Il Clab delle Meraviglie – Dentro la stagione totale della Tartaruga di Fabio
Il Clab delle Meraviglie – Dentro la stagione totale della Tartaruga di Fabio
Ci sono squadre che vincono. E poi ci sono squadre che lasciano un segno. La Tartaruga di Fabio appartiene decisamente alla seconda categoria. Perché questa non è stata soltanto una stagione vincente: è stata una lunga costruzione narrativa fatta di record, continuità, resilienza, colpi di genio e una crescita costante che ormai dura da anni. Una di quelle cavalcate che, se raccontate troppo in fretta, sembrano quasi irreali.
E allora forse è giusto partire dai numeri. Freddi solo in apparenza, perché dentro quei numeri c’è una storia gigantesca.
24 vittorie e un dominio costruito nel tempo
La Tartaruga chiude la stagione con24 vittorie, 10 pareggi e appena 4 sconfitte. Un rendimento mostruoso. Da grandissima squadra europea più che da semplice vincitrice di campionato. Una continuità impressionante che ha permesso a Fabio di restare sempre lì davanti anche nei momenti più complicati.
E infatti la cosa curiosa è proprio questa: la sensazione generale era che la Tartaruga fosse praticamente in controllo totale del torneo già da mesi. In realtà il “Clab” ha avuto anche una fase centrale più complicata, meno brillante rispetto alla partenza devastante e al finale quasi perfetto. È lì che gli avversari avevano provato a riaprire tutto. È lì che sembrava possibile la rimonta di Abu o il ritorno feroce dello Sporting, grande outsider della SL 25/26.
E invece no. Perché le grandi squadre non devono necessariamente dominare ogni settimana: devono sopravvivere ai momenti storti. E la Tartaruga lo ha fatto.
Le poche squadre capaci di fermare Fabio
In un’annata del genere diventa inevitabile andare a vedere chi sia riuscito davvero a mettere in difficoltà il campione. E qui emergono dettagli interessantissimi.
Fabio chiude infatti la stagione senza aver mai battuto il Napoli. Un dato quasi poetico, considerando quanto spesso i partenopei abbiano incrociato il destino della Tartaruga nei momenti più delicati.
Ma la vera bestia nera è stata senza dubbio l’Arquebuse di Tasso. Due vittorie e un pareggio contro Fabio. Nessuno ha fatto meglio. Nessuno è riuscito a leggere così bene il “Clab”. E forse non è un caso, perché quando due allenatori si conoscono così profondamente finiscono sempre per togliersi qualcosa a vicenda.
Le altre due sconfitte, invece, sono arrivate contro Biblios e DTP. Due cadute isolate dentro una stagione che ha avuto il sapore della consacrazione definitiva.
Lautaro 1004: il simbolo della stagione dei record
Ogni grande squadra ha il suo manifesto. Ogni dinastia ha un volto. E quello della Tartaruga 2025/26 è chiaramente Lautaro Martinez.
1004 crediti.
L’acquisto più oneroso della storia di Fabio, ma anche dell’intera Super League. Un investimento gigantesco. Un rischio enorme. Ma anche il simbolo perfetto di una stagione in cui tutto è stato portato al limite.
Fabio ha speso complessivamente2360 crediti all’asta, costruendo una rosa profondissima, tecnica, internazionale, piena di giocatori in grado di accendersi nei momenti decisivi. Eppure la cosa incredibile è un’altra: malgrado una squadra del genere, la Tartaruga ha pagato relativamente poco di stipendi durante la stagione.
Perché vincere aiuta. Sempre.
Grazie ai risultati ottenuti, il “Tim” è riuscito infatti a tenere gli stipendi sotto controllo, chiudendo addirittura dietro a diverse squadre nella graduatoria delle spese.
La classifica stipendi: il capolavoro nascosto
La squadra che ha speso di più in stipendi è stata il Dinda con 71.2, davanti all’Arquebuse a 58.1 e al DTP a 53.6. La Tartaruga si ferma invece a 53.5, praticamente in linea con Nacho a 53.1.
Dietro troviamo Sex a 42.5, Eveerton a 34.6, Eagles a 33, T-Rex a 30.9, Biblios a 22.7, Assassini a 20.6, Sporting a 18.4, Napoli a 14 e JO a 13.4.
E qui si vede tutta la forza della stagione di Fabio: spendere tanto all’asta ma riuscire comunque a mantenere sostenibile la squadra grazie ai risultati sul campo. Un equilibrio difficilissimo da trovare.
Una crescita continua: 9-9-5-4-1
Forse però il dato più bello di tutti è questo.
9-9-5-4-1.
Il percorso della Tartaruga negli anni. Un miglioramento costante, continuo, quasi scientifico. Dal nono posto fino al titolo. Una scalata lenta ma inesorabile. Senza scorciatoie. Senza rivoluzioni improvvise. Solo costruzione, esperienza e ossessione per il dettaglio.
Ed è forse questo che rende il successo ancora più speciale: Fabio non ha semplicemente vinto. Fabio ha costruito una squadra capace di migliorarsi stagione dopo stagione fino a diventare la migliore. Altro che “maestri” della Serie A: Fabio ha vinto il titolo in cinque anni dal suo arrivo in SL, da far invidia a qualunque “progetto” italico.
Un “Tim” diventato impero
E oggi il “Clab” non è più soltanto una squadra forte. È una realtà dominante su più fronti.
Fabio arriva dacampione del mondo in carica, èfinalista di Fanta Champions(con altro club), ha appena vinto laCoppa Italiae chiude la stagione piazzandosi secondo o terzo praticamente ovunque. Una continuità totale. Europea. Mondiale. Sistemica.
Come quelle squadre che magari non vincono tutto… ma ci sono sempre.
Sempre.
La rosa della Tartaruga: qualità, profondità e uomini simbolo
In porta Fabio ha costruito sicurezza e affidabilità con Carnesecchi, Josep Martinez e Sommer.
In difesa il “Tim” si è affidato a giocatori solidi e moderni come Gatti, Gila, Helland, Holm, Marusic, Miranda, Posch, Spinazzola, Troilo e Vitik. Una linea difensiva capace di alternare fisicità, spinta e bonus pesantissimi.
A centrocampo c’era forse il vero cuore della squadra: Atta, Barella, Carboni, Collocolo, Luis Henrique, McKennie, Rabiot, Sorensen, Strefezza, Sucic, Valoti, Vandeputte, Vazquez e Zalewski. Tecnica, quantità, giocatori da modificatore e uomini da +3. Un mix quasi perfetto.
E davanti… davanti c’era la guerra.
Bonny, Camarda, Esposito, Krstovic, Lautaro Martinez, Raspadori e Thuram.
Un attacco profondissimo, feroce, completo. E infatti il miglior attacco della stagione non poteva che essere il loro.
Il Clab che ormai è leggenda
Forse il punto è proprio questo. La Tartaruga non è più soltanto “la squadra di Fabio”. È diventata qualcosa di più grande. Una presenza costante. Un riferimento. Un “Clab”, appunto.
Uno di quelli che quando entrano in una competizione non partono mai davvero sfavoriti.
E adesso che il campionato è stato finalmente conquistato, la sensazione è che questo sia soltanto l’inizio di qualcosa di ancora più grande.
Perché le grandi squadre vincono una volta.
Le dinastie, invece, iniziano così.
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All’asta mi sono fatto prendere un pochino… Il sorriso di Enry mi ha portato via alcuni giocatori che volevo fare miei…. col senno di poi sono contento così…. avessi preso anche quei 2 probabilmente im campionato non sarebbe stato così bello e avvincente…Gli altri li ho tutti portati a casa… volevo l’attacco dell’Inter sperando che Chivu potesse ripetere il miracolo di Inzaghi. Volevo outsider a centrocampo e grandi conferme dai nomi grossi. Ho avuto quello che cercavo…. inspiegabilmente mi avete lasciato i 2 migliori portieri della serie a e questo ha aiutato i miei piani… Ho vinto e mi sono divertito tanto. Se avessi perso sarebbe stato un peccato ma vi assicuro che il divertimento sarebbe stato analogo. Mi dispiace che le stagioni debbano durare così poco…. Se potessi scegliere rifarei l’asta del fantacalcio almeno una volta al mese!! Troppo divertente!! Portare via i giocatori a Ismam, lasciare tutte le chiamate a Mario, attendere che marco chiami giocatori già assegnati, Enry che col sorriso lancia bombe atomiche, Christian che timidamente si porta a casa quelli che saranno i veri bidoni del campionato, Tappo che acquista solo bidoni e si avvicina alla vittoria, Tasso che spera nella Roma di Gasp…. Giulietta che inserisce nomi e cognomi simpatici e alla fine ci porta via punti…. è tutto così bello e romantico…. Non vedo l’ora di confrontarmi per il nuovo anno…. e per i nuovi trionfi dei CLAB LTTC