Fanta – L’anno dell’Abu: perché ogni stagione ha bisogno del suo anti-eroe

Fanta – L’anno dell’Abu: perché ogni stagione ha bisogno del suo anti-eroe

di 10 Settembre 2026

Ogni grande storia ha bisogno di un eroe. Ma, molto spesso, per far funzionare davvero la storia serve soprattutto qualcuno contro cui quell’eroe possa combattere.

Un nemico. Una nemesi. Un araldo. Talvolta persino un martire. E il Fanta Tassinari, in fondo, non è mai stato troppo diverso.


Perché ogni stagione ha bisogno del suo nemico

Si badi bene: qua non si intende certo esimere Abu dalle sue colpe. Ma un dato di fatto rimane: ogni stagione deve avere il suo protagonista, tanto in negativo quanto in positivo.

Qualcuno capace di attirare attenzioni, discussioni, polemiche e alleanze. Qualcuno contro cui schierarsi e attorno al quale, direttamente o indirettamente, costruire una parte della stagione.

È sempre successo. Quando era Tasso a vincere, ecco che ogni anno l’obiettivo diventava improvvisamente uno solo: “non fare vincere lui”.

Salvo poi ricordarsi, soltanto a giochi ormai fatti, che queste alleanze di una stagione possono produrre sì la sconfitta del nemico comune, ma anche un piccolo effetto collaterale: un vincitore diverso da se stessi.

Perché il nemico del mio nemico può anche essere mio amico. Ma poi, alla fine, la coppa la alza lui.


“Amici amici, poi ti rubano la bici”

Lo hanno capito anche T-Rex e Tartaruga, protagonisti di un amore-odio che dura ormai da anni. Anzi, praticamente dagli inizi di Fabio, quando fu proprio Tappo a eliminarlo in semifinale di Fanta Champions.

Da lì in avanti la storia è diventata quella che conosciamo: rivalità, amicizia, battaglie, finali, mercato, sfottò e trofei contesi fino all’ultimo punto. “Amici amici, poi ti rubano la bici”, direbbe lo stesso Abu.

E proprio Abu, per anni, ha portato avanti più assi su vari fronti, talvolta facendo affari anche con quello stesso Tappo con cui si è poi ritrovato a giocare quattro finali di Fanta Champions, perdendone però tre.

Perché le alleanze sono, per loro stessa natura, volatili. Oggi servono. Domani cambiano. Dopodomani magari ti ritrovi contro quello a cui avevi appena venduto il giocatore decisivo.


I nemici servono

I nemici, invece, servono a dare contemporaneamente un obiettivo e un freno alle stagioni. Persino i Sex di Marco, alla loro prima stagione, scaldavano i cuori di tutti. Una squadra nuova, simpatica, capace di attirarsi il sostegno generale.

Ma già alla seconda stagione il leggendario tridente João Pedro-Caprari-Gabbiadini era diventato improvvisamente molto più scomodo agli occhi di un Tappo che si giocò il titolo fino all’ultima giornata.

Funziona così. Finché non fai paura sei la bella storia. Quando inizi a vincere diventi il problema.


E ogni estate incoroniamo qualcuno

Ecco allora che ogni anno, puntualmente, a inizio stagione incoroniamo qualcuno vincitore. La rosa più forte. Quello che ha fatto l’asta migliore. Quello che “quest’anno non può perdere”. Quello che “se non vince con questa squadra deve ritirarsi”. Finendo quasi per anticiparne, di fatto, la caduta.

Quest’anno lo scettro dell’antipatico, o forse sarebbe meglio dire dell’anti-eroe, se lo è preso Abu. Una sorta di nemesi umana per eccellenza un po’ a tutte le aste del Fanta Tassinari, ma quest’anno ancora di più. Tra squadre cuscinetto, budget gonfiati e stipendi da capogiro, il nostro Abu sa perfettamente come incendiare gli animi. E lo ha fatto ancora.


Abu è Batman

Ma Abu, in fondo, è anche Batman. Non l’eroe perfetto. Non quello luminoso. Non quello che arriva con lo scudo scintillante mentre tutti applaudono.

Un anti-eroe oscuro, controverso, talvolta discutibile, che vive perfettamente nella zona grigia e che, soprattutto, accende la miccia dell’interesse quando altrimenti non avremmo nulla di cui parlare.

Perché togliete per un attimo Abu da questo inizio di stagione. Togliete le polemiche. Togliete il mercato. Togliete i bilanci. Togliete il Venezia. Togliete gli stipendi. Togliete le discussioni all’asta.

Di cosa avremmo parlato per metà dell’estate? Ebbene sì. Forse Gotham si lamenta continuamente di Batman, ma quando si spegne il Bat-Segnale qualcosa manca.


E gli eroi, allora?

Ebbene? Adesso sarebbe bello avere anche i pareri degli eroi. Quelli veri e classici che ogni anno si giocano i trofei. Quelle coppe che, di fatto, hanno reso casa loro.

Da una parte c’è Tappo, che ormai possiamo considerare il Captain America della situazione: il veterano, quello delle grandi battaglie, quello che ha attraversato praticamente ogni epoca del Fanta Tassinari.

E oggi persino quello dal cuore puro, ora che Fabio lo ha finalmente spodestato dal trono. Dall’altra c’è proprio Fabio. E Fabio non può che essere Hulk. Verde come una Tartaruga, ma letale e tremendamente forte. Con o senza Lautaro. Con o senza polemiche. Con o senza Abu.

Puoi provare a contenerlo, puoi pensare di aver trovato il modo di fermarlo, ma quando comincia a vincere diventa tremendamente difficile convincerlo a smettere.


L’anti-eroe che non sapevamo di meritare

E nel frattempo Abu rimane lì. Il Batman della Super League. Oscuro, discusso, divisivo. Quello che magari non vuoi vedere vincere, ma che vuoi assolutamente vedere giocare. Perché sai che, nel bene o nel male, qualcosa succederà.

Un anti-eroe che forse non sapevamo di meritare, ma di cui, di fatto, avevamo anche un po’ bisogno. Perché ogni stagione ha bisogno dei suoi campioni. Ha bisogno di chi alza le coppe. Ha bisogno dei Tasso, dei Tappo, dei Fabio e di tutti quelli che, anno dopo anno, scrivono l’albo d’oro.

Ma per trasformare un campionato in una storia serve anche altro. Serve qualcuno contro cui schierarsi. Qualcuno da accusare. Qualcuno da inseguire. Qualcuno che faccia discutere. Qualcuno che accenda il Bat-Segnale.

E almeno per quest’anno, a Gotham City, quel qualcuno ha già un nome. Abu.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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About the Author: Alessandro Tassinari

Alessandro nasce a Forlì il 21 settembre del 1998. Ha partecipato a diversi Concorsi Letterari ottenendo più di cento premi e riconoscimenti (tra primi posti e menzioni di merito); suoi componimenti sono presenti in diverse antologie e siti d’impronta culturale. Nel 2015 un suo testo viene premiato con una borsa di studio dal Comune di Forlì, in occasione dell’anniversario della Liberazione. Nello stesso anno partecipa a una mostra forlivese dedicata alla creatività adolescenziale. Partecipa come comparsa alla docu-fiction “Morgagni oggi; sua maestà anatomica” (di Cristiano Barbarossa). Realizza le illustrazioni per il fantasy “L’ombra di Lyamnay” (Annarita Faggioni), per poi firmare le introduzioni alla raccolta poetica “Respiro di vita” (Melissa Storchi) e a “Dieci Dodici” (Umberto Pasqui). Nel 2016 riceve il premio “Naim Araidi” per la poesia giovane. L’anno seguente partecipa come giurato al concorso “Aspettando il Natale”. Vince una borsa di studio per merito presso l'Università di Bologna e un’altra istituita dal Comune di Cervia in memoria di Gino Pilandri, storico sindaco della città romagnola. Presso l’Università di Bologna consegue in tutto tre lauree: in Lettere, Italianistica e Geografia. Dal 2024 partecipa alla rassegna “Radici e Futuro” organizzata dalla Biblioteca Maria Goia di Cervia. Nel 2025 vince nuovamente la borsa di studio “Gino Pilandri” e pubblica il suo primo libro, il fumetto “Super Babbo – A Tom Tacchino Story”. Nel 2026 avvia ufficialmente la saga a fumetti di Tom Tacchino ed esce in libreria con la raccolta di poesie "Il rumore del sale - Nel punto in cui l'onda si ferma" (edito da RP Libri).

One Comment

  1. Fabio 11 Settembre 2026 at 21:23 - Reply

    Grande articolo…. Tante verità si celano dentro queste parole…. E nella nostra Gotham City abbiamo il nostro eroe….

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