Perché abbassiamo il volume della radio quando parcheggiamo? La risposta non è quella che pensi

Perché abbassiamo il volume della radio quando parcheggiamo? La risposta non è quella che pensi

di 8 Gennaio 2026

Ti sarà successo mille volte: stai guidando, la musica è alta, magari la tua canzone preferita… poi inizi a parcheggiare e abbassi il volume automaticamente.
Nessuno te lo ha mai insegnato, eppure lo fai. Sempre.

Ma perché succede?


Non è distrazione: è il cervello che lavora

Quando parcheggiamo, il nostro cervello entra in una modalità diversa. È una manovra che richiede:

  • attenzione visiva

  • coordinazione

  • valutazione degli spazi

  • controllo fine dei movimenti

Il cervello, per concentrarsi meglio, riduce gli stimoli inutili. La musica, anche se piacevole, diventa un “rumore cognitivo”.


Il suono ruba risorse mentali

Ascoltare musica non è passivo come crediamo. Anche a basso livello, il cervello:

  • segue il ritmo

  • riconosce le parole

  • anticipa le note

Abbassare il volume libera risorse mentali che vengono dirottate su specchietti, distanze e volante.


È un comportamento automatico

Non lo fai per educazione o abitudine: lo fai perché il cervello sa cosa gli serve.
È lo stesso motivo per cui abbassiamo la radio quando cerchiamo un numero civico o leggiamo un cartello.


Conclusione

Abbassare la radio mentre parcheggiamo è un riflesso di intelligenza, non di distrazione.
Il cervello elimina il superfluo per evitare errori.
E sì: chi parcheggia con la musica a palla… sta chiedendo aiuto.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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About the Author: Alessandro Tassinari

Alessandro nasce a Forlì il 21 settembre del 1998. Ha partecipato a diversi Concorsi Letterari ottenendo più di cento premi e riconoscimenti (tra primi posti e menzioni di merito); suoi componimenti sono presenti in diverse antologie e siti d’impronta culturale. Nel 2015 un suo testo viene premiato con una borsa di studio dal Comune di Forlì, in occasione dell’anniversario della Liberazione. Nello stesso anno partecipa a una mostra forlivese dedicata alla creatività adolescenziale. Partecipa come comparsa alla docu-fiction “Morgagni oggi; sua maestà anatomica” (di Cristiano Barbarossa). Realizza le illustrazioni per il fantasy “L’ombra di Lyamnay” (Annarita Faggioni), per poi firmare le introduzioni alla raccolta poetica “Respiro di vita” (Melissa Storchi) e a “Dieci Dodici” (Umberto Pasqui). Nel 2016 riceve il premio “Naim Araidi” per la poesia giovane. L’anno seguente partecipa come giurato al concorso “Aspettando il Natale”. Vince una borsa di studio per merito presso l'Università di Bologna e un’altra istituita dal Comune di Cervia in memoria di Gino Pilandri, storico sindaco della città romagnola. Presso l’Università di Bologna consegue in tutto tre lauree: in Lettere, Italianistica e Geografia. Dal 2024 partecipa alla rassegna “Radici e Futuro” organizzata dalla Biblioteca Maria Goia di Cervia. Nel 2025 vince nuovamente la borsa di studio “Gino Pilandri” e pubblica il suo primo libro, il fumetto “Super Babbo – A Tom Tacchino Story”.

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