Fanta Champions League – Una finale da leggenda: quando il destino richiama sempre gli stessi nomi
Fanta Champions League – Una finale da leggenda: quando il destino richiama sempre gli stessi nomi
Ci sono finali che sorprendono. Altre che emozionano. E poi ci sono quelle che sembrano inevitabili.
Perché quando si parla di Fanta Champions League, prima o poi, i sentieri finiscono sempre per incrociarsi attorno agli stessi grandi protagonisti. E così anche la tredicesima edizione della massima competizione europea ci ha riportati là dove la storia ama tornare: tra i sogni di gloria della Tartaruga di Fabio e l’infinita fame di vittoria di Tappo.
Da una parte una squadra alla sua prima finale europea, simbolo di una crescita costante e inesorabile. Dall’altra uno degli allenatori più vincenti che questo gioco abbia mai conosciuto. Un manager che negli anni ha trasformato la Champions in una seconda casa.
Le premesse erano straordinarie. La partita lo è stata ancora di più.
Novanta minuti per entrare nella leggenda
C’erano tutte le premesse per una finale destinata a lasciare il segno. Da una parte la prima volta assoluta dell’EuroTartaruga, la squadra che negli ultimi anni aveva saputo costruire la propria crescita passo dopo passo, passando da outsider affascinante a realtà consolidata del panorama europeo. Dall’altra il Saudi Saurus Rex, l’ennesima incarnazione vincente di un Tappo che ormai con le coppe europee ha un rapporto quasi mistico. Dodici edizioni di Fanta Champions avevano già raccontato storie incredibili, ma questa sembrava avere qualcosa di diverso. Forse perché arrivava al termine di una stagione folle, forse perché vedeva affrontarsi due allenatori che nelle ultime settimane erano stati protagonisti assoluti praticamente ovunque, o forse semplicemente perché il fantacalcio, quando vuole, sa essere il miglior sceneggiatore possibile.
Le statistiche raccontavano equilibrio, le semifinali avevano regalato spettacolo puro, le rose erano piene di campioni e il percorso delle due finaliste lasciava immaginare una battaglia destinata a restare aperta fino all’ultimo voto. Fabio cercava quella coppa inseguita per anni e che lo avrebbe proiettato in un club esclusivissimo di vincitori della massima competizione europea. Tappo inseguiva invece un’altra pagina di una storia già monumentale, con la possibilità di allungare ulteriormente un record che sembrava già difficilmente avvicinabile. Una finale che era molto più di una semplice partita: era il confronto tra due modi diversi di arrivare al successo, tra l’ambizione di chi vuole conquistare il proprio posto nella storia e l’esperienza di chi quella storia la scrive da oltre un decennio.
E quando il palcoscenico è questo, quando in palio c’è la coppa più prestigiosa del continente, quando ogni bonus pesa come un macigno e ogni scelta può cambiare il destino di una stagione intera, allora non resta che attendere il verdetto del campo. Perché alla fine, come sempre, le parole si fermano e parlano i numeri.
Una finale da record
Finale (G.38)
EuroLTTC 1-7 Saudi Rex
Otto reti. Ancora una volta. Un dato che certifica quanto questa competizione continui a regalare spettacolo anche dopo tredici edizioni. Quella appena disputata è infatti la quarta finale della storia conclusa con ben 8 gol complessivi. Era già accaduto nel 2015/16, nel 2022/23 e nel 2023/24.
Davanti a tutte resta ancora l’irripetibile capolavoro del 2021/22, quando Sassuolo e DTP regalarono un incredibile 5-5 deciso soltanto dal ricalcolo finale, con Tappo vincitore per 91 a 90. A conferma di una tradizione ormai consolidata, ci sono poi altre tre finali terminate con sei reti complessive.
Insomma, quando arriva l’ultimo atto della Champions, i gol non mancano mai. E questa volta ne sono arrivati addirittura otto.
La prima volta della Tartaruga
Al di là del risultato finale, questa resterà comunque una notte storica per Fabio. Per la prima volta nella sua storia, infatti, la Tartaruga (euro edition) raggiunge una finale di Fanta Champions League. Un traguardo inseguito per anni. Costruito stagione dopo stagione. Un risultato comunque prezioso, che arriva nella stagione in cui La Tartaruga originale vince invece un’attesissima e meritata Super League.
Un percorso che negli ultimi tempi ha visto il “Clab” diventare protagonista ovunque: campione del mondo in carica, vincitore della Coppa Italia, campione appunto di Super League, finalista europea. La sensazione è che la scuderia Tartaruga abbia ormai raggiunto stabilmente l’élite assoluta del fantacalcio Tassinari. E anche se l’ultimo gradino è risultato troppo alto da scalare, il cammino resta straordinario.
Fabio si presenta all’appuntamento decisivo con una formazione di altissimo livello. Tra i pali Sommer. Difesa composta da Van den Ven, Udogie e Dimarco. In mezzo al campo Bellingham, Musiala, Barella e Rabiot. Davanti Fernandez-Pardo, Mbappé e Thuram.
Quando Barella non scende in campo entra Akliouche. Quando Thuram resta fuori arriva Barcola. Ed è proprio Barcola a segnare l’unica rete della Tartaruga. Un gol che rende meno amaro un pomeriggio in cui, semplicemente, dall’altra parte si è assistito a qualcosa di fuori scala.
La tempesta dei Saudi Saurus Rex
Perché esistono le grandi vittorie. E poi esistono le finali perfette. Quelle in cui tutto gira nel verso giusto. Quelle in cui ogni giocatore sembra aver deciso di dare il massimo nello stesso identico momento. I Saudi Saurus Rex hanno fatto esattamente questo.
Tappo schiera Borjan in porta. Theo Hernandez, Smalling e Tharki in difesa. Al Johani, Joao Felix, Tozè, Mané e Quinones a centrocampo. Davanti Cristiano Ronaldo e Toney. Il risultato finale racconta già quasi tutto.
113 punti complessivi. Un punteggio semplicemente mostruoso. Cristiano Ronaldo segna una doppietta. Quinones realizza addirittura una tripletta. Mané trova il suo gol. Tozè completa il capolavoro. Toney serve un assist, Joao Felix ne distribuisce due. È una valanga.
Una di quelle giornate che capitano raramente anche alle squadre più forti. Ed è forse proprio questo il segreto delle grandi vittorie: arrivare nel momento giusto con la miglior versione possibile di sé stessi.
L’uomo delle finali
Alla fine il discorso torna sempre lì. A Tappo. Perché i numeri ormai hanno smesso da tempo di essere semplici statistiche e stanno diventando storia. Con questo successo il suo nome si aggiunge ancora una volta all’albo d’oro della competizione più prestigiosa. Una competizione che negli anni ha avuto soltanto tre dominatori assoluti: Tasso, Abu e Tappo.
Fabio avrebbe potuto diventare il quarto. Dovrà riprovarci. Tappo invece continua ad allungare una leggenda che sembra non conoscere fine. Dalla prima vittoria con l’US Sassuolo fino all’EuroSassuolo. Dal trionfo con i T-Rex d’Oro fino ai Saudi Saurus Rex. Cambiano i nomi. Cambiano le maglie. Cambiano i protagonisti. Ma lui continua a essere lì.
Una Champions che cambia padrone, ma non protagonisti
C’è un altro dato affascinante. Questa finale ha garantito alla competizione la quarta vincitrice diversa nelle ultime quattro stagioni. Segno di un equilibrio sempre maggiore. Eppure, paradossalmente, i protagonisti continuano spesso a essere gli stessi.
Perché quando la posta in palio sale, quando il peso delle partite diventa enorme, quando servono esperienza, sangue freddo e capacità di gestire la pressione, certi allenatori riescono sempre a farsi trovare pronti.
Fabio entra ufficialmente nella storia come ottavo finalista diverso della competizione. Tappo continua invece a scrivere pagine che ormai appartengono alla leggenda. Soprattutto se si considera da dove questi Saudi Saurus Rex erano partiti, ultimi e senza vittorie nel loro campionato appena una stagione fa. E ora invece sul tetto d’Europa.
Un cammino da record
C’è poi un dato che rende ancora più impressionante il percorso delle due finaliste e che racconta perfettamente il livello raggiunto da queste squadre nel corso della stagione. Per l’EuroTartaruga questa è infatti la prima sconfitta europea dell’anno, un record che testimonia la straordinaria continuità della squadra di Fabio. Fino alla finale, infatti, il cammino dei nerazzurri era stato immacolato, senza mai conoscere il sapore della sconfitta.
Curiosamente, anche i Saudi Saurus Rex arrivavano all’ultimo atto con una sola macchia nel proprio percorso europeo: il ko nel ritorno della semifinale contro la LTTC Inter, guarda caso un’altra squadra di Fabio. Una sconfitta però assolutamente indolore, resa innocua dal pesantissimo vantaggio accumulato all’andata.
Già la fase a girone unico aveva evidenziato la forza delle due corazzate. I Saudi avevano chiuso al comando da imbattuti con un impressionante bottino di 7 vittorie e 1 pareggio, lasciandosi alle spalle avversari di altissimo livello. Tra questi anche nomi pesanti come Zacca e Tasso, proprio con quest’ultimo era arrivato l’unico pareggio del cammino.
Fabio aveva risposto con numeri altrettanto prestigiosi, restando anch’egli imbattuto grazie a 5 vittorie e 3 pareggi, costruendo mattone dopo mattone una qualificazione che lo avrebbe portato fino alla sua prima storica finale. Insomma, più che una semplice finale è sembrato lo scontro inevitabile fra le due squadre che, dall’inizio alla fine, hanno saputo dimostrare con maggiore continuità di meritare il palcoscenico più importante d’Europa.
Quando il sipario si chiude
Alla fine restano le immagini. La prima finale della Tartaruga. I gol di Ronaldo. La tripletta di Quinones. Gli assist di Joao Felix. Il 113 come punteggio finale. Otto reti complessive. Un’altra finale spettacolare. Un’altra finale destinata a entrare negli archivi della competizione.
E mentre la Tartaruga esce a testa alta dopo la miglior stagione della sua storia, i Saudi Saurus Rex alzano il trofeo guardando tutta Europa dall’alto. Ancora una volta lui, Tappo. Perché certe storie finiscono. Altre, semplicemente, continuano oltre il tempo e lo spazio.
Le formazioni della finale
EuroTartaruga (Fabio) – Modulo 3-4-3 – Totale 69 punti
In porta Sommer. Difesa composta da Van den Ven, Udogie e Dimarco. A centrocampo spazio a Bellingham, Musiala, Barella e Rabiot, con Barella che però non scende in campo e viene sostituito da Akliouche. In attacco il tridente formato da Fernandez Pardo, Mbappé e Thuram, con quest’ultimo indisponibile e sostituito da Barcola.
Marcatori: Barcola.
Ammoniti: Van den Ven.
Una formazione ricchissima di talento e qualità, con stelle internazionali sparse in ogni reparto. Da Sommer a Dimarco, da Bellingham a Musiala fino a Mbappé, una squadra costruita per vincere e arrivata all’ultimo atto dopo una stagione straordinaria.
Saudi Saurus Rex (Tappo) – Modulo 3-5-2 – Totale 113 punti
Tra i pali Borjan. Difesa con Theo Hernandez, Smalling e Tharki. In mezzo al campo Al Johani, Joao Felix, Tozè, Mané e Quinones. Davanti la coppia composta da Cristiano Ronaldo e Toney.
Marcatori: Cristiano Ronaldo (2), Quinones (3), Mané (1), Tozè (1).
Assist: Toney (1), Joao Felix (2).
Ammoniti: Toney, Cristiano Ronaldo, Quinones, Mané.
Una squadra costruita attorno all’esperienza e alla fame di vittoria. Ronaldo guida l’attacco come un generale, mentre alle sue spalle una batteria di centrocampisti offensivi e uomini bonus trasforma ogni azione in un potenziale pericolo. Una formazione che arriva all’atto conclusivo dopo aver segnato valanghe di gol per tutta la fase finale della competizione e che si presenta alla finale con numeri semplicemente impressionanti.
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About the Author: Alessandro Tassinari
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