Fanta Romagna 2025/26 – Le Pagelle Ignoranti della Stagione: fra eroi, tragedie greche e difese horror
Fanta Romagna 2025/26 – Le Pagelle Ignoranti della Stagione: fra eroi, tragedie greche e difese horror
Prima dei verdetti definitivi, prima delle coppe alzate al cielo e delle lacrime versate davanti ai conteggi finali, è tempo di fare ciò che ogni fantacalcio merita davvero: lepagelle ignoranti di fine stagione. Perché i numeri raccontano tanto, ma non raccontano tutto. Non raccontano gli uomini in meno, i goal al 97’, le formazioni dimenticate, i portieri da “6 politico” che prendono sempre gol, i capolavori tattici e le tragedie greche consumate ogni weekend.
Il Fanta Romagna 2025/26 ci ha regalato di tutto: una lotta titolo tiratissima, squadre leggendarie, outsider romantiche, attacchi atomici e difese degne delle porte aperte nei saloon western. E allora è arrivato il momento di giudicare tutti, rigorosamente con poca obiettività, parecchia ignoranza e quel pizzico di poesia nonsense che rende il fantacalcio una delle cose più belle e drammatiche mai inventate.
Team Scorpion – Voto 10 e Lode
Tappo. Ancora lui. Sempre lui. Cambiano le squadre, cambiano i campionati, cambiano pure i continenti fantasy… ma alla fine lui trova sempre il modo di alzare qualcosa al cielo. Vince il Fanta Romagna con una squadra solidissima, costruita più sul gruppo che sui nomi da copertina, resistendo a uomini in meno, formazioni fatte di corsa e calendari impazziti. E poi diciamolo: vincere senza romanisti e interisti nell’anno dello scudetto nerazzurro e della Roma in Champions è roba da stregoni del fantacalcio. McTominay condottiero, Berardi santone, Thorstvedt guerriero nordico. Senza scordare Butez, Muhremovic, Valeri, Kone del Sassuolo e qualche altro nero-verde qua e là. Una macchina imperfetta ma perfettamente funzionante. E soprattutto: completa la collezione di tutti i fantacalci Tassinari. A questo punto manca solo che vinca Sanremo.
Lombo51 – Voto 9
Ma cosa vuoi dire a una squadra che è sempre lì? Sempre viva, sempre competitiva, sempre dentro ogni discorso importante. Lombo si conferma una certezza assoluta del Fanta Romagna e contemporaneamente arriva addirittura ai quarti di Fanta Champions. Altro che sorpresa: ormai è una realtà consolidata. E poi c’è tutta la crescita storica dietro questo percorso, il continuo migliorarsi anno dopo anno, il passaggio da outsider simpatica a candidata credibile a tutto. Gli manca forse solo il colpo finale, quello che trasforma le grandi stagioni in leggenda eterna. Ma il percorso ormai parla chiarissimo. Se questo torneo lo vinci due volte su quattro e quando non vinci arrivi secondo (tipo questa volta), ci sarà un perché.
Bresha – Voto 9
Arrivare dietro non vuol dire essere più scarsi. Anzi. Bresha è probabilmente una delle squadre più sfortunate della stagione. La rosa era fortissima e gli infortuni hanno demolito l’ossatura del team: Pellegrini, Vergara, Scamacca, Lukaku… praticamente mezza impalcatura del progetto. Eppure il mister non molla, scopre Palestra, prende Malen e improvvisamente la stagione cambia faccia. Di nuovo. Chiude a soli due punti dal titolo con una quantità di rimpianti enorme, perché senza quella valanga di problemi forse oggi parleremmo di un altro campione. Ma il fantacalcio è pure questo: a volte non basta essere forti, serve anche che il destino non ti tiri addosso un pianoforte dal quinto piano.
LTTC – Voto 8
Fabio è sempre Fabio. Anche quando questa non è la sua squadra principale, anche quando il focus sembra altrove, anche quando le luci sono puntate sulle coppe europee e su altri campionati… Alla fine lui resta lì, vicino ai primi, competitivo, credibile. Magari il Fanta Romagna non sarà il regno principale della Tartaruga, ma pure qui riesce comunque a stare dentro il gruppo delle squadre importanti. E tanto sappiamo già come va a finire: magari in (questo) campionato non domina… poi però te lo ritrovi in finale di Champions.
Taverlello – Voto 8
Il Taverlello è una delle storie più assurde dell’anno. In campionato chiude quinto su dieci, ma contemporaneamente arriva a giocarsi una semifinale europea. Ha il miglior attacco del torneo e il miglior punteggio totale per distacco… ma anche, incredibile a dirsi, la peggior difesa del campionato! Una roba che sembra uscita da Holly e Benji: segni quattro goal e ne prendi cinque. Una squadra romantica, folle, spettacolare, offensiva fino all’autolesionismo. Altro che zemanlandia. Simbolo totale della sfortuna e del caos meraviglioso del fantacalcio.
AC Tettenham – Voto 6
Sei. Esattamente come la posizione finale. Né più né meno. E sinceramente non è che potesse fare miracoli con quella rosa. Leao, Nkunku, Piccoli, Simeone, Loftus-Cheek… ci sono squadre che già solo a leggerle senti in lontananza la musichetta triste del Titanic. Ogni tanto qualche lampo, qualche giornata dignitosa, ma la sensazione generale è sempre stata quella di una squadra costruita male e andata peggio. Però almeno galleggia. E nel Fanta Romagna non è sempre scontato.
CSK Alacacca – Voto 5
Qui invece le aspettative erano enormemente più alte. Perché con Lautaro, Nico Paz, Zaccagni, Soulé, la sorpresa Kilicsoy, Bremer e Bastoni, uno si aspetta minimo di vedere Godzilla che addenta il campionato. E invece niente. Una stagione strana, intermittente, spesso deludente. Come quei film con cast clamoroso che poi finiscono col 43% su Rotten Tomatoes. Qualità tanta, risultati troppo pochi.
Fuego – Voto 5
Una squadra che alla fine arriva più o meno dove ci si aspettava. Non fa disastri, non fa miracoli. Però almeno rende interessante l’ultima giornata fermando quel Lombo nel momento più delicato del torneo. Una specie di boss secondario dei videogiochi: magari non vince il gioco, ma rompe parecchio le scatole a chi prova a farlo.
AS Totti 1976 – Voto 5
In campionato sarebbe quasi da 4. Però poi guardi il percorso europeo e qualcosa cambia. Dodicesimo in Champions con una sola sconfitta nonostante metà stagione giocata praticamente senza attaccanti. O meglio: con il leggendario tridente Pinamonti-Colombo-Pellegrino, più Ekuban “all’occorrenza”, che detta così sembra il nome di una band indie di provincia. Una squadra che in patria arranca ma in Europa trova sempre qualche notte magica. Un po’ come certe squadre inglesi anni 2000 che in Premier finivano ottave e poi arrivavano in semifinale continentale.
Real Madrink – Voto 7
Ci vuole stile ad arrivare ultimi. Ancora di più a farlo con Ndicka, Kalulu, Romagnoli, Gatti, Wesley, Pulisic, McKennie e Kean. Cioè questa squadra teoricamente doveva stare da tutt’altra parte. E invece precipita lo stesso. Però lo fa con classe, eleganza, spirito quasi artistico. E allora onore agli ultimi, che saranno i primi. Prima o poi. Forse. Magari no. Però suona bene dirlo.
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