Fanta – L’ultima Odissea: il Mondiale ritrova i suoi eroi e scrive ancora una volta la finale delle finali

Fanta – L’ultima Odissea: il Mondiale ritrova i suoi eroi e scrive ancora una volta la finale delle finali

di 16 Luglio 2026

Ci sono stagioni che sembrano voler cambiare tutto. E poi ce ne sono altre che, proprio quando credi di aver trovato nuovi protagonisti, ti ricordano perché certe leggende sono diventate tali. La verità è che il Fanta Mondiale ha appena sancito l’ennesima finale delle finali, quella tra i due top manager dell’anno. E fa quasi sorridere pensare a quanto fosse sembrata semplice la previsione fatta settimane fa da Tasso: “Il Mondiale sarà decisivo per assegnare la Panchina d’Oro di quest’anno.” Lo diceva convinto che, con Fabio e Abu lanciati verso una storica lotta Scudetto in Super League e con la finale di Fanta Champions già “conquistata” dalla Tartaruga (con Tappo campione e in corsa a sua volta), il verdetto sarebbe stato quasi scontato. E invece no. Perché alla resa dei conti i protagonisti sono sempre gli stessi. Persino lo Sporting, autore di una stagione irripetibile, riesce a infilarsi tra le prime quattro del mondo. Gli altri? Gli altri, come sempre, si chiamano Tappo, Fabio e Abu.

E proprio nel giorno in cui arriva nelle sale il nuovo “Odissea” di Christopher Nolan, con un cast stellare che va da Tom Holland ad Anne Hathaway, anche il Fanta Tassinari sembra voler raccontare il proprio poema epico. Qui gli eroi sono quattro, ma i posti per la finale soltanto due. E il titolo di campione… beh, quello non ha bisogno di presentazioni.


L’astuzia di Tappo e il capolavoro dello Sporting

La prima semifinale è quasi un trattato di strategia. Tappo affronta il suo stesso Sporting, la grande sorpresa di questa Coppa del Mondo. Una squadra che arriva fin lì con la rosa già eliminata e ben undici “6 politici”. La scelta? Semplice quanto geniale. Se l’avversario gioca con undici voti d’ufficio, lui risponde schierandone altrettanti, consapevole che, in caso di parità nei novanta minuti, il regolamento avrebbe premiato chi aveva totalizzato più fantapunti durante il torneo.

È una partita che si gioca più nella testa che sul campo. Esattamente come nei quarti contro Tasso, anche stavolta Tappo decide di vincere con la parità di punteggio, con la costanza, col percorso di “fùtbòl”, l’intelligenza prima ancora che con i bonus.

Eppure Tappo fa bene perché la paura non manca. L’Argentina, colonna portante della sua rosa visto il solito Leo Messi a guidare la carica, vive una serata da cardiopalma, l’ennesima del suo Mondiale: fino all’84’ è sotto 1-0 contro l’Inghilterra e sembra poter trascinare nel baratro anche i T-Rex (se Tappo avesse messo i suoi argentini in campo). Poi, improvvisamente, la rimonta. In pochi minuti cambia tutto e la squadra di Scaloni vola in finale. Tappo, in ogni caso, era stato bravo e saggio nello smarcarsi da inutili rischi.

Lo Sporting esce a testa altissima. È il miglior Mondiale della sua storia e il coronamento di una stagione leggendaria, vissuta sempre ai vertici in qualunque competizione. Per fermarlo è servito il manager più vincente di tutti.


La semifinale che si accende all’improvviso

Se da una parte la tattica domina, dall’altra ci si aspettava la partita dei gol. DTP contro Tartaruga sembrava destinata a diventare il manifesto offensivo di questo Mondiale.

E invece… Mbappé, Bellingham, Vinicius, De Paul. Tutti fermi. Tutti bloccati.

La sfida più attesa rischia seriamente di chiudersi con il più triste degli 0-0. Poi arriva ancora una volta l’Argentina a cambiare il destino di tutti. Prima Enzo Fernández, poi Lautaro Martínez. Due reti che valgono contemporaneamente la qualificazione dell’Albiceleste e quella della Tartaruga.

Fabio non disputa forse la sua miglior partita del torneo, ma è ormai diventato maestro nell’arte di vincere anche quando non sembra brillare. Il suo 71,75 basta per superare Abu 0-1 e conquistare un’altra finale.

Non il più spettacolare dei Fabio. Non la più scintillante delle Tartarughe. Ma probabilmente la più cinica e la più efficace di sempre. Dopotutto, Abu lo aveva detto più volte: “Farò come la Norvegia”. E, di fatto, è davvero uscito sul più bello, quando tutti si aspettavano un suo acuto. Ora rimane comunque la finale terzo/ quarto posto.


Ancora loro. Sempre loro.

E così, ancora una volta, sarà T-Rex contro Tartaruga.

Ancora Tappo contro Fabio.

Per la prima volta nella storia del Fanta Mondiale ci sarà una conferma: uno dei due campioni del mondo riuscirà infatti a vincere il torneo per la seconda volta. La Tartaruga arriva da campione in carica, ma sarà sufficiente per difendere il titolo?


Il peso della storia

Per Fabio molte cose sono rimaste incredibilmente uguali rispetto all’ultima cavalcata iridata. C’è ancora quell’improbabile Jordan Pickford tra i pali, e proprio lui potrebbe diventare il primo portiere della storia capace di vincere due Fanta Mondiali.

Ma se dovesse trionfare Tappo, la favola sarebbe ancora più romantica. A scrivere la storia sarebbe infatti Guillermo Ochoa.

Perché se è vero che Tappo ai Mondiali c’è sempre, è altrettanto vero che dalla sua ultima vittoria sembra passata un’eternità. Era il 2014. In difesa schierava gente come Sokratis, Koscielny e perfino Darmian. Era l’ultimo Mondiale dell’Italia. Un’altra epoca.

Eppure alcuni protagonisti sono ancora qui. Muslera, già eliminato ai gironi. Neymar, oggi nella Tartaruga, che diventerebbe due volte campione del mondo soltanto se la sua ex squadra dovesse perdere.

Cristiano Ronaldo, protagonista della situazione opposta: nell’ultimo trionfo mondiale vestiva proprio i colori della Tartaruga, mentre oggi guida il T-Rex.

E se Fabio dovesse confermarsi, arriverebbe il secondo titolo mondiale anche per Mbappé, De Paul, Rabiot e Casemiro, uomini simbolo di una generazione che continua a riscrivere la storia del Fanta.


La leggenda resta quella dell’Arquebuse

Eppure, tra tutte le nazionali che hanno alzato il trofeo, ce n’è una che continua a occupare un posto speciale nell’immaginario collettivo. L’Arquebuse campione del mondo di Tasso nel 2018.

Una squadra costruita in perfetto stile tassiano, capace di vincere con un attacco composto da John Guidetti, Diego Costa e Shinji Okazaki. Già soltanto a leggerli viene da sorridere. In porta tanta Spagna, con Alisson ed El Hadary a completare il reparto.

In difesa quell’iconico Odriozola, destinato qualche stagione più tardi a diventare protagonista di una delle più assurde cavalcate della Super League.

Era un altro calcio. Era un altro Mondiale. Eppure, in qualche modo, tutto continua a riportarci sempre lì.

Perché il Fanta Tassinari cambia protagonisti, cambia rose, cambia generazioni. Ma quando arriva il momento decisivo, quando il sipario sta per chiudersi e bisogna davvero scegliere chi entrerà nella leggenda… i grandi trovano sempre il modo di tornare.

E allora, mentre ricordiamo anche la finalina fra Sporting e DTP, non possiamo che augurare buon Tappo contro Fabio a tutti voi!

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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About the Author: Alessandro Tassinari

Alessandro nasce a Forlì il 21 settembre del 1998. Ha partecipato a diversi Concorsi Letterari ottenendo più di cento premi e riconoscimenti (tra primi posti e menzioni di merito); suoi componimenti sono presenti in diverse antologie e siti d’impronta culturale. Nel 2015 un suo testo viene premiato con una borsa di studio dal Comune di Forlì, in occasione dell’anniversario della Liberazione. Nello stesso anno partecipa a una mostra forlivese dedicata alla creatività adolescenziale. Partecipa come comparsa alla docu-fiction “Morgagni oggi; sua maestà anatomica” (di Cristiano Barbarossa). Realizza le illustrazioni per il fantasy “L’ombra di Lyamnay” (Annarita Faggioni), per poi firmare le introduzioni alla raccolta poetica “Respiro di vita” (Melissa Storchi) e a “Dieci Dodici” (Umberto Pasqui). Nel 2016 riceve il premio “Naim Araidi” per la poesia giovane. L’anno seguente partecipa come giurato al concorso “Aspettando il Natale”. Vince una borsa di studio per merito presso l'Università di Bologna e un’altra istituita dal Comune di Cervia in memoria di Gino Pilandri, storico sindaco della città romagnola. Presso l’Università di Bologna consegue in tutto tre lauree: in Lettere, Italianistica e Geografia. Dal 2024 partecipa alla rassegna “Radici e Futuro” organizzata dalla Biblioteca Maria Goia di Cervia. Nel 2025 vince nuovamente la borsa di studio “Gino Pilandri” e pubblica il suo primo libro, il fumetto “Super Babbo – A Tom Tacchino Story”. Nel 2026 avvia ufficialmente la saga a fumetti di Tom Tacchino ed esce in libreria con la raccolta di poesie "Il rumore del sale - Nel punto in cui l'onda si ferma" (edito da RP Libri).

One Comment

  1. Fabio 16 Luglio 2026 at 22:13 - Reply

    Tappo stratega, tappo pieno di timori…. Spero di riuscire a sconfiggerlo!!! Studierò la tattica migliore per trionfare nuovamente nel torneo mondiale!!! Il Tim è caricoooo

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