Abu, Marco, Mario: tre filosofie fantacalcistiche a confronto
Abu, Marco, Mario: tre filosofie fantacalcistiche a confronto
Il caos (non) ordinato della Super League
Ci sono serie crime che, da una stagione all’altra, cambiano talmente tanto storia e personaggi che quasi ti sembra un altro programma. Non ci capisci niente, a stento ti piace. O magari ti piace l’effetto sorpresa.
Ecco, il fantacalcio in linea di massima potrebbe anche seguire questo “schema del caos”, dove ogni anno si allontana dal precedente al punto che sembra parte di un universo parallelo. Ma in Super League non è così, perché al Fanta Tassinari vediamo spesso grandi classici, lampi di genio e colpi di sfortuna, che ogni anno sembrano esaurirsi ma ogni volta tornano più imprevedibilmente prevedibili che mai.
Abu e la costanza tradita dalla sfiga
Si prenda il caro Abu, ad esempio, che ogni anno mantiene il primo o il secondo miglior punteggio del torneo, salvo poi doversela vedere con un’infornata di sfiga che lo porta ad essere sesto (solitamente quarto o settimo, per il meme), malgrado i ben 231 punti in tre match, secondo solo al Dinda Team con 233.
Mario, l’Allegri al contrario
E proprio il buon vecchio Mario è l’eroe di un’altra filosofia ancora, che negli ultimi anni lo ha sempre portato vicino al vertice del campionato senza farglielo agguantare mai.
Mario è il Max Allegri che fa il corto muso al contrario e perde contro le sue stesse strategie. Scherzi a parte, il Dinda Team è secondo in Super League malgrado una migliore prestazione complessiva, come negli ultimi due anni, dove dopo tante lotte si è dovuto arrendere al solito Tappo.
Marco, tra gloria e sventura
Chi invece Andrea lo ha battuto è il mitico Marco, primo non Tassinari a vincere in Super League e destinato al brivido degli opposti. Un anno (anzi due) lo vedi campione col tridente degli anti-sogni composto da Joao Pedro, Caprari e Gabbiadini, mentre l’anno dopo lo trovi a pregare mezzi punti scarsi nonostante mezza Atalanta di Gasperini in rosa.
Non certo perché sia scarso (al momento è penultimo col terzo miglior punteggio del torneo), ma perché Super Pomello è: o tremendamente fortunato o tremendamente sfigato. Non ci sono mezze misure per i Sex di Marco.
Il quarto incomodo: Tappo
Ovviamente, ai tre moschettieri si potrebbe aggiungere anche il proverbiale quarto incomodo, che sarebbe sicuramente il nostro Tappo preferito. Ma aspettiamo a giudicarlo strada facendo. Perché per ora sì, sta mantenendo la propria filosofia del “partire male”, ma vediamo se sarà capace di rimettersi in piedi in corso d’opera, come al solito.
Fabio, la sorpresa silenziosa
Così, in un mondo di grandi risultati, fortuna e sfortuna, Fanta milioni spesi e quant’altro, noi tifiamo per Fabio, che zitto zitto fa il suo onesto lavoro (qualcuno dovrà pur farlo) e si prende — momentaneamente — la testa della classifica a punteggio pieno. Una vera Tartaruga masterclass.
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