FantaSanremo – Classifiche e Pagelle ignoranti della terza serata

FantaSanremo – Classifiche e Pagelle ignoranti della terza serata

di 27 Febbraio 2026

Tra ribaltoni, drammi musicali e gente che spunta in classifica come un featuring non annunciato

La terza serata del Festival è sempre quella dove il FantaSanremo smette di essere una simpatica gara tra amici e diventa una giungla darwiniana fatta di bonus rubati all’ultimo respiro, capitani che tradiscono le aspettative e artisti che decidono di parlare troppo vicino al microfono proprio quando non serve.

È la serata in cui capisci che non conta avere la squadra migliore, ma azzeccare il momento giusto, come un assolo di chitarra piazzato bene o un ritornello che entra in testa senza chiedere permesso.

E infatti la classifica si muove, si piega, si ribalta, si contorce come una hit estiva remixata male. Qualcuno vola, qualcuno precipita, qualcuno compare dal nulla come un DJ set alle 4 del mattino.

E ora, come sempre, spazio alle pagelle ignoranti.


Pagelle ignoranti

Tappo – voto 10

Continua a dominare come se stesse giocando una modalità carriera già sbloccata.
Non gestisce una squadra: dirige un’orchestra sinfonica dove ogni artista entra al momento giusto.
Se continua così, più che il trofeo bisognerà preparargli la statua davanti all’Ariston.


Giulia da Terni – voto 9,5

Resta lì, minacciosa, in scia come un ritornello che non se ne va dalla testa.
Non fa rumore, ma accumula punti con la costanza di una ballad sanremese che al primo ascolto sottovaluti e poi ti trovi a cantare in doccia.
La vetta non è lontana. E lei lo sa.


Christian – voto 8,5

Super babbo protesta perché era secondo prima della terza serata.
Peccato che le classifiche cambino, si evolvano, mutino… un po’ come le canzoni che al primo ascolto ti fanno impazzire e dopo una settimana salti.
Sta vivendo il Festival come una hit radiofonica: partenza fortissima, ora serve il ritornello giusto per restare.


Gabriello – voto 9

Nessuno sa come e perché, ma questo sconosciuto magico è quarto.
Più inatteso di un duetto trap in una serata dedicata alla lirica.
È il classico personaggio che spunta dal nulla e poi ti accorgi che sta giocando meglio di tutti.


Noemi – voto 8

Con un nome così non puoi che fare grandi cose a Sanremo.
Sente il peso delle aspettative, ma lo porta come una cantante porta un microfono: con eleganza e senza tremare.
Sta lì, solida, pronta a sfruttare ogni bonus come un crescendo orchestrale.


Marco e Sabry – voto 8

Il papero e il papavero di questa edizione.
Prima protestano contro i paperi AI, poi salgono in classifica come un tormentone che non volevi ma che ormai sai a memoria.
Stanno costruendo una risalita lenta ma costante. Sono l’Amadeus e il Carlo Conti del FantaSanremo, che presentano meme e ragionamenti filosofici a momenti alterni. Dal sacro al profano è un attimo, ma dal sesto posto al primo il passaggio è altrettanto semplice?


Lukic – voto 7

Partita ordinata, senza acuti ma senza stonature.
È la classica canzone che magari non vince Sanremo, ma resta in playlist tutto l’anno.


Tasso – voto 7

Ha la squadra per Spider-Man, ma in rosa sembra avere Eddie Brock. Ah no, lo ha davvero.
Ogni bonus è accompagnato da un malus, ogni salita da una discesa.
Sta giocando il Festival come un film Marvel: spettacolare ma sempre sul filo del disastro. Almeno Eddie ha indossato la maschera di Venom.


Anto – voto 6,5

Naviga a metà classifica come una canzone che non capisci se sia indie o pop.
Può ancora esplodere, ma deve trovare il suo ritornello. Ci aspettiamo ancora quella follia alla Emma inseguita dai carabinieri (i più fanta-credenti ricorderanno). Per il momento, vogliamo spronarla a ritmo di un’altra super hit: “Mettiamoci tutti gli occhiali da sole in ufficio, c’è odore di bacon affumicato!”.


Marco – voto 6,5

Serata senza scossoni.
Sta lì, in equilibrio, come una performance acustica: pulita ma senza fuochi d’artificio. La ascoltano i fan, ma la Gen Z è troppo selettiva per innamorarsi di lui… Per ora…


Abu – voto 6

Festival vissuto in modalità “ascolto passivo”.
Ogni tanto prende punti, ogni tanto li perde, ma sembra uno che ascolta Spotify in shuffle senza sapere cosa partirà dopo.


Max – voto 7

Dodicesimo ma con stile.
Ci sono grandi aspettative, un po’ come per la Ferrari a ogni nuovo mondiale: magari non vinci subito, ma tutti si aspettano il colpo di scena.
Sta preparando la rimonta come il buon “Freddy Vassoio” quando cucina la portata principale prima di cominciare la stagione. Se il piatto sarà buono o un po’ troppo cotto, soltanto il tempo riuscirà a dircelo.


Fabio (Tartaruga) – voto 7,5

Va piano ma va lontano.
È la classica ballad che parte piano e poi arriva in top 10 a sorpresa.
Prima o poi arriverà, e quando succederà farà rumore. Come solo Fabio sa fare.


Giulia Cap – voto 6

Una Capitan America un po’ scarica.
Serve un rilancio, perché al momento sembra più la versione unplugged che quella da stadio.


Giuly – voto 5

Soffre l’assenza del suo eroe, il Liga nostro nazionale, come un fan senza bis finale.
Sta resistendo, ma le manca la scintilla.


Miky – voto 6

Va bene credere nei miracoli, ma non in Renga.
È come puntare su una canzone nostalgica sperando diventi virale su TikTok: può succedere… ma non succede. Peccato che Vasco rifiuti sempre Sanremo, siamo certi che la nostra Miky ne gioverebbe assai…


Iulia – voto 10

Penultima ma voto alto, anzi altissimo, perché poi legge le pagelle e mi sgrida.
E io ho paura.
Potrebbe mettermi Renga nelle cuffie per un mese intero.


Big Fabio – voto 8

Ultimo ma con stile.
Lui che al Fanta ne ha viste di ogni tipo: moduli improbabili, espulsioni assurde, giocatori che cambiano ruolo come remix estivi. Koopmeiners che passa da trequartista a mediano e poi persino difensore centrale. La Juve che prende cinque pere dal Gala e poi sfiora la rimonta clamorosa in 10 al ritorno. Un rosso improponibile a Kalulu. E altro ancora.
È il veterano che resta in fondo alla classifica ma racconta le storie migliori.


Pagelle show e momenti TV

Ubaldo Pantani nei panni di Lapo Elkann – voto 10

Sempre stellare.
Ti invitano a Sanremo e tu passi la serata intera nei panni di Lapo.
Genio puro. Ora attendiamo le querele come si attende il televoto.


Carlo Conti che zittisce Mogol – voto 8

Tempismo perfetto.
Come stoppare l’orchestra prima che parta il ritornello sbagliato.


Virginia Raffaele e Fabio De Luigi – voto 7

Singolarmente sempre fortissimi.
Insieme, però, sketch un po’ scarico.
Come un duetto tra due fuoriclasse con una canzone mediocre.


The Kolors e Fru che appare dal nulla – voto 10

Spiegazione inutile.
È stato come un featuring sorpresa in un album: non richiesto, ma memorabile.


Conti che parla dei Mondiali – voto 6

Annuncia le gare dell’Italia come esclusiva Rai… peccato che non siamo ancora qualificati. Cioè, ma dai, davvero? Non ci bastava essere eliminati per due volte di fila ai Play-Off?
Ora si spiega la grattatina tattica di Raf prima dell’esibizione.


Classifica dopo la terza giornata

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi questa storia, scegli tu dove!

About the Author: Alessandro Tassinari

Alessandro nasce a Forlì il 21 settembre del 1998. Ha partecipato a diversi Concorsi Letterari ottenendo più di cento premi e riconoscimenti (tra primi posti e menzioni di merito); suoi componimenti sono presenti in diverse antologie e siti d’impronta culturale. Nel 2015 un suo testo viene premiato con una borsa di studio dal Comune di Forlì, in occasione dell’anniversario della Liberazione. Nello stesso anno partecipa a una mostra forlivese dedicata alla creatività adolescenziale. Partecipa come comparsa alla docu-fiction “Morgagni oggi; sua maestà anatomica” (di Cristiano Barbarossa). Realizza le illustrazioni per il fantasy “L’ombra di Lyamnay” (Annarita Faggioni), per poi firmare le introduzioni alla raccolta poetica “Respiro di vita” (Melissa Storchi) e a “Dieci Dodici” (Umberto Pasqui). Nel 2016 riceve il premio “Naim Araidi” per la poesia giovane. L’anno seguente partecipa come giurato al concorso “Aspettando il Natale”. Vince una borsa di studio per merito presso l'Università di Bologna e un’altra istituita dal Comune di Cervia in memoria di Gino Pilandri, storico sindaco della città romagnola. Presso l’Università di Bologna consegue in tutto tre lauree: in Lettere, Italianistica e Geografia. Dal 2024 partecipa alla rassegna “Radici e Futuro” organizzata dalla Biblioteca Maria Goia di Cervia. Nel 2025 vince nuovamente la borsa di studio “Gino Pilandri” e pubblica il suo primo libro, il fumetto “Super Babbo – A Tom Tacchino Story”.

Leave A Comment

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Post recenti

  • Fanta F1 – Il ritorno dei motori: tra Australia, Cina e il regno incontrastato del Tyrannosaurus Tappo
  • Fanta – Il curioso caso di Benjamin Marco: ovvero come smettere di fare la formazione e iniziare a fare punti
  • Fanta Champions – Notti europee, follia e miracoli: gli ottavi di finale incendiano l’Europa
  • Fanta – Coppa Italia: semifinali, rimonte e destini incrociati; l’Europa può aspettare
  • Super League 25/26: Risultati 28° giornata
  • F1 – Pagelline Ignoranti GP Australia 2026: Mercedes imprendibile, Ferrari parte a razzo e Aston Martin nel dramma

Post correlati