Perché chiudiamo gli occhi quando ricordiamo qualcosa? Il cervello ha un motivo preciso

Perché chiudiamo gli occhi quando ricordiamo qualcosa? Il cervello ha un motivo preciso

di 7 Gennaio 2026

Stai cercando di ricordare un nome, una data, un volto… e senza accorgertene chiudi gli occhi. Non per dormire. Non per rilassarti. Per ricordare. Perché?


Meno stimoli, più memoria

La memoria non ama la confusione. Quando chiudi gli occhi:

  • elimini stimoli visivi

  • riduci il carico sensoriale

  • aumenti la concentrazione interna

Il cervello può “scavare” meglio nei ricordi senza distrazioni.


È come spegnere il rumore di fondo

Gli occhi aperti forniscono continuamente informazioni inutili quando stai cercando un ricordo.
Chiuderli è come dire al cervello: “Ora pensa, basta guardare”.


Funziona davvero

Studi sulla memoria dimostrano che le persone:

  • ricordano più dettagli

  • commettono meno errori

  • recuperano informazioni più velocemente
    quando chiudono gli occhi durante il richiamo mnemonico.


Conclusione

Chiudere gli occhi per ricordare non è teatrale: è efficiente.
Il cervello lavora meglio quando gli togli di mezzo ciò che non serve.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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About the Author: Alessandro Tassinari

Alessandro nasce a Forlì il 21 settembre del 1998. Ha partecipato a diversi Concorsi Letterari ottenendo più di cento premi e riconoscimenti (tra primi posti e menzioni di merito); suoi componimenti sono presenti in diverse antologie e siti d’impronta culturale. Nel 2015 un suo testo viene premiato con una borsa di studio dal Comune di Forlì, in occasione dell’anniversario della Liberazione. Nello stesso anno partecipa a una mostra forlivese dedicata alla creatività adolescenziale. Partecipa come comparsa alla docu-fiction “Morgagni oggi; sua maestà anatomica” (di Cristiano Barbarossa). Realizza le illustrazioni per il fantasy “L’ombra di Lyamnay” (Annarita Faggioni), per poi firmare le introduzioni alla raccolta poetica “Respiro di vita” (Melissa Storchi) e a “Dieci Dodici” (Umberto Pasqui). Nel 2016 riceve il premio “Naim Araidi” per la poesia giovane. L’anno seguente partecipa come giurato al concorso “Aspettando il Natale”. Vince una borsa di studio per merito presso l'Università di Bologna e un’altra istituita dal Comune di Cervia in memoria di Gino Pilandri, storico sindaco della città romagnola. Presso l’Università di Bologna consegue in tutto tre lauree: in Lettere, Italianistica e Geografia. Dal 2024 partecipa alla rassegna “Radici e Futuro” organizzata dalla Biblioteca Maria Goia di Cervia. Nel 2025 vince nuovamente la borsa di studio “Gino Pilandri” e pubblica il suo primo libro, il fumetto “Super Babbo – A Tom Tacchino Story”.

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