FantaSanremo – Pagelle ignoranti e Classifica della serata delle Cover

FantaSanremo – Pagelle ignoranti e Classifica della serata delle Cover

di 28 Febbraio 2026

La serata cover di Sanremo è quel momento dell’anno in cui il Festival smette di fingere di essere solo una gara canora e diventa ufficialmente una rimpatriata di famiglia: arrivano amici, cugini, ex coinquilini, gente vista una volta a una cresima nel ’97 e pure quello che “non canto ma se serve vengo”. È il carnevale dell’Ariston, il multiverso della musica italiana, dove l’unica regola è che non esistono regole e dove ogni esibizione può oscillare tra capolavoro, delirio collettivo e karaoke di lusso.

Ecco quindi le pagelle ignoranti della serata, fra Fanta Sanremo e Sanremo classico: senza freni, senza rispetto istituzionale e con l’unico obiettivo di dire quello che tutti pensano ma con meno eleganza.


Le Pagelle Ignoranti

Tappo voto (20)10
2010 come i suoi punti in classifica e come l’ultima apparizione dell’Italia a un mondiale di calcio. Tappo di nome ma non di fatto, la sua grandezza arriva ormai fino al cielo e la rivalità con Giulia (la terNana, per stare in tema) si accende sempre più. Tappo è quell’italiano che grida “lasciatemi cantare perché ne sono fiero”, una di quelle persone che avrebbe “un milione di cose da dirti” ma che poi si perde “dall’alba al tramonto” negli occhi di una “ragazza paradiso” e ti lascia sospeso senza sapere se ha vinto davvero e se vincerà di nuovo. Ma oggi è finalmente giunto il momento di realizzare un sogno perché “l’unico pericolo” è quello di smettere di sognare.


Giulia voto 9,5
Ha 1950 punti come il titolo di una vecchia canzone del romanista Minghi. “La radio trasmetterà la canzone che ho pensato per te. Forse attraverserà l’oceano lontano da noi. L’ascolteranno gli americani, che proprio ieri sono andati via” così recitava il ritornello. Certo, in questo clima di tensioni globali, gli americani e gli altri non se ne sono proprio andati, ma fra chi rimane c’è anche Giulia e l’intera Terni, che ora spinge la sua eroina verso la seconda vittoria di fila al Fanta festivàl, cosa mai riuscita a nessuno fino ad oggi.


Christian voto 8,5
Nel 1740 la Repubblica di San Marino otteneva una storica indipendenza dallo Stato Vaticano e super babbo decide di celebrarla con 1740 punti al Fanta Sanremo. Un terzo posto che gli fa onore, lui che con le sue battute ci fa spesso ridere ora può sorridere a sua volta, ma occhio a non sottovalutare chi insegue e incalza….


Marco e Sabry 8
Sono i Fedez e Masini del nostro Fanta Sanremo, gli LDA e Aka7seven di questo torneo, le bambole di pezza in versione battaglia dei sessi. E così via, fate voi altri nomi illustri da rievocare. Marco e Sabry sono un po’ come Elio e le storie tese: “servi della gleba” che mangiano “banane giganti” davanti a un “supergiovane”. Ma che alla fine hanno come unico obiettivo “vincere l’odio” al grido di “arrivedorci”.


Gabriello 8
Che dire, caro mio? Noi non sappiamo molto di te e nemmeno cosa ti piaccia. Non so se leggerai mai per caso queste pagelle, ma nel dubbio voglio darti un bell’8 perché hai deciso di metterti in gioco in una lega che prende il nome da un tacchino psicopatico e lo fai anche con stile, con un organo riproduttivo nel nome della squadra e un quinto posto da fare invidia a chiunque abbia Renga in squadra. Chapeau.


Noemi 8
Ha la sfrontatezza di chi ti ripete in loop “sono solo parole” ma poi ti lancia una “makumba” assurda se solo provi a gufarla al Fanta Sanremo. La verità è che “tra vento e aria” lei raccoglie “briciole” da terra fino a farne un piccolo capolavoro ligure. Il segreto è non “guardare giù” ma sempre più in alto puntando alla vetta dall’inizio alla fine, senza ammettere mai di cedere nei propri artisti. “Se non è amore” questo….


Lukic 7
Il nostro Luca è un Dybala che si è un po’ perso. Dopo il prime degli anni alla Juve (per uno) e la vittoria di due anni fa al Fanta Sanremo (per l’altro), ora entrambi affrontano difficoltà e infortuni che stanno rallentando il loro percorso. Ma si rifaranno presto.


Anto 8
Partiva fra gli outsider ma sta facendo il suo onesto campionato, senza troppi lampi ma nemmeno le difficoltà di chi ha Renga in squadra. Vorrebbe realizzare la sua “magica favola” anche al Fanta Sanremo ma il percorso appare ormai abbastanza segnato. La top 5 però appare tutt’altro che lontana….


Marco 7 (ma non sono i centimetri)
L’art. 1375 del Codice Civile italiano sancisce che “Il contratto deve essere eseguito secondo buona fede ” e Marco (che ha esattamente 1375 punti) ci ha messo tutta la sua buona fede del mondo quando ha deciso di iscriversi a questo Fanta Sanremo. Anche per lui, ok la top 10, ma troppo poco per uno degli storici titolati della competizione.


Tasso 7,5
Quando non si impegna è meglio per tutti, comincia ottavo e a fine serata si trova decimo. Tutto questo per aver messo Elettra al posto di Patty, o magari andava pure peggio, ma a noi piace pensare che non ne azzecchi una, ‘sto poraccio.


Fabio “Della Tartaruga” 8
La fiducia incrollabile per i suoi “Tim” è commovente in ogni tipo di Fanta competizione. Prima c’era la serie A Tim (ora Eni) e ora ritrova sempre la Tim a Sanremo. Che sia la compagnia telefonica a portargli sfiga? Nel dubbio, Fabio non se ne cura e procede con la noncuranza e la spensieratezza di un Bastoni qualunque che si butta a terra dopo che Kalulu ha avuto l’ardire di respirargli sul collo. Eroico.


Abu voto 6,5
Ogni anno lo diamo tra i favoriti e ogni anno scompare alla seconda serata. Però resta il fatto di scegliere sempre i nomi più ignoranti per la squadra. E già questo vale il prezzo del biglietto.


Max voto 8,5
Il numero angelico 1120 è un potente messaggio di incoraggiamento a mantenere fede e ottimismo, poiché i tuoi pensieri si stanno manifestando rapidamente. E Max ha esattamente 1120 punti, un numero non casuale. Sarà per questo che continua ad avere una fede incrollabile nell’universo e nella sua stagione. E noi non possiamo che apprezzarlo. Lui crede nella vittoria finale e noi crediamo in lui: Forza Max!


Iulia 9
Più forte di tutto, più forte di tutti, più forte persino dei suoi stessi artisti in squadra. Iulia resiste alle nostre gufate, ai pochi bonus raccolti e soprattutto alla sconcertante monotonia dell’effetto Renga. In una sera recupera ben 4 posizioni malgrado l’artista friulano saldamente in squadra. “Nessun rimpianto” continua a gridare la nostra eroina quando le si chiede se sia ormai pentita della sua scelta dei cantanti. Iulia si sente una persona “migliore” quando “l’amore altrove” si mostra nel volto da “angelo” del suo beniamino (Luca Argentero capirà). Non so se vincerai davvero, cara Iulia, ma ti prometto che “scriverò il tuo nome” comunque nell’albo d’oro degli eroi di questo (e di ogni altro) Fanta Sanremo.


Giulia 6
È la versione giovane di Capitan America che ancora deve imparare a conoscere se stessa. Parte alla grande, infiamma le serate, inventa nomi pazzeschi ma poi prende Renga in squadra e rovina tutto. È questa la “infinity war” della nostra eroina Marvel.


Giuly 6,5
“Certe notti ti senti padrone di un posto che tanto di giorno non c’è” e proprio da questa consapevolezza parte il Fanta Sanremo di Giulietta che vive due vite diverse fra giorno e notte, fra prima e dopo Sanremo, fra l’entusiasmo di chi comincia e la dura realtà di chi rimane. Ma Giuly non demorde. Anche “urlando contro il cielo” Giuly si ripeterà che “questa è la mia vita” e supererà anche “il giorno di dolore che uno ha”.


Miky 6
La leggenda narra che la Miky passi la “domenica” a mangiare “fragole” ascoltando le canzoni del suo Achille Idol. Io “me ne frego” delle vostre insinuazioni e vi mando “mille” baci per farvi stare “zitti e buoni”. La Miky è una di quelle “incoscienti giovani” che si diverte e sa come farci divertire.


Big Fabio 10
Cresciuto a pane e corto muso, Big Fabio sa bene che non serve un campionato ad alti livelli per portare a casa il titolo, non serve una gran partita per conquistare la vittoria. Basta un guizzo, una giocata, un centimetro. E infatti lui sta lì ultimo ma non ultimo, perché se gli ultimi saranno i primi Big Fabio è già campione di questo Fanta Sanremo. Noi aspettiamo ancora la sua mossa, la sua profezia del corto muso che deve avverarsi proprio in quest’ultima serata. Max docet.


I momenti della Quarta serata

Attori, presentatrici, comici, Belen… voto 7,5
A Sanremo per le cover “cantano” proprio tutti. Attori, presentatrici, comici, amici, parenti, gente passata per caso davanti al teatro mentre cercava un parcheggio. Belen, Fagnani, Ale e Franz, Santamaria… mancava solo il barista dell’Ariston e facevamo tombola.
La serata cover è diventata tipo la partita del cuore: non importa se sai cantare, importa esserci. E alla fine funziona pure, perché metà del divertimento sta proprio nel vedere chi compare dal nulla dietro il microfono. Festival trasformato in rimpatriata nazionale, ma almeno con le luci belle. Caotico, inutile, irresistibile.


Il Disertore (Dargen + Pupo + Bosso) voto 9
Quando prendi una canzone enorme e la metti in mano a gente che ha capito che non serve strafare, succede la magia. Interpretazione pulita, emozione vera, zero circo.
In mezzo a una serata dove c’era gente che portava sul palco pure il cugino con la chitarra scordata, loro hanno fatto la cosa più rivoluzionaria possibile: cantare bene.
Serio, intenso, bello. Quasi fuori luogo per quanto funzionava. Applausi veri, non quelli da “oh bravo però adesso muoviti”. Sono i veri disertori morali di questo festival (e ci servivano).


Cristina D’Avena voto 8,5
Entra lei e improvvisamente l’Italia torna alle 16:40 su Italia 1 con la merenda in mano. Cristina D’Avena non canta, attiva ricordi d’infanzia. È un portale temporale con il microfono.
Sempre angelica, sempre precisa, sempre capace di far cantare pure chi non canta mai. Una vera Dea. Occhi di Gatto e via: pubblico in regressione infantile totale.
E poi le Bambole di Pezza che alzano il volume all’impazzata: combo nostalgica + energia.
Risultato: mezzo Paese che sorride senza sapere bene perché. Nostalgia usata bene, non come stampella ma come superpotere.


Tullio De Piscopo voto 10
Era il vecchio soprannome di Marco (De Iulio). Solo questo basterebbe per il voto massimo.
Ma poi c’è anche il fatto che Tullio sul palco sembra sempre uno che sa esattamente cosa sta facendo mentre noi a casa cerchiamo ancora di capire se abbiamo pagato la luce, se abbiamo messo i due euro nel parchimetro, se gli occhiali li abbiamo lasciati in auto o sul nostro naso. Solo che lui ha 80 anni e noi nemmeno 30.
Presenza, storia, groove. Uno che entra e l’Ariston diventa automaticamente più serio, anche se non vuole.
Marco ringrazia, noi pure. Leggenda vera.


Il Gabba voto 8
Il Gabba è quella presenza che non sai spiegare ma che quando arriva pensi “ok, adesso mi diverto”.
Ha quell’energia da zio simpatico che alle feste tira fuori la battuta giusta al momento giusto e salva la serata. Una specie di Marco Amadori in versione canora, insomma.
Non serve fare cose complicate, basta esserci nel modo giusto. E lui c’è.
Affetto puro. Uno che ti viene voglia di invitare sempre, anche senza sapere perché.


Morgan voto 5 artistico, 10 narrativo
Morgan è ormai più una serie TV che un artista. Ogni stagione una trama nuova, ogni episodio un colpo di scena.
Dopo la saga con Bugo, ora abbandona pure Chiello prima ancora di arrivare a Sanremo (anche se la storia appare ora un po’ diversa). Cliffhanger, drama, reboot continui.
Musicalmente resta uno con talento enorme, ma ormai il personaggio corre più veloce della musica.
Se Sanremo fosse Netflix, Morgan sarebbe già alla quinta stagione con spin-off in produzione.
Confusione, genio, caos. Non sai mai cosa succede, ma sai che succederà qualcosa.


Classifica

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About the Author: Alessandro Tassinari

Alessandro nasce a Forlì il 21 settembre del 1998. Ha partecipato a diversi Concorsi Letterari ottenendo più di cento premi e riconoscimenti (tra primi posti e menzioni di merito); suoi componimenti sono presenti in diverse antologie e siti d’impronta culturale. Nel 2015 un suo testo viene premiato con una borsa di studio dal Comune di Forlì, in occasione dell’anniversario della Liberazione. Nello stesso anno partecipa a una mostra forlivese dedicata alla creatività adolescenziale. Partecipa come comparsa alla docu-fiction “Morgagni oggi; sua maestà anatomica” (di Cristiano Barbarossa). Realizza le illustrazioni per il fantasy “L’ombra di Lyamnay” (Annarita Faggioni), per poi firmare le introduzioni alla raccolta poetica “Respiro di vita” (Melissa Storchi) e a “Dieci Dodici” (Umberto Pasqui). Nel 2016 riceve il premio “Naim Araidi” per la poesia giovane. L’anno seguente partecipa come giurato al concorso “Aspettando il Natale”. Vince una borsa di studio per merito presso l'Università di Bologna e un’altra istituita dal Comune di Cervia in memoria di Gino Pilandri, storico sindaco della città romagnola. Presso l’Università di Bologna consegue in tutto tre lauree: in Lettere, Italianistica e Geografia. Dal 2024 partecipa alla rassegna “Radici e Futuro” organizzata dalla Biblioteca Maria Goia di Cervia. Nel 2025 vince nuovamente la borsa di studio “Gino Pilandri” e pubblica il suo primo libro, il fumetto “Super Babbo – A Tom Tacchino Story”.

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