo pur di non essere (giustamente) come loro e poi… E poi scivola sulla stessa buccia di banana dell’incoerenza su cui cadono Bugs Bunny o Willy Coyote in qualunque cartone animato della nostra infanzia.
È di poche ore fa la più assurda delle notizie direttamente dal “Paese delle Meraviglie” di Donald Trump, dove sarebbe in programmazione quello che assomiglia a tutti gli effetti a un nuovo macabro reality a stelle e strisce, dove i partecipanti andranno incontro a un plotone d’esecuzione, con tanto di telecamere per poter mostrare questa PENA DI MORTE IN DIRETTA STREAMING. “Che serva da esempio”, avrebbe chiosato circa così il tycoon.
La giustizia e le contraddizioni di un mondo che si dice civile
Quelli che non volevano credere ad alcuni dei più devastanti genocidi della storia, che criticano le lotte religiose, giustamente, e che poi, nel segno di un Paese che giura sulla Bibbia, mandano al patibolo spettacolarizzato altri (per quanto “inumani”) esseri umani. È così che si fa GIUSTIZIA o è così che si cancella la storia e si torna indietro, cancellando anni di battaglie, soprusi e contraddizioni?
Nell’Italia dei Roggero sicuramente c’è chi però di contraddizioni vive e griderà alla vittoria, ma viene da chiedersi dove stia la giustificazione di un omicidio spettacolarizzato e legalizzato rispetto a qualunque altra morte in streaming. Sembra davvero di essere stati catapultati in qualche episodio di Criminal Minds, solo che i ruoli di persecutore e vittima si sono (in parte) capovolti.
Noi contro loro: ma chi siamo davvero?
Volendo essere provocatori, per carità, dovremmo anche chiederci se davvero esiste un “NOI” contro “LORO” se poi noi siamo i primi a fare come questi fantomatici loro non appena se ne presenta l’occasione? Davvero la risposta all’azione disumana può essere un’altra azione altrettanto disumana? Già togliere la vita dovrebbe essere un atto da non prendere con troppa leggerezza e ora invece, con la stessa macabra leggerezza, si decide persino di vendere questa scena di morte al grande pubblico? Magari ad Halloween, per avere un clima adatto e desensibilizzare ancora di più davanti a questa violenza legalizzata. Ma dove finisce in tutto questo il noi vs loro su cui poggiano anni e anni e anni di nulla elettorale promosso dalle forze più estremiste del nostro triste panorama elettorale?
Ecco allora che si smaschera l’ipocrisia dell’opportunità e dell’opportunismo politico, perché questo non vuole essere un giudizio sulla pena di morte in sé (altra pagina a parte), il punto è proprio quanto sia accettabile considerare normale che un’esecuzione (militare) torni di moda dopo quasi cent’anni e con un pubblico molto più allargato rispetto alle piazze “intime” dei secoli passati.
La morte come reality: fino a dove possiamo spingerci?
Nell’epoca dei Reality TV sempre più estremi, dove si assiste persino a sottomissioni o esseri umani coperti interamente dai propri escrementi per pochi spicci, a nessuno viene il dubbio o il timore che forse si stia correndo un po’ troppo verso la normalizzazione del togliere la Vita? O forse sta proprio lì l’obiettivo? Fra un Putin e un Netanyahu, nel Paese delle armi per tutti, che differenza può fare un estremista in più o in meno mandato al creatore (a voi decidere “quale”)?
Una vittoria? Ma vittoria di chi?
Adesso qualcuno obietterà senz’altro che è giusto così, che al tipo è stata assegnata una pena e sarà un gran successo vedergliela scontare (‘na volta che ti fucilano puoi avere poche grazie, in effetti…). Qualcuno dirà che va bene, che sì, che è un esempio e quant’altro. Che è una vittoria? Ma vittoria di Chi?
Le leggi cambiano di Paese in Paese (d’altronde gli organismi internazionali sono ormai tutti sanzionati da Trump) e ciò che era giusto nel Ventennio, ad esempio, poteva considerarsi “legge”, non certo GIUSTIZIA. C’è una bella differenza.
Quindi, se è una vittoria, è una vittoria di chi esattamente? Non certo del nostro senso dell’umano, che ogni giorno viene messo sempre più in crisi da noi stessi e che, ancora una volta, assiste impotente alla nostra ennesima sconfitta morale.
Buon coprifuoco della decenza a tutti voi che mi leggete.
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Diciamo che, in quanto paese che giura sulla Bibbia, nel caso della pena di morte vedo una certa coerenza, visto che, cito testualmente Esodo 21, 23-25 “Ma se segue una disgrazia, allora pagherai vita per vita: occhio per occhio, dente per dente, mano per mano, piede per piede, bruciatura per bruciatura, ferita per ferita, livido per livido.”. E siccome sono in vena di citazioni, citerei testualmente anche Levitico 24, 13-16 “Il Signore parlò a Mosè: «Conduci quel bestemmiatore fuori dell’accampamento; quanti lo hanno udito posino le mani sul suo capo e tutta la comunità lo lapiderà. Parla agli Israeliti e di’ loro: Chiunque maledirà il suo Dio, porterà la pena del suo peccato. Chi bestemmia il nome del Signore dovrà essere messo a morte: tutta la comunità lo dovrà lapidare. Straniero o nativo del paese, se ha bestemmiato il nome del Signore, sarà messo a morte.” e, per chiarire meglio come va a finire, Levitico 24, 23 “Mosè ne riferì agli Israeliti ed essi condussero quel bestemmiatore fuori dell’accampamento e lo lapidarono. Così gli Israeliti eseguirono quello che il Signore aveva ordinato a Mosè.”. Tutto questo, oltre che per sfoggiare la mia incredibile cultura, per far notare che va ancora bene se l’esecuzione sarà “solo” pubblica. A quando il coinvolgimento diretto degli analfabeti funzionali e trogloditi (o dei miliardari amici di Trump annoiati e incazzati con chi non si impegna per MAKE AMERICA GREAT AGAIN – for billionaires) nella pubblica lapidazione del condannato? Quando arriveremo a trovare in vendita su Amazon il ticket per partecipare attivamente alla prossima esecuzione di una pena di morte? Io credo che ci siano certi soggetti che ci sperano. Tornando al caso specifico, ho paura che qui la volontà specifica sia quella di far vedere agli americani (non tutti, non sarebbe giusto, diciamo che come sempre il target di riferimento è quello degli analfabeti funzionali e trogloditi) che “quelli là” sono, TUTTI, davvero brutte persone e questo trattamento se lo meritano… in fondo, quale miglior giustiziato di un immigrato di seconda generazione, figlio di palestinesi? Difficile non immaginare la propaganda “avete visto americani? Abbiamo accolto i suoi genitori palestinesi, a lui abbiamo dato un futuro, ci siamo fidati, l’abbiamo arruolato nel nostro esercito di cui è diventato un ufficiale! E in cambio? Ha fatto una strage di suoi commilitoni!”. Ecco, una persona con un minimo di buon senso pensa “uno dei tanti che sbroccano per un qualsiasi motivo”. Ma chi ha votato Trump e la sua cricca credendo davvero che il loro scopo sia quello di ridare lustro a una nazione decadente? Loro cosa pensano? “I palestinesi (anzi, no, gli islamici) ci odiano tuttiiiiiii!!!! A morteeeee!!!”.
Che dire. Great job, Bibi.